<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906</id><updated>2011-07-31T04:14:13.022+02:00</updated><category term='FA'/><title type='text'>quarantena</title><subtitle type='html'>Spazio di discussione su argomenti infetti</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>43</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-9097296894541737100</id><published>2010-08-27T15:16:00.000+02:00</published><updated>2010-08-27T15:16:43.757+02:00</updated><title type='text'>Pd e Coop, cosa c’è dietro le baruffe d’agosto</title><content type='html'>C’è una imponderabile levità in questa baruffa bolognese che oppone le Coop al Pd. Come fossero all’opera individui pressati da una indecifrata claustrofobia e che per questo si sforzano in ogni modo di allontanarsi dal luogo che li unisce. L’oggetto del contendere è oscuro. Si vedono le Coop che ostentano la diserzione (mai vista) da una nota Festa, nel nome di una rivendicata autonomia, che peraltro non è ben chiaro da chi e dove sia minacciata. Si mormora che la causa immediata di tanto fragoroso dispetto abbia a che vedere con lo scarso riguardo riservato dal Pd a Sita: il prestigioso capo cooperativo in quiescenza che i cooperatori vedrebbero bene come candidato Sindaco. E’ facile notare che se le cose stessero veramente così saremmo di fronte non a una lesa autonomia da parte del partito, ma a una pretesa delle coop di condizionare in via diretta la politica. Un rovesciamento di ruoli letteralmente clamoroso. In passato, nell’epoca aurea della vituperata ‘cinghia di trasmissione’, era infatti il partito che nominava i dirigenti delle Coop, mentre qui sarebbero piuttosto le coop a voler nominare il Sindaco. Partito (Pd) debole, Coop forti. Meglio: ‘proterve’, tanto da superare lo stesso fisiologico potere economico-sociale di lobbying.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Colpa solo di questa inedita hybris delle coop, dunque? Forse la storia è un poco più complessa, e qui si vorrebbe dare qualche lume, citando dati e contesti dei quali i contendenti sembrano colposamente dimentichi. Si osservino queste due figure, tratte da una ponderosa ricerca demoscopica (ben 7.000 interviste) condotta nel 2008 dal MeDeC sulla partecipazione politica nei quartieri di Bologna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima figura mostra le organizzazioni che le persone hanno scelto di indicare come destinatarie, nel corso dell’anno, della loro partecipazione. La tessera ‘socio coop’, a differenza di qualsivoglia carta di credito, conferisce identità e senso di appartenenza. Si nota infatti il primato assoluto delle coop di consumo (23%), e a seguire il forte radicamento dei sindacati (13,6%), nel quadro di una partecipazione con forme vaste e articolate, che nel complesso coinvolge quasi la metà dei cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figura n.1: Iscritti o partecipanti (nel corso dell’anno, in %) alle associazioni. Erano possibili più risposte. Fonte: MeDeC 2008. (cliccare sull'immagine per visionarla ingrandita)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La seconda figura misura la fiducia (misurata in voti) riservata a diversi soggetti: economico-sociali, morali e istituzionali. Qui si nota il primato assoluto delle coop di consumo. Ben 73 cittadini su 100 (con solo 16 in posizione avversa, o di bocciatura) conferiscono alle coop un voto di promozione, tra l’altro con una enorme rilevanza dei voti alti (dal 7 al 10). Seguono le multiutility dei servizi pubblici (Hera, Atc ecc.) con il 65,6% di promozioni, e subito a ridosso le piccole imprese con il 62,3. A stretto tallonamento il comune di Bologna si classifica buon quarto con il 60,2 delle promozioni. A seguire il resto. Questa graduatoria conferma la peculiarità storica della società bolognese, centrata su un triangolo fiduciario assai forte (e stando ai dati per nulla scalfito): le coop (ovvero l’economia sociale), le piccole imprese (cioè il protagonismo imprenditoriale diffuso), le istituzioni locali (Comune e multiutility) a rappresentare il Welfare locale e la politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figura n.2: Voti tributati ad alcuni soggetti economico-sociali, morali e istituzionali (voti da 1 a 10, in % sul complesso degli intervistati. Fonte MeDeC 2008). (cliccare sull'immagine per visionarla ingrandita)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi dati ci dicono quanto è sostenuta la partecipazione associativa e quanto è riconosciuto dalla gente il ‘modello emiliano’ e, nel suo ambito, il ruolo guida assegnato alle coop (in specie quelle di consumo: vero e proprio veicolo-immagine del mondo cooperativo). In un momento storico, come è noto, e in un paese (l’Italia) nel quale molti legami fiduciari tendono allo sfacelo!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma cos’è che sostiene questo ‘modello‘ integrandone le diverse parti? Considerando tutte le possibili variabili influenti, si scopre che ce n’è una capace di spiegare da sé sola l’intero sistema dei rapporti. E’ l’autocollocazione politica a sinistra degli intervistati, cioè la ‘cultura politica’ depositata in un settore particolare, per quanto ampio, della popolazione. Il riquadro che segue offre una stilizzazione di queste determinazioni empiriche. C’è una interazione molto forte fra la partecipazione associativa e la fiducia nelle istituzioni del ‘modello emiliano’. La fiducia nelle istituzioni è inoltre intercorrelata con la ‘fiducia negli altri’, cioè l’apertura solidale verso il prossimo. Ma è l’essere di sinistra che sostiene sia la fiducia che la partecipazione, integrando le diverse parti del modello. Forse il partito, le coop (cd. ‘rosse, in particolare), ma anche i sindacati (la Cgil, in primis) l’hanno dimenticato. Ma nella percezione della gente calpestano lo stesso terreno. Lì sono ancorati dalla ‘cultura politica’ che ancora alberga nella popolazione. Da lì il Pd prende gran parte dei suoi voti, e le coop il prestigio di cui godono (assieme a una vasta clientela partecipante). C’è da dubitare che l’abbandono definitivo del terreno avito, in cerca di nuove intriganti clientele possa portare fortuna, sia al Pd, che alle coop. E’ vero che ci sono altri mondi (e forme di partecipazione) che non possono essere trascurate, anche se hanno sovente un rapporto critico con il ‘modello storico’. Così come è vero che c’è anche gente di destra che non disprezza le coop. Ma sarebbe folle quell’impresa che per guadagnare una quota marginale di neo-clienti butta a mare (o induce alla disaffezione) una moltitudine ben più vasta che si identifica con il marchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figura n.3: Il "modello emiliano". (cliccare sull'immagine per visionarla ingrandita)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, hainoi!, questa sciagurata inclinazione pare assai diffusa. Il Pd è nato nel ‘regno della politica’, astraendosi programmaticamente dagli attori sociali su cui erano storicamente innervate le forze della sinistra. Oppure, che è la stessa cosa, mettendo tutti i mondi sociali alla stessa interessata equidistanza. Ha cioè rinunciato a definire i propri referenti e modalità rinnovate del radicamento sociale. Un partito totus politicus. E i risultati si vedono! Le Coop, per quanto è di loro competenza (per il sindacato occorrerebbe un approfondimento ad hoc) si sono mosse in modo esattamente speculare. In nome di una ‘autonomia’ proclamata a ogni piè sospinto stanno inoltrandosi poco a poco (ma anche con qualche salto) in una dimensione nella quale tutti i partiti sono posti ad analoga equidistanza. Come il partito inclina a ignorare i propri referenti sociali, così le coop si comportano rispetto al ‘referente politico’. Certo occorrerebbero nuove modalità di rapporto, non potendosi resuscitare le vecchie. Ma rapporto! Non estraneità. Cioè forme aggiornate di ‘comunanza’, come la gente chiede e nella sua ingenua generosità, ancora immagina che sia. Senza la quale il terreno comune si sfarinerà, e i soggetti in causa resteranno appesi al nulla, ognuno perso nella propria deriva. Disancorati dal vecchio mondo, e incapaci di definire il nuovo. Le baruffe di cui all’inizio sono il sintomo di una nevrosi. Ovvero di un problema irrisolto. Che ha uno stesso centro, anche se ognuno lo guarda dalla sua parte. Se questa futile e ridicola querelle agostana diventerà un pretesto per aprire a menti liberate dall’afa e dalla confusione questo dibattito, allora ne deriverà qualcosa di inaspettatamente utile. Il Pd dovrebbe invitare le coop alla Festa, e le Coop dovrebbero parteciparvi in massa (le rosse, ma anche le bianche). Ma per parlare esattamente di questo. Di fronte alla generosa giuria del ‘popolo della festa’. A seguire: i sindacati (con la Cgil in testa), l’arci, le bocciofile, i bar, le società sportive…. Il popolo che avanza, dall’ingresso di Via Stalingrado, come nel celeberrimo Pellizza da Volpedo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-9097296894541737100?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/pd-e-coop-cosa-ce-dietro-le-baruffe.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/9097296894541737100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/9097296894541737100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/pd-e-coop-cosa-ce-dietro-le-baruffe.html' title='Pd e Coop, cosa c’è dietro le baruffe d’agosto'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-7905560646708127508</id><published>2010-08-16T15:50:00.000+02:00</published><updated>2010-08-16T15:50:42.467+02:00</updated><title type='text'>Il gioco delle tre carte</title><content type='html'>Richiamo, per chi lo desideri, l'indirizzo delle mie discusse considerazioni pubblicate sul sito della Dire http://www.dire.it/DIRE-EMILIA-ROMAGNA/sondaggio_a.php?c=33265&amp;amp;m=14&amp;amp;l=it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e sviluppo alcuni chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riassumo la discussione ferragostana sull’apertura al ‘centro’. Non prima di una precisazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stima del contributo dei seguaci di Guazzaloca a un centro-sinistra allargato non aveva come scopo di segare alcunché (come ha maliziosamente scritto il Corriere). Rispondeva a una curiosità personale di tipo prettamente quantitativo. Come spesso accade, fra tutti i commenti non c’è n’è uno che si sia soffermato sull’attendibilità dei numeri e sul loro significato. A parte la fondatezza empirica della rilevazione (sulla quale, come ovvio, metto la mano sul fuoco), è logicamente ragionevole la stima del 3 % ? Io credo di sì. Basta guardare il trend e approfondire qualche valutazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ’99. Nel ’99 (primo turno) Guazzaloca ebbe 104.571 voti (pari al 41,5 %). I candidati della destra, tutti considerati (cioè Guazzaloca, Ruocco, Pasquini e Poli), toccarono il 48 % circa. Una cifra straordinaria, mai toccata in città. Pure considerando la caduta del tasso di partecipazione al voto. Le indagini di flusso mostrarono che almeno un 5 % di elettori Ds erano transitati alla Tua Bologna. Sul perché di quella débacle della sinistra si è molto discettato: l’inadeguatezza della candidata, le lotte intestine ai Ds, gli errori ripetuti, la divisione a sinistra, i malumori insorti durante il mandato Vitali ecc. Qui vanno aggiunti anche motivi d’ordine generale solitamente trascurati, ma non meno importanti: la caduta di consenso, le perplessità e le delusioni nella base militante ed elettorale dell’Ulivo e dei Ds, nonchè le sorde inimicizie emerse contro il governo D’Alema. Senza lo sgomento generato dalla guerra serbo-kosovara, senza le perplessità generate alla vigilia del voto dalle dichiarazioni di D’Alema per la riforma pensionistica, senza lo spirito di revanche coltivato dai prodiani per la caduta di Prodi, con la creazione dell’Asinello, difficilmente il Comune sarebbe passato di mano, pure considerando tutte le cause di carattere locale. In sintesi Guazzaloca vinse tanto quanto fu lasciato vincere da un insieme di volontà congiuranti (e convergenti: da sinistra, dal centro, dall’interno) ed operanti su più piani (locale e nazionale). La testa di Bologna fu, in certo senso, il prezzo fatto pagare all’ambizione di governo di D’Alema e dei Ds.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 2004. Nel 2004 subì una dura sconfitta da parte di Cofferati. Tuttavia il suo rendimento personale e coalizionale non fu trascurabile. Riottenne, nella sostanza, gli stessi voti assoluti del primo turno ’99 ( 103.281, pari al 40,7 %). Nonostante un parziale rientro dei voti a sinistra la destra ebbe una buona tenuta, anche considerando la congiuntura di ciclo politico per essa sfavorevole (il governo Berlusconi era entrato da tempo in uno spesso cono d’ombra). Una parte dei voti che dalla sinistra erano transitati al centro restò agganciata a Guazzaloca (del resto i prodiani non avevano fatto mostra di grande entusiasmo all’arrivo di Cofferati, come dimostrato dal fatto che subito s’impegnarono, alleandosi con la sinistra radicale, in un’aspra guerriglia ai suoi danni). Cofferati vinse grazie soprattutto alla sua capacità di coalizzare ai Ds l’elettorato di sinistra scontento. Scontentezza, però, che riprese presto il sopravvento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 2009. Anno nel quale si consuma il destino di Guazzaloca come leader di un più vasto arco di forze. Correndo da solo aggrega solo 28.785 voti, pari al 12,7 %. Perde clamorosamente le ‘primarie’ con Cazzola. Al secondo turno almeno il 60 % dei suoi sostenitori si sposta sul candidato della destra, pure in assenza di indicazioni di voto da parte di Guazzaloca. A sinistra il candidato Delbono mostra scarso appeal, tanto è vero che rimane al di sotto del voto della coalizione e deve andare al ballottaggio. Se il ‘centro’ civico implode ed è in maggior parte riassorbito dalla destra, la sinistra si sfrangia di nuovo. Le liste ‘alternative’ (guidate da Favia, Pasquino, Monteventi, Tedde e Terra) toccano nel complesso quasi l’8 % dei voti. Una cifra destinata ad ampliarsi con la performances di grillini alle regionali del 2010.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riassumiamo quindi lo stato dell’arte. Con il 2009 viene meno, e defintivamente, l’egemonia che le forze moderate guidate da Guazzaloca hanno esercitato per almeno due tornate elettorali sulla destra. Il cleavage numerico fra centro-destra e centro-sinistra (considerati come blocchi) è rientrato nel rapporto fisiologico 40/60. Tuttavia, anche a seguito dell’esperienza del commissariamento, è cresciuto l’elettorato ‘opaco’ potenzialmente astensionista. In più i campi politici si sono ulteriormente frammentati. La destra non pare in grado di trovare alternative valide al modello a trazione civico-moderata. Non ha personalità valide da ingaggiare ed è internamente piagata, più ancora che dalla defezione dei finiani, da risse personalistiche. D’altro canto Guazzaloca, e ciò che resta del suo seguito, non ha molte alternative che cercare un dialogo a sinistra, ottenendo, in qualche modo, di tener desto un minimo di attenzione virtuale a quello spazio civico-moderato collassato con il ’99. Il Pd, per contro, si vede insidiato dal sorgere di un nuovo ‘civismo radicale’, ostile ai partiti (anti-cartello), destinato a ridefinire in profondità il vetusto spazio del civismo ‘moderato’. Pericolo forse maggiore (e sicuramente più realistico) di una eventuale ri-saldatura alla destra dell’area ‘terza’, ‘civica’ o ‘moderata’.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tale contesto la stima del 3 % (fra i 6.000 e i 9.000 voti, a seconda del livello delle astensioni) attribuita a Guazzaloca come ‘valore aggiunto di una alleanza ‘al centro’ è non solo realistica, ma forse ottimistica in eccesso. Sono pochi ? Sono tanti ? Dipende da come si guardano le cose. Hanno tutti in qualche modo le loro ragioni. Sia coloro che mettono in risalto come un acquisto così circoscritto potrebbe essere pagato, sulla ‘sinistra’ irriducibile, con un ulteriore allargamento dell’area ‘civica radicale’ ostile al Pd. Sia coloro che ne apprezzano il significato simbolico e d’investimento politico e che, peraltro, mettono in risalto che Sl e Rc non valgono (assieme) molto di più del 3 %. Del resto io stesso trovo fuori misura la iattanza con cui alcuni esponenti della gauche hanno irriso il fatidico 3 (%).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto mi riguarda trovo comprensibile la preoccupazione dei dirigenti del Pd. Cercare di allargare il campo delle forze che non si riconoscono nella destra. Evitando l’isolamento e una convergenza di disegni ostili. Del tutto legittimamente Campagnoli ha ancorato a questa prospettiva una sua candidatura. Come altri ad altre visioni (Pasquino ha scritto in proposito cose condivisibili sul Corriere...). E’ però vero che la ricerca di alleanze non può avere successo se consumata all’insegna di un ingaggio nevrotico che tradisce insicurezza, oppure di un’affannosa ricerca di primazia. Come che Bologna, dopo tutto quello che è accaduto, debba per forza fare da lepre a un progetto politico che ha altrove (al centro statale e nel Sud) il suo banco di prova. Così si rischia solo di sbarellare, creando incertezza, e di alzare il prezzo a favore delle forze ‘marginali’. Infatti Guazzaloca ha subito sollevato una pregiudiziale ‘anti-Cevenini’ che si sarebbe dovuto dichiarare irricevibile sin da subito. Per non parlare di questa idea del ‘governo dei migliori’ che è segnale, quantomeno, di una smisurata, quanto paradossale, auto-stima. Chi lidecide i 'migliori' ? Guazzaloca ? E fuori di essi chi stanno: i 'peggiori' ? Il male contro il bene ? I demoni contro gli angeli ? Un delirio manicheista, degno di una setta di zoroastriani. Con tutti i contraccolpi del caso. Non per niente, a sinistra, l’apertura a Guazzaloca ha subito mobilitato le pretese degli altri 3 %.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Pd dovrebbe piuttosto attrezzare al meglio la sua proposta, di idee e uomini, guadagnando innanzitutto la fiducia del proprio elettorato (che, sempre stando ai numeri, non è così cedente da giustificare alcun timor panico). Dettando l’agenda senza farsela istruire dal primo che si fa vivo. Anche per ciò che concerne lo spazio civico-radicale il modo migliore di contenerlo non sembra la diplomazia dialogante (per quanto la buona educazione non faccia mai male), quanto la sicurezza dei fondamenti sui quali il Pd intende muoversi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-7905560646708127508?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/il-gioco-delle-tre-carte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7905560646708127508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7905560646708127508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/il-gioco-delle-tre-carte.html' title='Il gioco delle tre carte'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-169516048711809177</id><published>2010-08-08T13:09:00.002+02:00</published><updated>2010-08-08T13:09:33.193+02:00</updated><title type='text'>Dispari inopportunità</title><content type='html'>Qui davvero sembra che si giochi a 'pari e dispari'. O forse ai dadi o alla morra cinese: tutto ciò che resta (sembra) dell'antica e nobile arte della tattica. L'offerta alla Noè Silvia, la nota pulzella casiniana, delle 'Pari opportunità' regionali, con il nobile intento di allargare al centro il perimetro del centro-sinistra, sembra essere una di quelle mosse che più controverse non si potrebbe. Un'Alea che rischia di lasciare al di qua del Rubicone una parte delle truppe. Come non bastassero quelle già disperse, ammuntinate, contumaci o disertate. Prendi un voto (forse) ne perdi due (sicuri). Resto stupito come la consapevolezza del rischio non metta in guardia abili e navigati condottieri come Errani e Bonacini. Allargare al centro, auscultarne le disponibilità ! E' tutto un vociare concitato e confuso. Passi. Per Guazzaloca e la Noè. Ma non per la soglia delicata e sensibile della 'laicità'. Si deve arrivare fino a monsignor Vecchi ? (l'abile furbacchione di Via Altabella che nel 2004, ricordate ?, voleva vendere il voto disgiunto a favore del Guazza come l'undicesimo comandamento...). A titare troppo la coperta verrà fuori un Pd dell'esterno (come i miei pochi lettori troveranno argomentato nel prossimo numero del Mulino) pronto a raccogliere frutti copiosi. E' l'Italia dei Valori, che qui, tra l'altro, ha Grillini in prima fila, e già in assetto di guerra. Eppure avevo già offerto a iosa i numeri del caso in un lodevole seminario post-elettorale convocato al Passepartout da Salvatore Caronna ! L'Idv si gonfia abbeverandosi assai più al fossato della laicità, che all'orrido dell'anti-berlusconismo. L'elettorato Idv, in Emilia, è composto essenzialmente da elettori Pd (più spesso ex-Ds) stufi delle innumerevoli zeppe piantate, per l'irresolutezza dei dirigenti, dai cattolici 'adulti' e 'pidizzati', ma sempre con un orecchio attento alla Curia, sui temi di rilevanza civile. Mostro di nuovo questa tabella dove si evincono i tratti differenziali degli elettorati vicini/prossimi ai diversi partiti (Campione demoscopico assai tosto: tremila interviste condotte a tre mesi dalle recenti regionali). Si vede il tono confessionale dell'Udc e quello 'laico' dell'Idv. Si capisce perciò come l'appartamentino riservato alla Noè sull'arca della grande alleanza regionale faccia gola all'Udc, ma anche come l'Idv già pregusti l'ennesimo fiero pasto a danno del Pd. Hic sunt leones !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-169516048711809177?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/dispari-inopportunita.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/169516048711809177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/169516048711809177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/dispari-inopportunita.html' title='Dispari inopportunità'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-2494061634877800043</id><published>2010-08-06T13:49:00.000+02:00</published><updated>2010-08-06T13:49:45.203+02:00</updated><title type='text'>Sul terzo polo. Fra Bologna e il Sud. Cevenini e Guazzaloca</title><content type='html'>Fra i sacri principi (della sinistra, del bipolarismo ecc.) e la prosaica politologia (elezioni da fare/non fare, alleanze da fare/non fare…) ci dovrebbe stare un qualche scampolo di analisi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che cosa rappresenta questo ‘terzo polo’ in fieri ? Al di là dei giochi di sponda ci sono affinità fra ciò che rappresentano (o vogliono rappresentare) Fini, Casini e Rutelli (e i vari Lombardo, Poli Bortone, Miccichè ecc.) ? E quanto spazio possono occupare ? Ci sono aspetti che le poche analisi circolanti tendono a trascurare e che invece, a mio avviso, sono dirimenti. Anticipo subito la conclusione del ragionamento. Il terzo polo neo-centrista, se c’è o ci sarà, è essenzialmente il “partito del sud”. Questo partito è in incubazione da tempo, almeno dalle europee del ’99. Ed è sorto per reazione all’asse a traino leghista assunto dal governo Berlusconi. I primi sintomi si sono evidenziati in Sicilia, con lo sfaldamento del Pdl regionale. L’ondata astensionista che ha colpito il Pdl nel sud alle europee del ’99 è stata la prima manifestazione di una insofferenza ancora latente, ma profonda. Alle regionali essa si è nuovamente manifestata. In Campania (come nel Lazio) con le lotte intestine al Pdl e con un risultato al di sotto delle aspettative. In Puglia con il ‘lasciapassare’ concesso a Vendola (altro che ‘narrazione’) dall’Udc e dalla Poli Bortone (cioè da un pezzo di An renitente alla leva Pdl). Sono tutti segnali che convergono nel mostrare come sia venuto rapidamente frantumandosi l’investimento fiduciario del Sud appannaggio del Pdl berlusconiamo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo proposito è bene ricordare alcuni dati di struttura (che ho esposto a più riprese in diversi saggi su “Il Mulino”):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le elezioni, dal ’46 ad oggi, sono state sempre decise dal voto del Sud. E’ nel Sud che i diversi governi (e le forze politiche ad essi associate) hanno tratto le risorse strategiche di consenso. Nel ’48 la Dc sfondò al Nord, ma la pagò nel ’53 con la sconfessione al Sud della ‘legge truffa’. Negli ’80 la competizione intra-penta-partito fra Psi e Dc ebbe come teatro la conquista del Sud. Più in generale la Dc ha tenuto il governo repubblicano ‘meridionalizzandosi’. E la Lega, con lo sfaldamento della sub-cultura bianca del triveneto, alla fine, è sorta come reazione a questo stato di cose. Si potrebbe continuare… Ma basta qui richiamare che la regola si è riproposta con la seconda repubblica. Nel ’94 Berlusconi inventa un marchingegno per unire il nord e il sud: la doppia alleanza (Polo delle libertà al Nord: Fi-Lega), polo del buongoverno al sud (Fi-An). Vince ma poi non riesce a governare perché la Lega mal sopporta l’asse privilegiato fra Fi e An. Nel Sud, peraltro, ci sono risorse di voto congelate al centro da Pattisti e Popolari. L’Ulivo vince nel ‘96 non solo per la defezione della Lega al Nord, ma perché conquista parte significativa del Sud: la Campania in primis. Nel 2001 Berlusconi ripristina l’asse con la Lega, ma vince di misura. Il Sud, ad eccezione della Sicilia, non segue, perché l’Ulivo resta forte. L’intera legislatura 2001-2006 è ammorbata dallo scontro fra le ali della coalizione: la Lega da un lato, An e l’Udc dall’altro. Segno che non c’è equilibrio e amalgama fra il Nord e il Sud. Perché se la Lega è il Nord, l’Udc ed An sono il Sud. Il Nord vuole mani libere, il Sud protezione e sostegno statale. Fi sembra riuscire, al Sud, solo in quanto interlocutore dell’economia criminale (e questo spiega il caso Sicilia e la comunanza con Dell’Utri, vero co-fondatore di Fi e Pdl). Ma più in là di questo stenta. Nel 2006 il centro-sinistra formato Unione rivince, seppure di minima misura. A fare la differenza è, ancora il Sud, dove si spostano sull’Unione le tre regioni ‘in bilico’ e ondeggianti: la Sardegna, gli Abruzzi, la Calabria. Mentre tiene, seppure con qualche sintomo di cedimento, la Campania (e il Lazio). Ancora queste tre regioni fanno la differenza nel 2008. Tornano alla destra, assieme alla conquista della Campania, dove si sfalda il ‘sistema di potere’ post-democristiano gestito da Bassolino. La crescita della Lega al Nord è compensata dalla meridionalizzazione del Pdl, grazie all’apporto dei voti di An.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel sud gli spostamenti di voto avvengono al seguito delle migrazioni e dei pendolarismi della classe politica. Cioè dei mediatori del ‘voto di scambio’. Così è sempre stato anche se non mancano episodi di ‘insurrezione popolare’, con gli elettori che trainano la classe politica (emblematici sono stati i casi di Palermo con Orlando e di Catania con Bianco, ma anche, seppure in formato ridotto, anche il caso di Vendola ne è un episodio…). Il centro-sinistra ha ‘tenuto’ il Sud grazie all’attrazione di pezzi rilevanti di classe politica e dei loro seguiti personali. Per inciso, le scelte di Veltroni (con la defenestrazione di De Mita e il congelamento in lazzaretto di Bassolino) hanno favorito il distacco. La lotta con D’Alema – uomo politico, come egli stesso professa, ri-naturalizzatosi al sud – è un momento di questa frattura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli eventi attuali, con lo strappo di Fini, mostrano che si è riaperta la questione del Sud. Il terzo polo è il tentativo di offrire una autonoma aggregazione ‘al centro’ di classi politiche sino ad ora oscillanti fra la destra e la sinistra. L’elettorato e la società meridionale stanno lacerando il patto che aveva dato vita al Pdl. Non si sentono più rappresentati/garantiti. Potrebbero riagganciarsi a una alleanza con la destra solo a patto di un forte ridimensionamento del potere pivotale della Lega. Ma questo sembra assai difficile. Non a caso Fini, Casini e Rutelli hanno un punto programmatico in comune. Più ancora che le questioni della legalità costituzionale è l’avversione al federalismo in salsa lego-berlusconiana ad unirli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui si pone il che fare del Pd. Se vuole vincere le elezioni e tornare al governo deve riprendere il sud, ma per come si sono messe le cose non potrà farlo che a prezzo di una alleanza con il terzo polo. Checchè ne pensino i ‘grandi, e puri, bipolaristi’ nostrani, D’Alema ha ragione. Non c’è alternativa. Una riedizione dell’autosufficienza veltroniana del 2008 non è proponibile. Ancor meno di una riedizione dell’Unione. Ciò che stupisce nell’atteggiamento di Bersani (pur concedendogli che i dilemmi sono diversi e le soluzioni molto aleatorie) è l’ondivago spostarsi fra la Lega e il terzo polo. Non sono sommabili, neppure in un governo minimale di transizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Segnaliamo un ulteriore paradosso. I leader del terzo polo, almeno due Fini e Casini, vengono da Bologna. Hanno i natali al centro-nord e il seguito al Sud. Qualcosa del genere accade anche a Bersani, che come si sa, è stato plebiscitato, nelle primarie, al Sud, non nella terra natale (l’Emilia). Strani paradossi geo-anagrafici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già che ci siamo un appunto su Bologna e l’evocata politica di larghe intese civiche. La partita politica, come richiamato, si gioca da Roma in giù. Il centro starà come è, cosiccome il Nord. E’ al sud che passa il cambiamento. Perciò Bologna (e l’Emilia) questa volta non potrà anticipare alcunché. Campagnoli fa bene a richiamare la necessità dell’analisi politica. Ma l’analisi è questa. Inutile ingrandire il discorso. L’allargamento del centro-sinistra è, al massimo, un problema locale. Non anticipa nessuna linea nazionale. A Bologna, come nel nord, il terzo polo si tirerà dietro ben poca gente, mentre al sud potrebbe catalizzare ceto politico e seguiti elettorali. Il problema elettorale bolognese è essenzialmente che fare rispetto a Guazzaloca e quel tanto di consenso che si tira dietro per nostalgia naturale. La lista Civica non esiste più. Una parte ha seguito Corticelli a Destra. L’Udc è di nuovo sé stessa. Alle comunali Guazzaloca prese il 12 %. Adesso non credo (sondaggi alla mano) vada sopra il 5 %. Un terzo polo autonomo non andrebbe oltre l’8 %. La stessa cifra totalizzata dai gauchismi irriducibili alle comunali: di nuovo conio – Favia – e di impianto più datato – come nei Monteventi, Pasquino, Tedde, Terra ecc. Compito del Pd è riuscire a grattare qualcosa a sinistra e qualcosa al centro. Cosa che può fare meglio se sta sulla barra, senza barellare. Restano molti degli amici del tressette di primo pelo. Credo che non abbiamo alternative ad aggregarsi al carro e il loro potere contrattuale è nella misura di pertinenza. Vediamo come si mette. Per adesso concludo ancora con una osservazione. Cevenini sembra il più consapevole della fase e si muove con un garbo tattico tale che pochi professionisti politici ci arrivano. Distinti saluti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-2494061634877800043?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/sul-terzo-polo-fra-bologna-e-il-sud.html#comment-form' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2494061634877800043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2494061634877800043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/sul-terzo-polo-fra-bologna-e-il-sud.html' title='Sul terzo polo. Fra Bologna e il Sud. Cevenini e Guazzaloca'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-4469475376881902188</id><published>2010-08-05T22:35:00.000+02:00</published><updated>2010-08-05T22:35:03.246+02:00</updated><title type='text'>Sul fenomeno Cevenini. Il sondaagio integrale de L'Espresso</title><content type='html'>Dopo lunga e dolorosa assenza riprendo a scrivere sul sito. Tanto più che troppe se ne sentono con ben poco fondamento. Perciò torno a dire la mia. Qui su quarantena, reparto lungodegenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il dialogo Donini-Errani e i molteplici commenti, ripropongo le 'verità oggettive' del sondaggio che ho condotto per l'Espresso del 6 Luglio. Qui in formato integrale ed esaustivo. Siccome mi è giunta voce che c'è chi non crede al sondaggio, avverto che so' valutare con una certa freddezza quando 'ci prendo'. Questo è uno di quei casi. Il sondaggio tiene, è ben calibrato e pesato, ed è internamente coerente. Inoltre è stato condotto senza schemi precostituiti. Offro la lettura senza aggiungere molto a ciò che ho scritto ne "La bella addormentata". Aggiungo solo qualche precisazione. Su Cevenini, premettendo che non sono 'ceveniniano', ma un attento osservatore del Cevenini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Il successo di Cevenini. E' reale. Tutt'altro che casuale. Mi sono guardato le risposte a un sondaggio che avevo condotto con metodo analogo (delle libere indicazioni dei candidati) nel 2002, a metà del mandato Guzzaloca. Allora circolava a sinistra la domanda di Briscolone. Ebbene Bersani, il più citato, risultava non superare il 5 % ! Dunque il quasi 8 di Cevenini, pesa eccome ! E' da notare che Cevenini è ben penetrato nell'elettorato popolare tradizionale del Pd, ma anche - cosa ancor più importante - nell'elettorato 'opaco' cioè lontano dalla politica. Un elettorato che si muove secondo la nota 'spirale del silenzio', ovvero al seguito delle immagini dominanti. Cevenini è riuscito ad arrivare laddove, di norma, solo i media più potenti riescono a penetrare. Questo grazie al suo modo 'face to face'. Il capitale che ha accumulato con grande dedizione in questi quindici anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. L'ingaggio di Cevenini. E' obbligato, anche se si muove con sagace cautela. Il gioco "fare il sindaco" è entrato nella realtà irreversibile. Si ritirasse dovrebbe vedersela con i suoi sostenitori, armati di forcone. Perchè Cevenini non è solo un abile uomo politico capace di accumulare consensi e simpatia. E' anche, a sua volta, un prodotto dell'immaginazione popolare. Uscito dalle cucine delle feste de l'Unità, nei bar, nelle polisportive e nei club dei tifosi ascrivibili al tifo old style (di sinistra). Un popolo che ha sempre votato ciò che gli veniva indicato. Trangugiando amari bocconi. E che adesso è stanco di fare l'intendenza. Vuole decidere. Ha il suo candidato (Cevenini), e non ne voterà altri. Oggi il potere di ricatto, o meglio di dispetto, è transitato dal 'centro', dove prima alberava, nelle mani di questo popolo. Lo 'zoccolo duro' non segue più. Vuole essere seguito. A questo punto delle cose neutralizzare Cevenini è impossibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Lo schema di gioco. E' ormai chiaro. Da un lato la politica da 'grande manovra' (virgolettata): incontri al centro, governi dei 'migliori', convergenze, adunate di ceto politico e societario, evocazioni e retoriche pan-progettuali a iosa. I cosiddetti poteri 'forti' (meglio 'molli'). Dall'altro Cevnini il popular. Qui non voglio addentrare l'analisi, nè prender parte. Noto solo che questo schema, tanto più quanto si palesa in diversi opinion leader, come Campagnoli, Guazzaloca e altri autorevoli commentatori, favorisce Cevenini. In una situzione, come rileva il sondaggio, di 'sprofondamento' della politica l'accredito per il Cev è destinato a crescere. Da un lato la manovra, vieppiù barocca e complicata, dall'altro la semplicità che va diretta allo scopo. La mediazione contro l'autenticità. Il pesante contro il leggero. Il mediato contro l'immediato. La tresca contro la trasparenza. Perchè Cevenini è un 'militante' di partito fedele, ma non è implicato in nessuna lotta intestina, cordata di potere o consorteria. E' basico in un mondo complicato al vertice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perciò tutto congiura, oggi, appannaggio di Cevenini. Le dinamiche politiche sistemiche e congiunturali, nonchè quelle psicologiche. A vedere i primi duelli sulle pagine locali, inoltre, va emergendo una ulterore quaificazione. Forse, fra tutti, Cevenini è il vero professional.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-4469475376881902188?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/sul-fenomeno-cevenini-il-sondaagio.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/4469475376881902188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/4469475376881902188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/08/sul-fenomeno-cevenini-il-sondaagio.html' title='Sul fenomeno Cevenini. Il sondaagio integrale de L&apos;Espresso'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-6709229852122433985</id><published>2010-03-12T12:40:00.000+01:00</published><updated>2010-03-12T12:40:07.959+01:00</updated><title type='text'>Carlomagno Uber Alles</title><content type='html'>Glielo devo. In "La città trans-comunista" ne avevo tratteggiato un succinto ritratto. Il 'bonzo mancato', che qui ripropongo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"C’è il caso di X, il bonzo mancato, che vive la politica come pallino psico-patologico. E’ pervaso da un’ossessione maniacale a intrufolarsi nei gruppi di chi reputa sia importante, millantando conoscenze e relazioni affluenti. Riappare carsicamente in ogni occasione topica (come le elezioni, le direzioni, i congressi, sia a Bologna che a Roma, nonché alle primarie del ‘99, per le quali riesce addirittura a raccogliere un certo numero di firme, che poi gli vengono crudelmente invalidate). Tenta in ogni modo di insinuarsi nelle cerchie riservate, dove ha l’ardire di prendere la parola e dalle quali viene immancabilmente allontanato a forza, sollevato per le ascelle mentre sgambetta. Durante la fase concitata del dopo-voto, a urne calde, penetra nel comitato elettorale di Cofferati in via Mentana. Una volta individuato viene messo alla porta da due energumeni. Passandomi accanto mi riconosce. Esultando come chi ha trovato un amico provvidenziale che può salvarlo dalla sorte crudele che lo attende (la porta d’uscita) mi mette disperatamente le braccia al collo, come ancorandosi a un ramo o a uno scoglio, e quasi mi trascina al suolo. Ancora adesso mi chiedo: perché caro picchiatello a te no e ad altri sì ?".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era lui, Carlomagno, il signor X. Anche questa volta lo hanno sollevato a forza, ma sotto gli occhi delle telecamere, in mondovisione. Presentatosi come free lance alla conferenza stampa di Berlusconi lo ha fatto imbufalire. In più ha rivelato al mondo come più plasticamente non si potrebbe l'intima natura (servile e squadristica) del ministro La Russa. Nelle riprese si vede il piccolo Carlomagno, calvo, con occhiali, o forse no, le lenti a contatto, come si evince dalle fosse inscurite, cappotto e sciarpa come ci vestiva la mamma, che si leva sugli astanti e rivolge al Caimano le domande che nessuno osa. Come Lenin sulla piazza rossa. . Poi lo si vede seduto con la dignità di un condannato a morte nelle mani del nemico. Come Gramsci davanti al tribunale speciale. Infine che scompare sotto un diluvio di strattoni e minacce. Come Gandhi. Piccolo uomo. Grande coraggio. Carlomagno sfida i morsi dell'animale con la forza della verità. Come Tartaglia è un semplice, ma invece di avere un duomo di Milano fra le mani, ha sulla bocca il fiore che atterrisce i pavidi, gli stolti, i criminali. Perciò il ritratto che avevo predisposto, per quanto intimamente simpatetico, era fuorviante. Non avevo colto che in lui non c'era solo il 'pallino' maniacale della politica, bensì un coraggio della verità/testimonianza assolutamente fuori del comune. Celato, necessariamente, nella sua natura semplice e bizzarra. A pensarci bene già presentandosi con le sue cinquecento firme alle porte della federazione per le primarie del '99, aveva mostrato una sorprendente capacità di comprensione del 'ciclo politico'. Un precursore. Adesso il suo coraggio vale, in termini di efficacia, più di una qualche oceanica manifestazione. E' stato capace di mostrare il Re nudo con la sola forza della parola. Perciò gli chiedo perdono se quella volta in Via Mentana non l'ho strappato dalle mani dei buttafuori. Fra tutti era quello che aveva più diritto a stare lì dentro. E gli chiedo anche scusa per le volte che l'ho incontrato per strada (e sinanche davanti a Botteghe oscure) e ho cercato di svicolare dai suoi racconti follemente appassionati. Bizzarri, surreali, megalomenici. Carlomagno. Calvo e gentile. Dall'alto del suo metro e sessanta scarso. Chi di noi sarebbe potuto sopravvivere a un nome così ? Oggi m'inchino a Carlomagno, che arriva laddove nessuno di noi avrebbe avuto l'ardire di puntare. Carlomagno Uber alles.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-6709229852122433985?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/03/carlomagno-uber-alles.html#comment-form' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6709229852122433985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6709229852122433985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/03/carlomagno-uber-alles.html' title='Carlomagno Uber Alles'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-7066470056660659179</id><published>2010-02-18T15:05:00.000+01:00</published><updated>2010-02-18T15:05:28.550+01:00</updated><title type='text'>Sinistra civica ?</title><content type='html'>Sinistra civica ? Che cos’è o possa diventare nessun lo sa, men che meno chi ne parla. Prosaicamente potrebbe incarnarsi in più cose: l’ennesimo cambio di nome del Pd (ad esempio con la riproposizione di un domicilio civico-locale, come fu in, età classica, quello delle Due Torri), l’ennesima proposta di una lista alleata da (supposte) posizioni di forza al Pd, l’ennesima insorgenza rivoluzionaria di ‘società civile’ contro partiti desolatamente incapaci di produrre sintesi politica. Etc. etc….. Deja vu. Soluzioni anche troppo sempliciste. Tali da far torto anche all’intelligenza di chi solleva il problema. Problema, in ogni caso, impellente: come produrre un rinnovamento di classe politica e di progetto. Un mutamento radicale, innalzandosi, come per contrappasso, dalla causale mediocrità della vicenda Delbono. Davvero segnaletico di una discontinuità, non meramente incrementale. A parte Zani, che ha enunciato per primo le due misteriose ‘parole chiave’ (‘sinistra’ e ‘civica’, senza peraltro offrire indizi più che evocativi), è stato Cacciari, con la fulminante capacità di sintesi che gli è propria, a richiamare il significato di una esperienza suscettiva di dare una forma un poco più concreta alla questione. Quella della lista del ‘Ponte’ lanciata nelle amministrative di Venezia del 1990. Una traccia che conviene seguire nel dettaglio, alla ricerca di qualche insegnamento che possa rivelarsi utile. A quell’epoca, del resto, chi scrive collaborava assiduamente con il Gramsci veneto (come membro del comitato scientifico), il quale aveva in Umberto Curi un alacre organizzatore e in Massimo Cacciari una guida più che intellettuale, ovvero carismatica. Attorno all’istituto veneziano gravitavano numerose personalità: docenti dello Iuav, come Tafuri e Dal Co, e dell’università di Padova (fra i quali Duso, Brandalise, lo stesso Curi), ex-dirigenti di rilievo del Pci veneziano, come Chinello, economisti (come Rullani), ricercatori dell’Ires Cgil (come Anastasia), e numerosi giovani intellettuali (ricordo Luca Romano da Vicenza e Renzo Guolo, da Treviso, ora acuto specialista di islamismo sulle pagine di Repubblica). Un parterre di esperienze e specialismi di notevole spessore, ma anche di individui politicamente impegnati (Cacciari stesso era reduce da due legislature come deputato Pci). Tutti nel fiore dell’età. Orbene fu proprio in quell’Istituto Gramsci che la lista del Ponte fu concepita. La lista non fu frutto di improvvisazione e di una mera ‘libido candidandi’, bensì di un lavoro preparatorio, politico e programmatrico, estremamente serio e durato almeno tre anni. Un lavoro collocato dentro la crisi finale del Pci ed il travaglio della nascita del Pds. Alla ricerca di soluzioni nuove, teoriche e, insieme, di radicamento politico. In quella proposta lo spazio civico è individuato non come un ridotto locale, un rifugio pragmatico e provincialistico alla crisi della politica. Ma come il laboratorio di soluzioni politiche più generali/esemplari. E’ all’interno di questo lavoro di scavo e preparazione programmatica, ad esempio, che viene precisato per la prima volta quel concetto di ‘Idea della città’, che farà da battistrada a numerose altre esperienze. In effetti quell’episodio fu il primo segnale di un ciclo politico che avrebbe poi caratterizzato l’epopea dei sindaci degli anni ’90. Cacciari , che era il capolista candidato a Sindaco di quella lista perse le elezioni (il Comune finì amministrato da un pre-posto tardo democristiano, con il sostegno del Psi di De Michelis), ma ebbe modo di rifarsi rapidamente nella sfida del ’93, vincendo il duello con il candidato leghista (tal Mariconda, che fu imbrigliato e quasi plagiato da Cacciari), diventando alfine Sindaco di Venezia. Va ricordato che in quello stesso anno salgono al soglio municipale Bassolino (a Napoli), Orlando (a Palermo), Castellani (a Torino), Rutelli (a Roma), Sansa (a Genova). Tutte le grandi città metropolitane, ad eccezione di Milano, vengono conquistate dalla sinistra di nuovo conio civico e si pongono le premesse che porteranno alla creazione dell’Ulivo ed alla vittoria nelle politiche del ’96. In sintesi nel ’90 nella Serenissima viene gettato il primo seme di un’intera stagione politica. L’esperienza veneziana, inoltre, verrà replicata con successo in diverse città del ‘veneto bianco’ dimostrando che era possibile infrangerne il muro (anche Fistarol, sindaco a sorpresa di Belluno, veniva dall’Istituto Gramsci).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qual’era l’essenza dell’operazione il Ponte ? Anche favorito dal fatto di avere da poco rinverdito i ricordi col Cacciari medesimo, direi questo: la funzione-guida, di leadership politica, esercitata in via diretta da un gruppo di intellettuali politicamente orientati. Nella quale sono coinvolti, a seguire, il partito e le associazioni storiche del movimento operaio, con le loro organizzazioni territoriali. Non si tratta nè di arcaici intellettuali ‘organici’ (il Pci è allo stato terminale e il mito del Partito Principe è ormai sepolto da tempo), né di ‘specialisti’ aggregati alla politica, né di candidati estemporanei di ‘società civile’. Bensì di un ‘nucleo di progetto’ forgiatosi nella riflessione politica degli ’80, dentro il declino del Pci e dentro i mutamenti della società nazionale. E qui va fatta una precisazione sulla situazione veneziana. Partito e sindacato lagunari, non sono deboli (Venezia è ancora una città con una forte presenza operaia legata alla grande industria, non ha tradizioni ‘bianche’, come gli altri capoluoghi veneti, Padova, Verona, Vicenza ecc.). Tuttavia non sono in grado di esercitare una egemonia. A lungo sono stati esclusi dal governo cittadino, il più delle volte nelle mani della Dc e dei suoi molteplici alleati. Dunque, da un lato, partito ‘non forte’, anche se non ‘debole’. Dall’altro lato una concentrazione, rara nella sua potenza, di ‘materia grigia’ raccolta nell’istituto Gramsci. In tali circostanze il gruppo intellettuale del Gramsci s’insinua in un ‘quasi vuoto’, e prende la guida del processo politico. Non ponendosi in uno sterile antagonismo da ‘società civile’ riverginata con l’anti politica. Bensì esercitando l’egemonia sul mondo della sinistra. Con la proposta politica e il dinamismo della sua potenziale classe dirigente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto ad allora molta acqua, come ovvio, è passata sotto ai ‘ponti’. Cacciari sta per chiudere il suo terzo mandato da Sindaco, dopo traversie, spaccature e ricomposizioni. Mentre l’ombra mignon di Brunetta incombe sulla laguna. Rutelli e Bassolino si sa dove son finiti. E dopo di loro Veltroni. La stagione di Orlando è durata poco. Solo Chiamparino è riuscito a far fruttificare al meglio l’eredità di Castellani. Ma anch’egli si avvia all’addio. Sansa a Genova ballò una sola estate, e se il subentrante Pericu ha saputo garantire un decennio di alto consenso, il mandato Vincenzi ha preso il via in modo tribolato. Molti altri sindaci, per quanto ambissero a seguire le orme dei Sindaci-pionieri, hanno lasciato eredità contorte e talvolta fallimentari. Vitali e poi Cofferati a Bologna. Dominici a Firenze. E se è vero che qua e là si propongono eccezioni, come Zanonato a Padova e la recente conquista di Vicenza, nonché la riconferma dell’eccezione trentina, medie città come Brescia sono tornate alla destra dopo gli illuminati mandati di Martinazzoli e Corsini. A Bologna la disgrazia Delbono è piombata sulla città come una bomba enne, richiamando in vita i fantasmi del ’99. Insomma la stagione della ‘politica delle città’ è passata. Il quadro politico, anche aggravato dal restringersi dei margini di autonomia per la crisi economica, è compromesso in più punti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, dopo la quasi falsa ripartrenza di molte primarie locali, ritrovare un nuovo slancio nelle ‘periferie’, specie quelle urbane’, è una condizione assolutamente necessaria per il progetto nazionale del Pd (e la sinistra in genere). Ora, in questo quadro, io credo che l’esperienza del Ponte abbia un senso la cui sostanza è ancora attuale. La formulerei così: ripartire tramite robuste aggregazioni intellettuali nelle città, trasferendo su di esse funzioni non solo di analisi/progetto, ma di leadership. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guardando a casa nostra, ci sono differenze rispetto al caso veneziano. Il partito era (e per certi aspetti è rimasto) forte. L’istituto Gramsci locale ha più spesso traccheggiato come un organo collaterale, rinunciando a entrare in modo diretto sulla politica. Del resto Bologna è una città dove è rilevante lo spessore ‘accademico’, con tutti i suoi difetti, delle cerchie intellettuali. Il Mulino/Cattaneo, l’altra grande aggregazione di rilievo nazionale, ha già dato. In più presenta una notevole frammentazione interna. Difficile immaginare una funzione di traino. E cionostante il partito si è indebolito, mentre larga parte del mondo economico-associativo ha subito una forte corporativizzazione (tanto da rendere patetica la sua attuale pretesa di surrogare la politica in quanto ‘società civile’). Si è creata una situazione in qualche modo analoga a quella veneziana di allora. Perciò ci sono le condizioni perché possa riproporsi un esperimento di leadership a matrice intellettuale. Il Gramsci si è dotato da qualche tempo di una presidenza dinamica, e se è vero che è arduo vedere in Carlo Galli, oggi, una replica del Cacciari di allora, è anche vero che di lì potrebbe partire, a spron battuto, un lavoro di progetto, coinvolgimento e aggregazione intellettuale sulla scala cittadina dal quale fare sfociare l’atteso cambiamento. Se la politica di partito è in crisi, se il sistema delle categorie langue nel declino del consociativismo, non è in una generica ‘società civile’ che occorre cercare le soluzioni. Bensì in una presa di responsabilità del lavoro intellettuale. Tornare a Lenin, e dal nucleo élitista del suo pensiero. Ripartire dalla testa. Da un’avanguardia illuminata. E poi cercare qualsivoglia soluzione utile allo scopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-7066470056660659179?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/sinistra-civica.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7066470056660659179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7066470056660659179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/sinistra-civica.html' title='Sinistra civica ?'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-2141925474812880402</id><published>2010-02-16T11:42:00.000+01:00</published><updated>2010-02-16T11:42:09.249+01:00</updated><title type='text'>I ‘cattolici’ e il Pd. Con Uffa finale.</title><content type='html'>Si sente dire, qua e là, che questa volta, alle regionali, molti voteranno la lista ma non i nomi. Sembra che l’idea sia particolarmente gettonata da una parte dei cd. ‘cattolici’ del Pd. Una proposta inquietante, visto da dove viene. Fosse un ex vetero-comunista a parlare non ci sarebbe di che preoccuparsi. Io, ad esempio, e sino ad età avanzata, non avevo l’abitudine di dare voti di preferenza. Trovavo il costume troppo simil ‘democristiano’. Mentre votare la lista, cioè il partito e basta, era un nobile atto morale. Si vota l’idea, forse la politica. Ciò che è e che sta. Non la persona, comunque, che è transeunte, limitata, per definizione sostituibile. Qui, invece, sembrano in campo intenti diversi. Non un sano/malato rifiuto del ‘personalismo’, bensì delle ‘persone’ albergate nella lista. Una minaccia. Un ricatto morale ventilato. Che prelude, come estrema ratio, a un addio al partito. In effetti c’è un transito in atto verso l’Udc. Nelle politiche del 2008, come noto, diversi voti sono transitati dal Pd-Ulivo all’Udc, a sostituzione di un flusso di analoga rilevanza orientato dall’Udc al Pdl. Chiari segnali di un netto spostamento a destra di parte del voto ‘cattolico’. E’ per inseguire questi voti che Rutelli ha fatto i bagagli, presto seguito da un diffuso corteo di ceto politico. Dunque, dopo il voto, un movimento di classe politica. I ‘cattolici’ tornano al centro. Cioè lasciano la sinistra. Magari per ri-allearsi con essa, ma da posizioni di forza. Imponendo la ‘rendita’ del centro. Con la conseguenza per il Pd di un dilemma: allearsi con questo ‘centro’ (ancora largamente virtuale) impedendone la fagocitazione a destra, oppure combatterlo come un segno di inquinamento ? Che tradotto in voti significa anche: se ne perdono di più facendo buono o cattivo viso al gioco ? Il Pd ha scelto la prima alternativa. Ed è probabile non ne avesse altre. Gli esiti li vedremo dopo le regionali. E tuttavia il tema dei ‘cattolici’ (‘adulti’, come si è definito il più importante, cioè Romano Prodi) ha uno spessore ben più vasto di quanto lascia intravedere il movimento dei transfughi. Il Pd voleva significare un doppio movimento: l’incontro dei ‘cattolici democratici’ con la sinistra, e un nuovo modello di integrazione, nel quale di diverse appartenenze si sarebbero dissolte nella nuova identità. C’è un termine del lessico hegeliano che connota con precisione questo processo: Aufhebung. Letteralmente: “togliere per sollevare”. Nel procedimento dialettico il terzo momento, lo stadio speculativo o positivo-razionale, ovvero la conciliazione con l'universale astratto (Enc.C, § 79). L’output finale doveva essere l’autosuperamento delle identità costituenti in una identità capace di ricomprenderle a un livello più alto. Allora sarebbero nati i ‘democratici’, senza più aggettivi, reclusi, al più, ove persistenti, nella sfera interiore della biografia esistenziale. Cioè ‘secolarizzati’. Tradotta in sostanze l’alchimia democratica era il crogiuolo dove avrebbero dovuto fondersi i nobili metalli delle tradizioni costituenti: lo spirito di disciplina, l’organizzazione, le istanze collettive di emancipazione, i profili morali del socialismo, cioè quanto sedimentato dall’esperienza del comunismo italiano (ed emiliano) e i significati teorici (trascendenti) e pratici del ‘personalismo comunitario’ di matrice cristiana, con la ricchezza dei suoi mondi vitali di ‘privato sociale’. Nella cornice rinnovata del patto costituzionale, con il suo liberalismo socialmente orientato. Un welfare con l’anima, l’organizzazione più l’autonomia comunitaria, la disciplina e la competizione democratica, la regolazione politica più la partecipazione, un mercato ‘sociale’, senza corporazioni ma neppure atomizzato. Un partito di pluralismo politico-programmatico, non una congerie settaria di tribù tardo-ideologiche, ovvero post-ideologico. Questa Aufhebung, hainoi, è ben lontana dal venire. Per ragioni complesse e molteplici sino ad ora hanno imperversato gli ‘effetti perversi’ e i ‘riflessi condizionati’. Una tradizione persistendo come vuoto burocratismo, autoterefernza, gelida composizione di equilibri e poteri, l’altra riproponendosi come smaccato ed anarchico individualismo, piccolo notabilato e adunanza corporativa. Accade così di sentire parlare del mancato rispetto, nelle liste, di ‘sensibilità’ plurali. Come che la composizione di una lista e il suo dosaggio arlecchinesco (in verità una ‘lisca’ di pesce, persino decomposto) potesse surrogare l’Aufhebung che non c’è. Si dice Ds e vien fuori ciò che resta delle solidarietà di un apparato un tempo potente e rispettato. Si dice ‘cattolici’ e vengono fuori Tizio, Caio e Sempronio. Tutti con il ditino alzato a rivendicare la patente ‘autentica’ del vero cattolico. Già, perché quando ce n’è uno, vattelapesca se rappresenta i ‘cattolici’. Questo del resto era la Margherita: una assemblea permanente e rissosa di notabili e aspiranti tali, perennemente convocata nella redazione di liste. Un piede nel ‘privato sociale’, la memoria nella gioventù parrocchiale, l’altro piede nella politica. Due gambe divaricate. Con i coglioni (purtroppo i nostri) girati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine la lista (regionale) resta quella che è. Se è poco attraente, lo sarebbe stata ancor meno ove avesse adito a questa richiesta di ‘pluralizzazione’ dei vari noumeni (e fenomeni) che si aggirano sulla scena. Perciò resto sul piano accademico. Fosse stato per me, ovvero un’ipotesi megalomenica di incarnazione dell’universale astratto, la lista l’avrei compilata così: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. suddivisione del territorio federale in tre ambiti (tra l’altro, scontata l’elezione del candidato imolese, il più perfetto dei ‘masi chiusi’, tre sono in previsione gli eleggibili): pianura, città, collina-montagna;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. avvio di procedure di partecipazione territorializzate (primarie, consultazioni, assemblee di iscritti). Ampia libertà nei metodi, ma con l’unico scopo di una sintesi efficace sulla scala territoriale;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. formazione di una testa di lista composta da tre ‘leader territoriali’, ciascuno per il territorio di pertinenza; rappresentativi per la forza dei legami trattenuti con il territorio e per l’eventuale expertise agibile sulla scala regionale;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. impegno del partito a sostenere la testa di lista, lasciando libera circolazione al personale di complemento (tratto da correnti, sensibilità, mondi sociali, se esistenti, e quant’altro…);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. vincolo tassativo ai candidati di sottoscrivere, ove eletti, quota parte significativa dei loro emolumenti al partito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Modello semplice, come si vede, forse illuministico e dilettantesco, ma con una duplice intenzione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
a. Recuperare in via di fatto la logica uninominale andata tragicamente perduta con il porcellum, ma colposamente subita dal Pd; alla ricerca del ‘valore aggiunto’ territoriale e della responsabilizzazione degli eletti davanti all’universalità di un elettorato non astrattamente sublimato nel partito, ma geograficamente determinato;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
b. Dare un segnale di contro-tendenza almeno in direzione del lato più prosaico, ma visibile come mai in epoca di gravi ristrettezze economiche, della cd. ‘casta’. Son rimasto un marxista, cioè fra tante anime nobili, un gretto materialista. Alla fine l’essere sociale determina i comportamenti dell’uomo. Per salire in vetta all’ideale bisogna essere più leggeri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il resto chi se ne vuole andare, vada dove lo porta il culo. La pianta potata, è noto, cresce meglio. E’ vero che la regola piaceva assai al vecchio Dzugasvili. Ma c’è una differenza con quel losco passato. Il georgiano imbracciava di suo le cesoie. Amputava (soprattutto le parti sane). Qui la potatura è una libera scelta. Auto-potatura. Che è già un passo che la provvidenza, con la sua hegeliana razionalità, offre verso l’Auto-superamento. Aufbeschneiden (che non so neanche se in tedesco esiste) in attesa dell’Aufheben. Con Aufatmen finale (letteralmente: trarre un sospiro di sollievo). Auffa !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-2141925474812880402?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/i-cattolici-e-il-pd-con-uffa-finale.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2141925474812880402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2141925474812880402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/i-cattolici-e-il-pd-con-uffa-finale.html' title='I ‘cattolici’ e il Pd. Con Uffa finale.'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-2188448905611025418</id><published>2010-02-15T21:59:00.003+01:00</published><updated>2010-02-15T22:01:31.834+01:00</updated><title type='text'>Il piccolo 5 Piovoso di Bolokistan</title><content type='html'>Ci sono situazioni che vanno immortalate all’istante t zero, prima che il tempo, cioè l’incalzare all’infinito delle congiunture, tutto levighi. Ci sono alcuni appunti che vanno fissati. Alla partenza. E all’arrivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo è quanto accade nella notte del 4 Febbraio (‘Piovoso’, nel calendario giacobino), intorno alle 23. Un messaggino Sms a firma di Giuseppe Cremonesi arriva agli assessori della giunta Delbono: “Carissimo/a domani mattina 5 Febbraio ore 10,30 è convocata una giunta straordinaria. Odg. Comunicazioni del Sindaco. Grazie, scusa l’ora. Buona notte”. Una ribollire di voci che si sono accavallate durante la giornata lasciano presagire con una certa chiarezza cosa possa sortire dallo scolapasta: il ritiro delle dimissioni del Sindaco. Dimissioni misteriosamente date, subito appresso a ripetute dichiarazioni di strenua resistenza (anche con un ‘rinvio a giudizio’) e che adesso s’intederebbero ritirare. Chi sospinge l’ipotesi – una ipotesi in sé non del tutto peregrina – non sono tuttavia le forze politiche della coalizione. Le quali, al caso, avrebbero anche potuto avvalersi della carta come un Jolly estremo da lanciare sul tavolo. E che in tal modo gli viene invece sottratto. Bensì una cordata di interessi economici e societari, nonché ‘morali’, dalla via che è evidente un qualche coinvolgimento della stessa Curia, con in testa il Collegio Costruttori. Il movente appare non del tutto prosaico: evitare alla città la paralisi, che va esattamente profilandosi proprio in quelle ore, di un lungo commissariamento. Però le ‘dita sulla città’, si vedono, eccome, dietro la ‘matta’. Una iniziativa dunque extra-politica, che passa sulla testa dei soggetti politici, e di cui è facile immaginare l’esito: un Sindaco ‘pret à porter’. Con i partiti a rimorchio e con un pesante ‘cappello in testa’: il concerto di una parte almeno degli interessi locali che ‘contano’. E’ una sorta di piccolo ‘colpo di municipio’. Viene tenuto in vita un ordinamento civico del tutto svuotato e privo di legittimazione nel mentre si ridefiniscono in via di fatto contenuti e soggetti attuatori. ‘Buona notte’, infatti. La città entra davvero nel buio. Da un lato l’iniziativa della destra che tende a stremarla/umiliarla. Dall’altro un insieme di interessi societari che mira a insinuarsi nel vuoto politico. Prendendo la mano nottetempo. Sostituendosi a un Pd paralizzato dagli eventi e sotto choc. Come è finita si sa: l’iniziativa di Delbono &amp;amp; company è presto rintuzzata dalla minaccia di un suo diretto ri-dimissionamento da parte del gruppo consiliare. E tuttavia il fatto, questo piccolo 5 piovoso, resta notevole. Foriero di sviluppi. Ancora adesso, in questo strenuo agitarsi della stimata Camera di Commercio, il concerto supremo delle ‘categorie’, e in questa nella pelosa malleveria di Casini presso il governo (e finanche Berlusconi in persona), non è difficile intravedere un filo rosso dove molte cose si legano. E qui bisogna guardare un attimo indietro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Bolokistan non è nato oggi. E’ un pezzo di società materiale che è vissuto all’ombra dei partiti e che si è poi progressivamente autonomizzato. Associazioni rappresentative di ceti medi, commercianti, artigiani, libere professioni, di imprese, cooperative, fondazioni bancarie, ecc. Tutto un milieu. Società civile ‘concreta’, in grado di dettare tempi e modalità della governance. Con una intrinseca attitudine alla redistribuzione e con un interesse tutto ‘barocco’ alla preservazione dello status quo e degli interessi di ceto. Nella lontana crisi del Pds, nel ’99, questo concerto aveva subito compreso la portata del ‘progetto’ civico guazzalochiano. Un uomo, non per caso, delle ‘corporazioni’, uscito dal suo stesso seno, il cui scopo era esattamente quello di ‘scollare’ il sistema degli interessi dall’ingombrante primato della sinistra. Il pragmatismo in luogo dell’ideologia, il minimalismo faber in luogo dei sogni. La colla degli interessi come vero mastice della coesione sociale. Sistema appiccicoso, gelatinoso, si direbbe. Cui subordinare tutto il resto della città. Ridotto a puro orpello: la partecipazione popolare, la politica, i partiti. Questo concerto aveva patito la poco gloriosa dipartita di Guazzaloca nel Pratile del 2004. Aveva storto il naso, e la bocca, di fronte a Cofferati. L’ingombrante giacobino venuto da fuori. Il quale Cofferati gli aveva reso la pariglia, mettendone gli interpreti in un angolo e infliggendo loro ogni sorta di fustigazione. Senza tuttavia riuscire, per ragioni che un giorno, forse, dovrebbe lui stesso spiegarci, a costruire una egemonia alternativa alla degenerazione del ‘modello consociativo’. Tanto è vero che Egli non riesce a impedire il crearsi di una commistione tonale fra ‘interessi forti’ e società ‘debole’ che nutre aspettative di partecipazione. Non passa giorno che uno dei membri di questi due mondi, a turno, non tuoni sulle pagine della stampa cittadina (e di Repubblica in particolare, il cui Direttore adesso predica così bene, che presto ne diviene il megafono quasi esclusivo). La coesione sociale vilipesa, il progetto di città andato al mare, la condivisione violata, come la coalizione politica, i bravi consiglieri inascoltati, gli interessi sdegnati, come le aspettative dell’ultimo dei comitati, e finanche i buoni sentimenti. In effetti qui sta la colpa di Cofferati: non nell’aver colpito il bersaglio giusto, ma di non essere stato in grado di costruire un’alternativa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ in questo quadro che va collocata l’operazione della candidatura Delbono. Adesso Bonacini chiede scusa. Ed è un atto di coraggio che va sottolineato. Lui del resto è arrivato dopo. Non c’entra. Caronna si prende stoicamente la colpa. E lui, invece, c’entra. Ma, al di là delle posizioni retoriche, è il passaggio post-Cofferati che andrebbe chiarito nei suoi aspetti di sostanza. Il mandato politico sotto la cui insegna avanza la candidatura Delbono appare evidente: ricucire laddove Cofferati aveva ‘rotto’. Per alcuni le ‘palle’ dei partiti e le loro abitudini coalizionali; per altri i nervi dei cittadini, bisognosi di ascolto, rassicurazione e simboliche identificanti; per altri, ancora, le legature degli ‘interessi’, la loro voce sulle scelte che contano, e assieme, i loro equilibri e le vicendevoli convenienze. Su questo programma in molti si ritrovano. Quasi tutti. Per i decisori politici la scelta era in certa misura obbligata. A parte la reticenza soggettiva, troppo rischioso azzardare di riuscire dove Cofferati aveva fallito. Nei panni di Caronna, Errani ed altri, pochi avrebbero scelto un’altra strada. Cioè l’accordo con la componente prodiana: la parte più esposta verso il centro, da dove veniva la minaccia. Perciò suscettiva di ‘scivolamento’. Come del resto era accaduto nel ’99. Il problema è però capire quali erano le proporzioni e le misure di questo accordo, i limiti da non superare. Cioè il perimetro politico e di progetto della governance. Ciò che gli eventi del piccolo 5 Piovoso sembrano mettere in risalto è che questi limiti, se c’erano, erano stati superati, e con larga autonomia. Forse ben al di là della disponibilità dei contraenti del patto. Troppo smaccata la gratificazione restituita da un certo inviluppo di interessi, per non pensare che la massa gelatinosa andava condensandosi attorno a un ‘centro’ stringente come mai. Che questo ‘centro ‘, o ‘milieu’, avesse trovato, in altre parole, il Suo Sindaco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiuso qui, per adesso, il discorso. Anticipo alcuni temi delle successive riflessioni. Fra questi la ‘questione’ dei cattolici del Pd. Dove non mi è difficile trovare più di un legame con il quadro descritto. Che è anche la questione del rapporto da tenere con questo ‘centro’. La mia impressione è che con il fallimento dell’operazione Delbono, la sua autonomia locale di manovra risulta enormemente accresciuta. E tenderà a occupare i gangli della vita politica cittadina….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-2188448905611025418?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/il-piccolo-5-piovoso-di-bolokistan.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2188448905611025418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2188448905611025418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/il-piccolo-5-piovoso-di-bolokistan.html' title='Il piccolo 5 Piovoso di Bolokistan'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-6848632412130764167</id><published>2010-02-11T12:25:00.001+01:00</published><updated>2010-02-11T12:26:50.780+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S3PorEAi3dI/AAAAAAAAAQU/cVm4lf9Ra2w/s1600-h/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ct="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S3PorEAi3dI/AAAAAAAAAQU/cVm4lf9Ra2w/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;I master forum ci riprovano.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Per la sera di:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Venerdì 12 Febbraio ore 20,30&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Sala Passepartout Via Galliera 25&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo della serata: &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Politica e società: &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;due universi paralleli, un’unica crisi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Con due brevi introduzioni tematiche (sotto i venti minuti) di:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Fausto Anderlini:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Il caso Bologna e il Pd. Cercare la profondità sulla superficie&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Cesare Minghini:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;La crisi economica e i problemi della rappresentanza sociale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Ricordate la riunione semiclandestina convocata nei sotterranei della Casa del Popolo “Spartaco” ? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Era il 13 Maggio 2009. Dopo le ripetute sconfitte elettorali e le dimissioni di Veltroni il Pd s’era desolatamente arenato. Svolte le primarie di Bologna, ci si avviava alle elezioni amministrative senza ardore ed un basso profilo. Fu una bella discussione, che si concluse con una proposta:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;“Fare un forum per uscire dal cul de sac”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Dopo di allora non ci sono stati più incontri. L’amministrazione cittadina sembrava procedere secondo il suo corso. Il Pd è andato alle primarie che hanno incoronato Bersani. I master-forum sono stati presi dalle loro faccende. Cesare Minghini si è concentrato nell’editazione di una bella rivista sindacale (ERE), Anderlini è malinconicamente veleggiato a Terlingua (deserto del Texas).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Fare un forum, infatti, costa fatica. Ecco adesso è uno di quei momenti dove questa fatica bisogna farla, anche se non se ne ha voglia. Perciò, dopo quanto è successo a Bologna, ricominciamo...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-6848632412130764167?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/i-master-forum-ci-riprovano.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6848632412130764167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6848632412130764167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/i-master-forum-ci-riprovano.html' title=''/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S3PorEAi3dI/AAAAAAAAAQU/cVm4lf9Ra2w/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-5352545033201295416</id><published>2010-02-10T17:07:00.003+01:00</published><updated>2010-02-11T12:18:26.096+01:00</updated><title type='text'>HYBRIS</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S3Pndhnbk7I/AAAAAAAAAQM/0VMSEnaZZbg/s1600-h/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ct="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S3Pndhnbk7I/AAAAAAAAAQM/0VMSEnaZZbg/s320/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Come spiegare il voltafaccia del Pdl e dei suoi tirapiedi ? Darsi da fare per la città, portandola al voto il più presto possibile, sembrava un'occasione egemonica servita su un piatto d'argento. Porre rimedio dove altri avevano fallito. E invece no. Commissario sino al 2011. La città di Bologna, una delle più dinamiche aree metropolitane del sistema Italia, la capitale di una regione fra le prime in Europa, trattata come Canicattì Bagni o un comune della Locride. In realtà per analizzare le mosse della destra non si può ricorrere alla razionalità ordinaria, ovvero alla logica spassionata ed oggettiva. I comportamenti politici sono sempre una mescolanza di elementi razionali e libidici. Non c'è da stupirsi che sia stato Cicchitto a dettare il refrain, cui si sono tosto accodati i tirapiedi locali, da Berselli a Cazzola, rimangiandosi quanto avevano dichiarato solo poche ore prima. Un Craxiano della P2, pregno di odio e rancore, come molti suoi sodali. Un uomo mosso non da ideali politici, quanto dallo spirito della vendetta. Desideroso di infliggere ad altri la gogna cui fu fatto segno il suo padrone (Craxi). Di togliersi la spina e conficcarla nelle carni altrui, godendo del dolore provocato. E' il caso di ciò che la tragedia greca indicava come l'Hybris: tracotanza, eccesso, prevaricazione. Sotto questo profilo il commissariamento di Bologna (e non per caso è la P2 che ritorna...) è una sorta di 'bomba enne' lanciata sulla città, per distruggerne il tessuto civile (oggetto dell'odio e dell'invidia). Esatto equivalente di quella bomba che il 2 Agosto dell'80 fu lanciata sulla stazione. Sfregiare la città tutta intera. Un delitto contro la comunità. Il movente è lo stesso di allora: l'odio. La tattica della destra muove da questa hybris, da questa percezione esistenziale del 'nemico' da eliminare/umiliare. Bologna la rossa. Lo Studio, la sua florida manifattura, i servizi sociali. Irriderla, canzonarla, sgualcirla. Desertificarne la tempra civile. E poi, una volta abbattute le sue difese, espugnarla, mettendola a sacco. Di fronte a tutto questo è necessaria una insorgenza civile. Odio chiama odio. Umiliazione chiama orgoglio. No pasaran.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-5352545033201295416?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/hybris.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/5352545033201295416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/5352545033201295416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/hybris.html' title='HYBRIS'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S3Pndhnbk7I/AAAAAAAAAQM/0VMSEnaZZbg/s72-c/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-3266434363494388438</id><published>2010-02-05T14:38:00.001+01:00</published><updated>2010-02-05T14:40:31.954+01:00</updated><title type='text'>Piccoli annali</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2wftpwWJHI/AAAAAAAAAQE/2-0kj6nhaq4/s1600-h/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kt="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2wftpwWJHI/AAAAAAAAAQE/2-0kj6nhaq4/s320/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;In un recente post Zani (l'amico ritrovato) ha ricordato a un lettore che lo invitava a scendere in campo quale è stato il momento in cui ha sentito vibrare l'orgoglio di proporsi come candidato Sindaco: il 2004, l'anno di Cofferati. Leggendo queste frasi mi è sovvenuto di un sondaggio che svolsi riservatamente per l'allora segretario dei Ds (Salvatore Caronna). Sondaggio dell'Ottobre 2002, poco più in là del mezzo mandato di Guazzaloca. All'epoca non ero ancora caduto in disgrazia e spesso mi venivano richieste prestazioni demoscopiche. Alle quali rispondevo gratuitamente e coscienziosamente stilando 'ottimi' rapporti. Il tutto per la valutazione di committenti scarsamente dotati nel mettere in relazioni numeri e pensieri (e spesso entrambe le cose). Qui, in Astanteria&amp;nbsp;- sempre ai fini di un dialogo pubblico/privato fra me e Zani appassionante proprio perchè totalmente inutile - vorrei riproporre alcuni stralci di quella rilevazione. In essa erano infatti testati alcuni duelli virtuali fra diverse ipotesi di candidati per il centro-sinistra e Giorgio Guazzaloca. Ricordo, per il lettore, il quadro politico di quell'epoca. A mezzo mandato Guazzaloca mostrava di avere assai poco slancio. Per quanto godesse di un certo consenso, la luna di miele 'civica' era impallidita assai. Nello stesso tempo anche il centro-sinistra arrancava, reduce dalla sconfitta del 2001. Nell'opinione pubblica di sinistra, inoltre, già impazzava la domanda di Briscolone. Che all'epoca coincideva con Bersani (mentre sarebbe poi inaspettatamente arrivato Cofferati). Come il lettore potrà dedurre dai dati ricoverati in Astanteria Zani non era mal piazzato, ma Prodi (Vittorio, anche per via del fatto che la gente pensava a Romano) e Riccomini (sorprendentemente) avevano qualche chance in più. In sintesi, come scrissi nelle conclusioni, Zani non aveva alle spalle una corrente di opinione così forte da surclassare ogni rischio. Candidato con un profilo prettamente partitico, la sua candidatura poteva essere sostenuta solo con un robusto apporto del partito/coalizione. Che in quel momento non c'era, anche perchè l'esperienza regionale di Zani era tramontata nell'insuccesso in coincidenza del congresso di Pesaro. Uomo di partito, ma assolutamente isolato. Forse avrebbe potuto rientrare nel gioco come un out-sider via primarie. Comunque è fantastoria. Allora le primarie, ci fossero state, sarebbero state trainate dal partito. Ben di più di quanto sarebbe accaduto in seguito. Un Bartolini bis, con Cevenini a contorno. Nel caso - qui si - sono convinto che Zani si sarebbe inorgoglito al punto da lasciar perdere (come del resto già aveva fatto nel '99). Come andarono a finire le cose è storia nota. Cofferati issato a palazzo d'Accursio con furore, non tanto da un'onda elettorale (le defezioni ci furono, per un 5 %), bensì ideologico-carismatica. Zani in Europa (fossi malizioso, potrei dire che anche lì Zani avrebbe potuto fare un peccato d'orgoglio, anche utile, malgrado il rischio, per investimenti futuri; ma non lo fece). Comunque sia Zani resta per me il migliore candidato sindaco del '99, e visto come sono andate le cose, anche del 2004. Siamo gente con un grande futuro alle spalle. O un grande passato davanti. Triste fardello dell'età. Non so quale scompiglio/divertissement potrebbe generare un ritorno al Pd di Zani. Se la federazione Pd fosse eguale a quella tardo Ds, sarebbe sicuramente intrigante. Ma il Pd, malgrado abbia incorporato/cumulato molti dei vecchi vizi dei fondatori, è davvero altra cosa. E' un organismo spugnoso, così ricco di micro-soggettività superficiali, da fregarsene del tutto di quelle dotate di un qualche spessore. Anch'io sono stato mandato a ramengo da un pezzo. E non è che avessi grandi ambizioni. Del resto manca perfino l'affinità linguistica. In ogni caso, siccome sono di corte vedute, penso anch'io che ci sarebbe bisogno di una sinistra. Certo intelligente. Non nel 'paese', però, bensì nel Pd (che resta l'unico mezzo, per quanto malandato, per agganciare quel che resta del paese). Se liberato dei demoni mnemonici (e mi rendo conto quanto sia difficile, quando è una delle poche cose che ti restano) Zani potrebbe dare sicuramente - come si diceva una volta - un 'contributo positivo'. So già, tuttavia, che qui farà peccato d'orgoglio. Con me è facile....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-3266434363494388438?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/piccoli-annali.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3266434363494388438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3266434363494388438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/piccoli-annali.html' title='Piccoli annali'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2wftpwWJHI/AAAAAAAAAQE/2-0kj6nhaq4/s72-c/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-3218187678424417132</id><published>2010-02-02T10:50:00.004+01:00</published><updated>2010-02-02T13:18:44.630+01:00</updated><title type='text'>Cambio di gioco</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2f1aRfenqI/AAAAAAAAAPM/6SziB92ikHo/s1600-h/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2f1aRfenqI/AAAAAAAAAPM/6SziB92ikHo/s320/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;Uscendo per un attimo dalle mistiche atmosfere di Terlingua mi vien da pensare (guarda un po') al 'candidato'. I problemi - è vero - stanno altrove. Nel progetto, nell'identità, nelle alleanze, sociali e politiche ecc. ecc. Cionondimeno bisogna mettere in campo un candidato. Tale che il suo passaggio, anche l'eventuale sconfitta, serva comunque a questo 'altrove'. Andando avanti. Con un cambio di fase. Trunc ! Nel post precedente ho scritto che un partito 'serio' farebbe delle scelte, trattenendosi dal nascondersi dietro delle metodologie. Se questo requisito manca, nulla vieta di elaborare ipotesi di scuola, come se tale partito ci fosse davvero. Guardando a ciò che si vede per adesso, è difficile sottrarsi all'impresione di una situazione comicamente desolante. Si facessero le primarie con ciò che passa il convento sarebbe uno show down dalle tinte grottesche. Il popolo della camera del lavoro dovrebbe trovarsi schierato a favore di Campagnoli (segretario della CGIL tre lustri orsono...mi sfugge la ragione per la quale dirigenti di norma così ritrosi a entrare nel 'dibattito' politico, abbiano deciso di metterci i piedi tutto d'un colpo....). Quello della cooperazione dovrebbe assieparsi dietro al suo Massarenti (il Sita, da poco uscito per sopraggiunta quiescenza dal gota dei grandi capi). Gli artigiani dietro a Sangalli. Quello dei bar (Ciccio) e della curva Andrea Costa porterebbe in spalla il suo Cev. Possiamo immaginare molti altri contendenti, ma è facile capire chi sarebbe il vincitore di così elevata tenzone. La precipitazione al punto zelig. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2f6iQdereI/AAAAAAAAAPU/5yBSPpjc_lQ/s1600-h/Zeligandwilson.jpg" imageanchor="1" style="cssfloat: left; margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="287" kt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2f6iQdereI/AAAAAAAAAPU/5yBSPpjc_lQ/s400/Zeligandwilson.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Woody Allen nei panni del colonello Sanders, su cui si basa il personaggio di Zelig, che possedeva una misteriosa abilità per essere presenti a tutti gli eventi storicamente significativi: l'invasione della Normandia, la firma della Magna Charta, il D-Day, e, sopra, la firma del trattato di Versailles alla fine della prima guerra mondiale.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Risultato: un Pd 'Druso', letteralmente liquefatto nel suo elettorato. Completamente libanizzato lungo le filieres degli interessi e delle sottocordate. Un partito letteralmente disciolto nel 'partito unico delle primarie'. Come tale perfettamente anarchico e darwiniano. Uomini rispettabili, beninteso, quelli citati, che sarei anche disposto a votare/sostenere ove la spuntassero (a parte Sangalli, quello proprio no...). Ma certo 'sostituibili', bandiere un poco stinte e ordinarie di truppe più o meno volatili. Certo sperimentati. Nel senso che ciò che potevano dare di 'straordinario' l'hanno dato. Nel bene come nel male. Dentro una storia talmente conosciuta da diventare domestica. Su altra sponda, non è che desti entusiasmo il corteo avviato da Repubblica dalle parti di Via Gerusalemme. Oddio, se il Briscolone accettasse l'invito all'atto d'amore (ma cosa siamo, al melodramma ?), tutti in riga. Successo garantito. La mia impressione però è che questo corteo, con i suoi lagnosi maitres a penser (Balzanelli e de Plato), sia mesto assai (e che peraltro non stia facendo gran servizio a Prodi). Piagnucolare dietro a Prodi, evocato come un pater familiae, neanche fosse Guazzaloca, estremo supporto a quell'accomodamento di poteri e convenienze del quale Delbono era stato interprete malaugurato, peraltro, significa già dichiarare che si è alla frutta, con il risultato di riempire d'ardore i nemici. Nè molto intelligente è stato guardare tremebondi all'Udc, ispessendo l'ago della bilancia, con il gallettino per stemma, ben oltre la sua misura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2f7AucsQvI/AAAAAAAAAPc/H09u24EFUu0/s1600-h/Pieter_Bruegel_d._Ã„._025.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="221" kt="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2f7AucsQvI/AAAAAAAAAPc/H09u24EFUu0/s400/Pieter_Bruegel_d._%25C3%2584._025.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siamo nel regno delle cose più trite, del deja vu. Sparigliare, bisognerebbe. Cambiare schema. Niente primarie, e comunque nessuna ridicola resa dei conti fra i soliti noti. Tutti un passo indietro. E avanti una persona giovane, iscritta o di area. Giovane di spirito, per capacità energetiche, neanche tanto per l'anagrafe. Di qualità intellettuale riconosciuta e che già abbia dato qualche prova, anche solo potenziale, di combattente. Con idee innovative, specie in materia ambientale. Comunque decisamente estraneo alle baruffe che conosciamo così bene. Ecco quel Segré, in via 'astrattamente empirica', tanto per citare un fac-simile, non sarebbe una ipotesi da scartare. E si potrebbe anche soprassedere sul fatto che un tipo come Di Pietro (e il suo corteo sotto le mura ancora più mesto degli altri) ci abbia messo il cappello sopra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-3218187678424417132?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/cambio-di-gioco.html#comment-form' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3218187678424417132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3218187678424417132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/02/cambio-di-gioco.html' title='Cambio di gioco'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2f1aRfenqI/AAAAAAAAAPM/6SziB92ikHo/s72-c/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-3252210549398583317</id><published>2010-01-29T16:34:00.001+01:00</published><updated>2010-02-02T10:22:37.852+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Prepariamoci</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2fuzcuqjsI/AAAAAAAAAPE/wuUH00DZvWQ/s1600-h/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2fuzcuqjsI/AAAAAAAAAPE/wuUH00DZvWQ/s320/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Prepariamoci. Ci fosse una catena di comando capace di farsi valere il 'candidato' sarebbe portato in pompa davanti alle truppe. Con l'adrenalina dello 'stato d'eccezione' a mille. La catena, come ovvio, non c'è. Ma soprattutto il Pd è intrinsecamente alieno a questa eventualità. Già i Ds ebbero qualche difficoltà ad adottare una condotta schmitiana. Il 'commissario' Zani, dopo il '99, rese il servizio dopo qualche mese. Giusto per elaborare il lutto. Primum vivere deinde philosophare poteva permetterselo il Psi di Craxi: un partito di maggiorenti sulla soglia dell'estinzione, dove i baroni non avevano altra via che affidarsi a un quasi 'dittatore' cunctator. Il Pd è altra cosa. Una melassa di aspirazioni di ogni ordine e tipo, buone e cattive, di ceto politico e di aspiranti dilettanti, di militanti e (molti di più) opinionisti, con una psiche schizoide: soavemente leggera e anche troppo pesante... Il Pd non è un sistema, bensì un ambiente. Il quale per definizione 'evolve' (o implode). Comunque senza altra guida che la sua dinamica spontanea. Perciò scordiamoci lo stato d'eccezione. Una più prosaica urgenza basta e avanza. Se di primarie il Pd è nato, di primarie continuerà a vivere (o perire). Inesorabilmente, si faranno primarie. Nelle quali sarà difficile che il gruppo dirigente maggioritario, o ciò che ne resta, guidi il voto. Anche ne fosse in condizione, la Puglia docet. Sarebbe il modo migliore per elevare l'outsider. Perciò saranno necessariamente 'aperte', ancorchè di coalizione. Per la gioia di Arturo Parisi. In molti alzeranno la mano, e via col tango. Cevenini c'è, avanti il resto. E chi più ne ha più ne metta. Primum partecipare. Philosophare, mai, aut semper (che poi è la stessa cosa).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-3252210549398583317?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/01/prepariamoci.html#comment-form' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3252210549398583317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3252210549398583317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/01/prepariamoci.html' title='Prepariamoci'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S2fuzcuqjsI/AAAAAAAAAPE/wuUH00DZvWQ/s72-c/FAUSTO_ICON_LIGHTS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-1486583647727881631</id><published>2010-01-26T13:15:00.004+01:00</published><updated>2010-01-26T13:21:41.297+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17d4az_zoI/AAAAAAAAAO0/7QgeD3dD5tA/s1600-h/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17d4az_zoI/AAAAAAAAAO0/7QgeD3dD5tA/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Terlingua&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Potessi, mi ritirerei a Terlingua. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17cFS8I_wI/AAAAAAAAAOE/Hxb_7zAKLmI/s1600-h/12112009364.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mt="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17cFS8I_wI/AAAAAAAAAOE/Hxb_7zAKLmI/s320/12112009364.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Fra le scabre montagne sul confine del Texas con il Messico, a lato del Big Ben. In una roulotte, un mobil-home o qualsivoglia rudere. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Con un computer e una riserva di birre.Nei pressi di quei desolati tumuli di pietre a coprire i resti di disparati disperati: minatori messicani uccisi dal mercurio, silicotici, flagellati dalla spagnola, ex combattenti e reduci della Corea e del Vietnam portati lì, a morire, da chissà quale risacca della vita. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Una bottiglia di whisky per il lungo viaggio e qualche centesimo (che nessuno si sogna di prelevare). Oppure in qualcuna delle innumerevoli gosth-town che pullulano nelle pieghe del grande paese. Comunque lontano da qui. Per molto tempo. Per sempre.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17cO--MVMI/AAAAAAAAAOM/V0gbhmOTFnU/s1600-h/12112009365.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mt="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17cO--MVMI/AAAAAAAAAOM/V0gbhmOTFnU/s320/12112009365.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17ccSQDUoI/AAAAAAAAAOc/9lhy2aqrP-Y/s1600-h/12112009343.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: right; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17ccSQDUoI/AAAAAAAAAOc/9lhy2aqrP-Y/s320/12112009343.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Dalla tragica levità delle dimissioni di Delbono, da questa insulsa e insignificante vicenda sarà difficilissimo venire fuori. Non siamo illimitati. Non ci sono più le risorse residue, biologiche, psichiche, morali che ancora nel '99 valsero a uscire dal buco dove s'era cascati. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;C'è inadeguatezza umana, prima che politica. Politica prima che di programma. Programmatica prima che gestionale. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17coD6sRaI/AAAAAAAAAOk/ZlGdVSRObwg/s1600-h/12112009370.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mt="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17coD6sRaI/AAAAAAAAAOk/ZlGdVSRObwg/s320/12112009370.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17cw4A2znI/AAAAAAAAAOs/FBOfXNMS_TQ/s1600-h/12112009377.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: right; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mt="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17cw4A2znI/AAAAAAAAAOs/FBOfXNMS_TQ/s320/12112009377.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;In realtà Terlingua è qui, ma non c'è quel cielo terso, quelle notti buie, quei tramonti di fuoco e quelle mistiche albe, a testimoniare che esisti. Il Pd dovrebbe ripartire da capo. Facile a dirsi. Non si vede il capo, e mancano i capi. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Zani doveva accettare la sfida del '99. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Cofferati non avrebbe dovuto generare Edoardo. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Caronna doveva evitare d'accasarsi in Europa. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;De Maria di digitare sul telefonino. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;E un mucchio d'altra gente smetterla di cercare un posto. Io stesso, tapino ingenuo, non avrei dovuto essere più parco di parole, numeri, analisi, inutili raccolte di tomi ? Se, se, se...Forse si sarebbe salvato il Pd dall'infanticidio. Se si ripate, è chiaro, lo si può fare solo dalle cose ultime. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Cicli lunghi, grandi progetti. Rifondazioni. Ma - età a parte - come possiamo addattarci all'idea che sia proprio una così stupida ed ordinaria inadeguatezza umana a rimetterci in marcia ? &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-1486583647727881631?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/01/terlingua-potessi-mi-ritirerei.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/1486583647727881631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/1486583647727881631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/01/terlingua-potessi-mi-ritirerei.html' title=''/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17d4az_zoI/AAAAAAAAAO0/7QgeD3dD5tA/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-6822839461518489559</id><published>2010-01-26T13:07:00.002+01:00</published><updated>2010-01-26T13:20:50.351+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17eDteBZPI/AAAAAAAAAO8/PpLKgeqw9bE/s1600-h/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mt="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17eDteBZPI/AAAAAAAAAO8/PpLKgeqw9bE/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Destino amaro: dal carisma d'ufficio a....&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: purple;"&gt;Tempo fa usai una metafora per la nostra amata città: Bolokistan. Bastava guardare la campagna elettorale, con tutti quegli energumeni, per capire la mutazione di fase occorsa con il lancio della spugna sul ring di Edoardo. La cosa – la mutazione – tuttavia, comincia da molto più lontano. Quando il sindaco Vitali viene ritratto da un rotocalco, credo l’Espresso, in costume in riva a una piscina. Lui consenziente. In posa, tanto per mostrarne il lato umano. Piccolo episodio, e Vitali, del resto, era (ed è) amministratore coi fiocchi, grande e onesto lavoratore. Ma sin da subito mostro’ di soffrire l’accusa che gli veniva imputata: basso carisma politico, cioè carenza di fisique du role (per questo, forse, scelse quel reportage…). Un segno dei tempi. Con la nuova legge elettorale del ’93 si avvia la cosiddetta ‘personalizzazione della politica’. L’individuo conta per quello che è e che trapela dalla sua vita privata, dunque per come appare, non per il ruolo che è chiamato a rappresentare. Fino a quel momento, sia pure assai sfibrato, vigeva il weberiano ‘carisma d’ufficio’, che è una derivazione dell’organizzazione burocratica, e prima di essa ecclesiale-tridentina: l’uomo è messo in risalto dalla carica. Il valore è nel ruolo. L’individuo può metterci un poco di personale valore aggiunto, non sostituirsi ad esso. Appena esce dai ranghi, subito è sottoposto a censura. Si noti che il carisma d’ufficio rispondeva ad una grande, e cristiana, intuizione. Dando valore al ruolo lo si preservava da possibili cadute dovute all’inadeguatezza umana dell’officiante. La messa non era men valida se il prete che la celebrava era un peccatore con svariate concubine. Vita privata e vita pubblica erano così poste su piani nettamente separati. La vita privata restava se non segreta segregata, anche quando correva sulla bocca di tutti. Bisogna dire che lo sfibramento del modello era cominciato con il passaggio alla post-modernità, cioè dalla fine dei ’70. Prima le femministe, poi svariati movimenti radico-democratici, post-materialisti, appunto, cominciano a dire in giro che il ‘privato è politico’. Il senso di questa intrusione nella sfera intima era tuttavia ascrivibile a due nobili intenti: disvelare la rilevanza dei rapporti di potere autoritari nella ruolizzazione ‘privata’ (come quelli di genere, inter-generazionali ecc.), e portare alla luce la liberazione della soggettività. Insomma dopo Marx (e Weber) era la riscoperta di Freud. Della Gestalt, con la rilevanza attribuita alle dinamiche fenomeniche e intuitive, in opposizione allo strutturalismo. Roba diversa, insomma, da quello che sarebbe accaduto in seguito nel teatro della politica. Ma lo slogan lasciò comunque un segno destinato a grande fortuna. Il personale è politico. Dunque l’immediata, anzi più d’una, prosaica, traduzione: da la ‘politica è un fatto personale’ (visione del conflitto come faida, e di uno smodato egoismo in genere) al ruolo tributato alla ‘personalità’, e ai comportamenti privati, come dotati di rilevanza pubblica nell’offrire garanzie circa l’inesistenza di ‘interessi personali’ (d’onde la famosa domanda: “comprereste un’automobile da quest’uomo ?”). In questo movimento che mette in stretta connessione i due termini, si noti, non è che essi si fondano sino a identificarsi. La personalizzazione della politica ha la sua essenza nel fatto che il movimento va dalla dimensione personale a quella politica, caricandola di senso. Qui sta l’essenza della questione. Anche in passato, infatti, il ‘personale era politico’, ma la direzione del movimento era inverso. Nel mentre il ruolo si metteva al riparo dagli effetti privati, si spingeva sino a determinarli. Questo è tipico di tutte le organizzazioni che aspirano a tenere sotto controllo la vita individuale (e sommamnte quella pulsionale). In Cina ci si serviva dei castrati (gli eunuchi) per tenere al riparo la funzione burocratica dal nepotismo, e non si può immaginare una intrusione più feroce del ruolo negli ‘attributi’ più intimi di una persona. Gli Ottomani si servivano dei Giannizzeri, un corpo cavalleresco i cui membri erano fanciulli rapiti ai cristiani e costretti all’obbligo del celibato. Ancora adesso i carabinieri impongono un’età minima per il matrimonio ai propri militi al fine di garantirsi l’immediata trasferibilità territoriale. La Chiesa castra il suo clero imponendo il divieto del matrimonio e dell’attività sessuale. In modo che possa dedicarsi per intero alla missione (soldato di Gesù). Durante la controriforma, nel pieno dell’età barocca, si tocca un raffinato perfezionismo regolativo. Nel mentre si producono manuali per confessori al fine di ottimizzare/codificare il controllo della vita pulsionale dei credenti sino al minimo dettaglio, cresce una vasta manualistica sulla cd. ‘dissimulazione onesta’ (dal titolo dell’omonimo e impareggiabile opuscolo di Torquato Accetto). Se la regola vuole davvero essere conservata, non bastano i divieti, occorre soffonderli sotto un velo di flessibilità e di compromessi. Anche questo è un modo con cui le relazioni in pubblico cercano di tenere sotto controllo, concedendo adeguati margini di autonomia, alla impulsiva tendenza umana ad infrangere i divieti. I nostrani democristiani venivano da questa scuola sofisticata. Peccatori in qualche modo raffrenati dalla morale. Moralisti con ampio margine di peccato. E infatti saranno i laici e per nulla ipocriti socialisti – non per caso - a entrare nella dismisura. Rovinandosi. Anche il Pci, come la Chiesa, usava tecniche d’intrusione nel privato. Non appena uno o più ‘funzionari’ manifestavano eccessi passionali, tosto una censura, o un più appropriato trasferimento, servivano a sedare i bollori. L’organizzazione non poteva tollerare eccessi passionali o condotte di vita smaccatamente singolari. Al massimo poteva concedere a Togliatti, ma solo a lui, di giacere con l’amata Iotti nel solaio di Botteghe oscure. Questo la dice lunga su quanto ‘bacchettone’ fosse il partito. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: purple;"&gt;Dunque finisce il carisma d’ufficio e si apre la stagione del carisma (presuntamene) personale, in realtà ‘personalistico’. Con il risultato, in sede locale, che la vita politica subisce una iperbolica compressione provincialistica, con punte persino pecorecce. La Bartolini, fra tutto il resto, è anche trombata per un discusso filo di perle che occhieggiano dal suo poster, mentre in giro vengono messe voci scabrose quanto infondate (una donna giovane, senza figli e neppure coniugata è un facile boccone delle malelingue). Guazzaloca ottiene una grande fortuna per via di certe labbra carnose (da macellaio) messe in risalto dalle gigantografie elettorali. Cofferati si trova compromesso il mandato per via della rottura con l’anziana consorte. Lui, il politico di stazza/razza nazionale, ne viene a tal punto condizionato da indurlo a fare di necessità virtù, sino all’ostensione del figlio Edoardo come causa di non ricandidatura. Inversione singolare, perché in tal caso il privato è evocato come superiore al politico, ma a guardar bene del tutto interna alla nuova scenografia senza veli. Alla fine Delbono è travolto da veniali leggerezze amministrative per quanto giudiziariamente trruculente, ma sotto uno scatenamento morboso di elementi privati/personali. Subisce la vendetta della ex fidanzata, la quale mostra di conoscere bene il tallone d’Achille del maschio: la sua rispettabilità sociale. Rompe clamorosamente il cordone protettivo del ruolo, si sbatte a destra (più che a manca) per mostrare Delbono ignudo, inerme, ostendendo quanti più ‘panni sporchi’ è possibile. Non c’è da stupirsi che Ritanna Armeni, che viene dalla prima ora quel ‘il privato è politico’ ponga la domanda delle sette pistole: “E’ forse la Cracchi l’eroina che si è opposta al vieto ed ipocrita machismo degli uomini di sinistra” ? Fra chi non voleva morire democristiano e chi non voleva morire comunista/socialista, è infine avanzata una ‘terza via’: morire dal ridere. C’è qualche via d’uscita per la sinistra per non morire sotto la combinata convergenza di un insostenibile peso morale e della umana leggerezza dell’essere ? Possiamo uscire da questa piega, dove il dramma inclina alla farsa, e viceversa ? Nell’attesa di dissipare il dubbio, abbiamo ancora da scrivere, e molto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;Per adesso - volendosi ergere a dispensatori aforismatici - potremmo dire che "l'arma dell'etica è destinata a far soccombere chi la usa". Infatti che efficacia potrebbe avere verso chi ne è privo ? Come potrebbe avere efficacia l'argomentazione razionale nei confronti di un pazzo o di un cretino ? La non violenza contro Hitler o Stalin ? La colpa dell'interesse privato per chi ne ha uno ? L'etica vale solo - e con quale dolore ! -come principio di autoregolazione, e, in politica, di autodistruzione". La corda alla quale le anime tormentate si impiccano volentieri..... &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-6822839461518489559?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/01/destino-amaro-dal-carisma-dufficio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6822839461518489559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6822839461518489559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2010/01/destino-amaro-dal-carisma-dufficio.html' title=''/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/S17eDteBZPI/AAAAAAAAAO8/PpLKgeqw9bE/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-4392537062781617233</id><published>2009-12-18T16:41:00.003+01:00</published><updated>2009-12-21T08:14:54.693+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Ostensione e martirizzazione. Criminalizzazione vs. pacificazione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sy8gXp7F6lI/AAAAAAAAAN0/Y3Q3JuWxa1o/s1600-h/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ps="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sy8gXp7F6lI/AAAAAAAAAN0/Y3Q3JuWxa1o/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Quale sarà la piega degli eventi si vedrà. Per adesso è ovvio che la destra userà fin dove possibile l’occasione per spianare la strada allo sbrago costituzionale. Su questo spartito – ovvero l’occasione offerta su un piatto d’argento di instillare nella politica italiana qualche dose suppletiva di ‘stato d’eccezione’ - la vittimizzazione acrimoniosa, alternata alle minacce e alla sicumera, con annessa criminalizzazione, è un dispositivo largamente collaudato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da un punto di vista strettamente oggettivo, malgrado il gran parlare attorno a una imminente ‘guerra civile’ e al clima psicologico e semantico che starebbe preparandola, nella dinamica dell’evento non c’è alcuna connessione più che casuale. Casuale è la ragione che porta Tartaglia a vagabondare fra quella folla dove si accalcano un nutrito gruppo di seguaci del ‘capo’ e un manipolo di contestatori vocianti e saltellanti come in tantissime altre occasioni. Il Tartaglia è descritto come uno psicolabile sostanzialmente innocuo e pacifico. Risulta presente sulla scena senza alcuna premeditazione razionale, se non una voce interiore che lo sprona a ‘fare qualcosa’. Si aggira per diverso tempo fra gli astanti, fino a quando si trova miracolosamente a tiro la faccia di Berlusconi. Il suo braccio, come si vede nelle immagini, prima di abbattersi sul predestinato brancola per diverso tempo per aria senza che i pretoriani privati del Premier se ne accorgano (comprova di conclamata inefficienza). L’arma del delitto è, in sé, un innocuo souvenir (gli americani, sempre morbosamente interessati a ogni tipo di arma od oggetto balistico, lo hanno descritto con comico dettagliamento…). Un oggetto banale, il primo che si propone casualmente alla portata. Perfettamente isomorfo all’animo di Tartaglia: un ‘semplice’ a tutti gli effetti. Si deve forse a questa convergenza – una ‘cosa’ nelle mani di un ‘semplice’ che il destino porta semplicemente in quel luogo - in una di quelle improvvise sospensioni di tempo che governano l’imprevedibile e catastrofica ‘sincronicità’ del ‘caso’, se l’oggetto contundente viene precipitato sul viso di Berlusconi come carico di una inquietante forza metafisica. Quasi che la mano del Tartaglia fosse stata armata da una misteriosa energia profetica: divina, o più probabilmente demoniaca. L’oggetto – il Duomo di Milano con annessa Madunina – è ‘scagliato’, e dall’alto, non ‘tirato via’ secondo una normale parabola come fu nel caso del trepiede lanciato a suo tempo dall’edile mantovano con goliardica leggerezza. La mente di Tartaglia è vuota e inconsapevole, come baci e autografi che profluviano intorno all’uomo del destino alla ricerca di taumaturgici riconoscimenti. E’ il braccio che vorrebbe rendere chissà quale giustizia. O il battito d’ali che all’altro lato del pianeta fa da viatico a una catastrofica precipitazione. Per quanto censurata e condannata, la violenza è sempre levatrice di qualcosa. Infatti…. Berlusconi rimane stordito, ma subito, in via del tutto automatica (segno di una premeditazione a lungo coltivata), il corpo prende a muoversi secondo un canovaccio ben preordinato. Anziché ritirare il volto dietro le mani, anziché inibire al sangue di spandersi, anziché piegarsi cercando riparo e soccorso, anziché darsi una ragione di ciò che accade…egli cerca di elevarsi, smaniando, sulle spalle di chi gli sta attorno. Sembra quasi arrampicarsi, mentre cerca (e trova, per un attimo) il noto ‘predellino’. Il movente immediato è quello dell’ostensione, tanto che la scena sembra ricordare, nella sua concitata improvvisazione, l’ostensione a Kabul, davanti ai Talebani muniti di motociclette, del manto insanguinato di Alì ad opera del Mullah Omar. Gli occhi di Berlusconi sono spiritati e sgomenti. Egli è letteralmente stupefatto e impaurito dalla forza lapidaria che si è abbattuta sul suo corpo (ed è noto quanto questo body sia importante nella sublimazione mediatica). Cionondimeno – carpe diem, in questo egli è veramente maestro impareggiabile - trova subito modo di cogliere l’occasione di una ‘rappresentazione’ del tutto straordinaria. Il martirio – evocato in innumerevoli episodi come il risultato di potenze anonime e macchinose (la magistratura, la stampa, i comunisti ecc. ecc.) - appare infine fisicamente visibile. Più che cromatico. Letteralmente ematico. Alla pretesa di Giustizia del braccio di Tartaglia, la pretesa del Giusto quale si vede nelle stimmate fresche di sangue stampate sul volto di Berlusconi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non credo che da queste due pretese ‘giustizie’ verrà alcun seguito pratico: almeno come replicazione o smodata periclitazione del paese nella guerra civile. La trama della politica è disegnata da tempo e seguirà il suo corso. Più o meno rapido, determinato o incerto, secondo gli sviluppi che dal ‘fatto’ origineranno. L’azione in sé non avrà– considerata la sua casuale unicità- alcuna replica. Si tratta di vedere piuttosto, in questo ambito, quale sarà la piega della ‘reazione’. Certo ci sarà la criminalizzazione. La destra è esperta come pochi nel profittare delle sciagure. Nel trarre plusvalore dalla confusione. Tuttavia si tratta di vedere se l’ostensione, così repentinamente colta, perseguirà tutti significati voluti. Cioè come il sangue e quegli occhi spiritati di un uomo che si arrampica sulla calca, reagiranno nel medio periodo sul corpo mediatico del premier. L’unico corpo cui i seguaci sono stati sino ad ora abituati. Il Berlusconi che esce dall’ospedale è più che umano: un uomo ultrassettantenne tumefatto. Che ha subito una violenza ad opera di un altro uomo. Ben lungi dal ‘forever young’ celebrato da Scapagnini. Una esperienza i cui esiti psicologici sono tutt’altro che prevedibili. Questi accadimenti – un incidente, una malattia, un grave rovescio, un trauma corposo – sono sempre forieri di alterazioni e mutamenti. Tanto più in una personalità prettamente ‘intuitiva’ quale quella di Berlusconi. Dal colpo subito egli potrebbe uscire rafforzando un ego smisurato e la sua natura impulsivamente aggressiva. Oppure potrebbe prendere distanza dal suo sé, piegandosi in ireniche riflessioni. I due partiti che si sono immantinenti formati nello spazio politico - falchi e colombe (su entrambi i lati dello schieramento) – restituiscono plasticamente tali, opposti, sviluppi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui, davanti a questa quadripartizione dello spazio politico, sdoppiato su entrambi i lati fra falchi e colombe - c’è l’occasione per segnalare, pure di sfuggita, la complessità delle scelte che vanno aprendosi davanti al Pd. Il bipolarismo italiano non è mai stato metabolizzato istituzionalmente. Esso è sempre restato incardinato all’eccezionalità della presenza di Berlusconi: unico punto fisso di una scena nella quale gli attori (tanto più con l’uscita di Prodi dal cartellone) si sono alternati vorticosamente. Il Pd di Veltroni ha fallito l’assalto al ‘centro’ e questo, da numerosi indizi, va riformandosi su altre lunghezze d’onda. Per questo centro in via di formazione (nel quale converge di fatto anche la fronda delle colombe interne al Pdl) è cruciale l’uscita di scena, comunque la neutralizzazione, di Berlusconi e dei falchi da lui ampiamente foraggiati. Si tratta di vedere se il Pd di Bersani sarà in grado di muoversi rispetto a questo spazio con una politica propria, evitando l’isolamento, ma anche di trasformarsi nella salmeria di disegni agiti da altri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-4392537062781617233?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/12/ostensione-e-martirizzazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/4392537062781617233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/4392537062781617233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/12/ostensione-e-martirizzazione.html' title='Ostensione e martirizzazione. Criminalizzazione vs. pacificazione'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sy8gXp7F6lI/AAAAAAAAAN0/Y3Q3JuWxa1o/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-1992038524832808731</id><published>2009-12-04T05:17:00.005+01:00</published><updated>2009-12-04T05:36:39.230+01:00</updated><title type='text'>Fausto in the Cajun's Land</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxiM2TT4BNI/AAAAAAAAANE/6KznzW2RopI/s1600-h/Pctcajun_2.jpg" imageanchor="1" style="cssfloat: left; margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" er="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxiM2TT4BNI/AAAAAAAAANE/6KznzW2RopI/s400/Pctcajun_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Clicca sulla mappa per ingrandirla.&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cajun"&gt;E per saperne di più...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-1992038524832808731?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://en.wikipedia.org/wiki/Cajun' title='Fausto in the Cajun&apos;s Land'/><link rel='enclosure' type='' href='http://en.wikipedia.org/wiki/Cajun' length='0'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/12/cajuns-land.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/1992038524832808731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/1992038524832808731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/12/cajuns-land.html' title='Fausto in the Cajun&apos;s Land'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxiM2TT4BNI/AAAAAAAAANE/6KznzW2RopI/s72-c/Pctcajun_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-1323002142999729521</id><published>2009-12-04T04:05:00.000+01:00</published><updated>2009-12-04T04:05:57.294+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Fausto, dall'Acadia, in disaccordo sul No-B Day</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sxh8SBGlo5I/AAAAAAAAAM0/zMV6xv0Pv4o/s1600-h/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" er="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sxh8SBGlo5I/AAAAAAAAAM0/zMV6xv0Pv4o/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Per una volta, nascosto fra le paludi dell'Acadia, quindi molto, ma molto lontano, mi sentirei di non essere d'accordo con la mia rispettabile socia. Vista da qui il no berlusconi day mi sembra un'adunata dei soliti snob, nel frattempo divenuti anche un poco moralisti. Convocata con nessun altro scopo che dettare l'agenda alla neo-dirigenza Pd nel delicato momento della sua transizione. Fossero anche un milione questa adunata non spostera' di una virgola i rapporti di forza fra i due schieramenti, se non all'interno del centro-sinistra. Che Franceschini e Veltroni ci vadano, prendendo la palla al balzo per marcare la differenza, rientra nelle cose. Tecniche super ritrite e stucchevolmente note per chi la ginnastica l'ha fatta nell'eta' infantile del '68 in mezzo a ogni genere di gruppettaristi e moschine cocchiere. Peraltro andare in piazza con Di Pietro e tutta la compagnia degli showmen mi genera problemi di stomaco. Soprattutto se significa mettersi alla coda di tale corteo. Il Pd sdoppiato ancora una volta fra il partito della piazza (dell'esterno) e quello della cautela (dell'interno)... Vien voglia davvero che questo soggiorno in Acadia, fra anziani cacciatori pescatori cajou, semplici, armati di fuoristrada arrugginiti e accampati nei mobilhome, quanto orientati all'Old Party, potesse prolungarsi a tempo indeterminato....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-1323002142999729521?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/12/fausto-dallacadia-in-disaccordo-sul-no.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/1323002142999729521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/1323002142999729521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/12/fausto-dallacadia-in-disaccordo-sul-no.html' title='Fausto, dall&apos;Acadia, in disaccordo sul No-B Day'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sxh8SBGlo5I/AAAAAAAAAM0/zMV6xv0Pv4o/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-3421077917696979769</id><published>2009-11-27T05:50:00.001+01:00</published><updated>2009-11-30T04:50:51.612+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Fausto da Natchitoches</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sw9Z_jm3B9I/AAAAAAAAAH0/dMpYusNEe48/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sw9Z_jm3B9I/AAAAAAAAAH0/dMpYusNEe48/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Natchitoches e'una 'citta' (in realta',per i nostri standard poco piu' che un villaggio) al centro della Louisiana. Il nome sembra derivare da una miscelazione anglo francese di un termine Adai-Caddo, tribu' ivi presente in numero di 1200 membri. Ci arrivi di notte per una strada buia come la pece. Credi di esserti perso fra paludi infestate da alligatori, ma poi, d'improvviso, ti si para davanti una surreale festa pre-natalizia allestita con meravigliose luminarie sulla riva di un fiume.&lt;br /&gt;
Qui coltivo una follia silenziosa, ben al riparo dalle sirene del Tso (dove c'e' gente che pretende di curare le anime senza conoscerle). Porto con me tre o quattro libri. Uno di questi e'"Il primo Dio" di Emmanuel Carnevali.&lt;br /&gt;
Ebbene mi sentirei di rispondere parafrasando lo sventurato poeta bazzanese: "IO SONO IL PRIMO PD". Nulla di piu' erroneo dell'idea di un sito fiancheggiatore. E' tutto il resto della compagnia che mi fiancheggia fastidiosamente. Spesso senza saperlo, talvolta sapendolo anche troppo bene. Miriadi di nuovi e vecchi burocrati pretenderebbero l'autorita' di esercire,in franchising. Ma io so di essere il primo Pd. Non ho bisogno di licenza e da qui non mi muovo. &lt;br /&gt;
Io sono iscritto alla Cervi, con mio padre (in famiglia siamo rimasti solo noi: il Padre e il Figlio). La Mariangiola e' iscritta non so dove (e neppure se ha pagato la tessera). Ventura e' stato iscritto al Pd quando non c'era. Zani non si e' iscritto per un moto di stupido orgoglio. Voleva la tessera onoraria. Quarantena sarebbe un'ottima idea per tenere insieme questa manica di debosciati. Per affetto notturno vi saluto con affetto affidandovi questi versi di Carnevali. Da Almost a God (Ottobre-Dicembre 1931):&lt;br /&gt;
"Tutto e' piu' breve di qualcos'altro:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"tutto e' piu' simile a Dio di qualcos'altro. &lt;br /&gt;
C'e' una gara nel caos,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e questo e'molto stupido.&lt;br /&gt;
Io sono incerto come un ramo curvo di salice&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che fa cenni all'acqua.&lt;br /&gt;
Ammiro il diavolo perche'lascia a meta'le cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ammiro Dio perche' finisce tutto."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-3421077917696979769?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/fausto-da-natchitoches.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3421077917696979769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3421077917696979769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/fausto-da-natchitoches.html' title='Fausto da Natchitoches'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sw9Z_jm3B9I/AAAAAAAAAH0/dMpYusNEe48/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-982319632127586171</id><published>2009-11-27T03:22:00.007+01:00</published><updated>2009-11-30T04:51:20.390+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>New - da Fausto su Astanteria</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sw86xH9xd0I/AAAAAAAAAHs/rSBq_BlMJcY/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408606293121398594" src="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sw86xH9xd0I/AAAAAAAAAHs/rSBq_BlMJcY/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Propongo &lt;a href="http://sites.google.com/site/quarantena2009/"&gt;un articolo di Giuseppe Berta &lt;/a&gt;apparso sul sole 24 ore, nel quale c'e' un giusto omaggio (del quale sommamente mi compiaccio) a un antico (e pionieristico) lavoro che feci sulla Lega.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Fausto Anderlini&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-982319632127586171?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sites.google.com/site/quarantena2009/' title='New - da Fausto su Astanteria'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/newe-da-fausto-su-astanteria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/982319632127586171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/982319632127586171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/newe-da-fausto-su-astanteria.html' title='New - da Fausto su Astanteria'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Sw86xH9xd0I/AAAAAAAAAHs/rSBq_BlMJcY/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-7430985078214781318</id><published>2009-11-24T17:23:00.003+01:00</published><updated>2009-11-30T04:53:10.548+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Da Oklahoma a Dallas</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SwyxYHuikCI/AAAAAAAAAG8/TLbhMTLp9lE/s1600/OKLA.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407892280514351138" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SwyxYHuikCI/AAAAAAAAAG8/TLbhMTLp9lE/s200/OKLA.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 135px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 123px;" /&gt;&lt;/a&gt; Qui, a Oklahoma city sono in fase di stanca. Citta’ di ordinario buona-mal-gusto americano, anche se da queste parti e’ nato Woody Guthrie. Il computer e’ discreto per cui, mentre la famiglia dorme, ne approfitto per digitacchiare qualcosa. Piu’ che un occupatore di posti Tex mi sembra uno di quei pensionati che si applicano a fare le esperienze rimaste in sospeso nella ‘vita precedente’ (cosi il Coffy denominava la sua biografia di capo sindacalista): il sindaco, il parlamentare europeo, il padre, il segretario regionale, il melomane ecc. ecc. In cio’ un vero operaio di matrice turatiana socialista e dopolavorista. Ha ragione Ventura. Pensavo che Tex potesse mettere scompiglio negli equilibri soffocanti fra le varie tribu, e per un certo periodo l’ha fatto egregiamente. E’ in quell’epoca che ho maramaldeggiato con Zani, come con chiunque (con Zani, in particolare, proprio per via del legame libidico e per avere a suo tempo confidato anche in lui come guastatore). Per ironia fu proprio mentre Zani veniva posto fuori dal coro che egli si mise a cantare nel coro. Sino alla confusione finale: mettersi a cantare gregoriano mentre si apriva una fase dodecafonica. La sua terza mozione, ma soprattutto il modo di condurre quei disgraziati alla pugna, e’ stato un capolavoro di imperizia politica. Puro dilettantismo. Il mio tragicomico errore con Tex e’ stato di pensare che sarebbe stato stoicamente sull’isoletta che aveva scelto come ‘nuovo inizio’ della sua vita. Cioe’ di pensare che oltre a un guastatore potesse essere un asceta e un martire, esponendosi a un’eroica sconfitta sulla piazza bolognese. Sugli occupatore di posti. Anche Mauro lo e’ stato (con tutti trattamente di quiescenza conseguenti). Gli riconosco tuttavia una natura ‘eccedente’. I posti li ha presi (per non esser da meno nella concorrenza fra colleghi, cioe’ per non passare per fesso) facendogli pero’ schifo (considerandosi al di sopra di essi). E’ la sua doppia, amabile identita’ sulla quale ho diverse volte indugiato. La tassonomia del caso per inquadrare/inquadrasri e’ abbastanza facile. Una tavola a doppia entrata: sulle due righe (1/0) la vocazione alla leadership; sulle due colonne la vocazione ai posti. Ne conseguono quattro prifili: a) vocazione forte alla leadership/indifferenza, disgusto per i posti: e’ il weberiano leader carismatico, a vocazione profetica, ma qui si ritrovano anche innumerevoli dilettanti-militanti, tutti quelli, in altre parole, che il caso e le vicende della vita li hanno tenuti alla larga dalle ricercate occasioni eroiche; b) con forte orientamento alla leadesrship e ai posti. Nessuna contraddizione. Tipo anche questo previsto da Weber: i grandi professionisti politici, i leader democratici alla Gladstone ecc. I realisti politici, in grado di mixare al meglio le due note razionalita’ e le due nature (quella asctica e quella mondana); c) i cacciatori di posti, cioe’ i burocrati alla ricerca di qualche posizione: di reddito, status ecc. ecc. d) niente leadership, niente posti. Cioe’ me stesso, in larghissima compagnia….. Saluti, giro il muso della Ford verso Dallas. Citta’ del male. Ovvero di un celebre assassinio e di un tale GeiAr che ha allettato tanti apprendisti capetti politici…..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-7430985078214781318?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/da-oklahoma-dallas.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7430985078214781318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7430985078214781318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/da-oklahoma-dallas.html' title='Da Oklahoma a Dallas'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SwyxYHuikCI/AAAAAAAAAG8/TLbhMTLp9lE/s72-c/OKLA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-3714063221201229542</id><published>2009-11-21T06:22:00.007+01:00</published><updated>2009-11-30T04:53:48.585+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Fausto live!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Swd8LGswyAI/AAAAAAAAAG0/e0t9UaHrKPM/s1600/(WEB)(OK)-10-Roma---Foro-Mu9102prova%2520PP.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406426407900334082" src="http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Swd8LGswyAI/AAAAAAAAAG0/e0t9UaHrKPM/s200/(WEB)(OK)-10-Roma---Foro-Mu9102prova%2520PP.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 200px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 150px;" /&gt;&lt;/a&gt; Sono ben vivo, ad Amarillo, nella prateria texana solcata dalla 66, circondato di vaqueros. Viaggio, e quindi ho poco tempo per scrivere. Per raggiungere l'efficacia del viaggiare bisogna liberare la mente. Fare il vuoto. Sentirsi lontani. Comunque vi leggo. Tu e Andrea avete anche spunti sublimi. Zani mi sembra in via di scongelamento. Ma chissa' se dopo l'ibernazione sara ancora vivo. Se mi fermo e trovo un buon computer scrivero' anche. Ciao Fausto. Ps. Peraltro soffro per il brutto incidente capitato a Fulvio, cui avevo dato l'incombenza per il gatto. &lt;br /&gt;
&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Postato da Fausto come commento a "Chi l'ha visto?" il 21 novembre alle 2.32&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-3714063221201229542?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/fausto-live.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3714063221201229542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3714063221201229542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/fausto-live.html' title='Fausto live!'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Swd8LGswyAI/AAAAAAAAAG0/e0t9UaHrKPM/s72-c/(WEB)(OK)-10-Roma---Foro-Mu9102prova%2520PP.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-2107268898190127400</id><published>2009-11-18T06:12:00.001+01:00</published><updated>2009-11-18T06:14:42.746+01:00</updated><title type='text'>Nuovo video</title><content type='html'>A quanto pare, l'autore del video non ha gradito l'inserimento in questo contesto...

Per non lasciarvi a bocca asciutta, passeremo all'intrattenimento...

Mariangiola&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-2107268898190127400?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/nuovo-video.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2107268898190127400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2107268898190127400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/11/nuovo-video.html' title='Nuovo video'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-2123268961475689473</id><published>2009-10-23T14:36:00.001+02:00</published><updated>2009-11-30T04:59:56.568+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Previsioni</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNDK2sibuI/AAAAAAAAAKU/4x-yQpbK7Oc/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNDK2sibuI/AAAAAAAAAKU/4x-yQpbK7Oc/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Si avvicinano le primarie e come di consueto azzardo una previsione. Il tentativo di Scalfari di trarre dal mezzo Marino (non escluso in vista di un vantaggio per Franceshini) mi sembra fallito. A giudicare da quanto si vede Marino potrebbe totalizzare un exploit anche superiore al 20-25 %. Dalla sua c’è tutto il popolo ‘radical’, alle diverse latitudini: civili, sociali, moderate ed estreme. In sintesi il nerbo della classe media intellettualizzata dei centri urbani (del nord), al caso grillizzata e dipietrizzata, con il blog in mano e spesso intrisa di moralismo travagliano, quindi anche vagamente leghista (come tipico di coloro che si fanno alfieri di un’etica assoluta laddove le condizioni permettono di farlo col minor costo….). Insomma un veltronismo aggressivo e dipietrizzato, che potrebbe aver scavato voragini sotto ai piedi di Franceschini. Bersani ha seguito il suo corso, senza scartare. Al sud le filièeres personalizzate potrebbero favorirlo in guisa ancora maggiore che fra gli iscritti. In Emilia-Romagna, a mio parere, avrà un risultato ottimo, perché Bersani è più popolare fra la gente (un emiliano doc) di quanto lo sia entro il partito. Se ciò accadrà anche il Bonacini (che non mi sembra niente male, un giovane volitivo sintonico alla parlata emiliana) ne trarrà beneficio per trascinamento minimizzando le speranze della Bastico. In sintesi vedo, per il Lunedì di conto, un Bersani a cavallo del 50 %, con Marino che insidia Franceschini. Queste primarie dovrebbero mettere in ancora maggior risalto una frattura già visibile fra gli iscritti: Bersani da una parte, Marino dall’altra, con Franceschini in uno spazio di mezzo relativamente ristretto (tutto quanto resta della mediazione svolta da Veltroni nel corso del suo mandato). Ovvero: da una parte un melange di ceti popolari rappresentati dal network storico della sinistra, dall’altro le classi medie intellettualizzate e ‘riflessive’ (in realtà radicalizzate). Avere davvero in mano il destino del Pd significa trovare il mastice fra queste due anime, ovvero una mediazione efficace. Scegliere Bersani significherà spostare il centro della mediazione a vantaggio della prima componente, e viceversa. Per questo sono a favore di Bersani, come ho argomentato in innumerevoli interventi. Per quanto le classi medie politicizzate siano essenziali nella stratificazione della sinistra, una loro totale egemonia sarebbe insopportabile e taglierebbe definitivamente i ponti con una base popolare che nelle periferie territoriali è già ampiamente franata. Resta da chiarire l’afflusso dei votanti. Dovrebbe essere facile prevedere il superamento dei due milioni (direi 2 milioni e mezzo). Intanto ogni iscritto al Pd ne trascinerà almeno due. Poi ci sarà una parte aggiuntiva mobilitata da due stimoli: un segnale a Berlusconi, un segnale di vita identitario della sinistra. Forse il primo stimolo giocherà a vantaggio di Marino e Franceschini. Il secondo però dovrebbe sostenere Bersani. Dalla misura in cui i due ingredienti si mescoleranno dipenderà anche l’esito (come entità, se non come tendenza) della competizione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-2123268961475689473?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/10/previsioni.html#comment-form' title='106 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2123268961475689473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2123268961475689473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/10/previsioni.html' title='Previsioni'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNDK2sibuI/AAAAAAAAAKU/4x-yQpbK7Oc/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>106</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-4248075114108176376</id><published>2009-10-16T16:42:00.002+02:00</published><updated>2009-11-30T05:01:17.875+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>io e COFFERATI. Una intervista di Diego Costa al sottoscritto, apparsa ridotta su "Bologna" 11 Ottobre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNDffR8arI/AAAAAAAAAKc/OeWZ7xMcvvY/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNDffR8arI/AAAAAAAAAKc/OeWZ7xMcvvY/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;1) E' passato un anno dall'annuncio di Cofferati, la sua indisponibilità a un secondo mandato. Che ricordi hai di quei giorni? All'interno del partito fu un terremoto? R. Ci fu, come ovvio, sbalordimento, soprattutto nei sostenitori. Coloro che l’osteggiavano, in fondo, trovarono conferma dei loro pregiudizi. Più che sentirsi sollevati di un peso si sentirono rinfrancati sino all’euforia nell’aver ‘visto giusto’: “Io l’avevo detto”. Ricordo che Sassi, un poco a nome dei ‘Formidabili’, giunse a pretendere le scuse dal partito, mentre in alcune redazioni di giornali (almeno una che conosco, quella di Repubblica) si brindò alla ‘liberazione’. I sostenitori invece si sentirono, altrettanto naturalmente, ‘traditi’. Cioè non presero sul serio le giustificazioni familiari avanzate da Cofferati. Bisogna dire che per costoro il lutto durò comunque poco. In fondo in fondo, essi sì, si sentirono come sollevati. Molti, in cuor loro, dubitavano che Cofferati, al punto in cui erano giunte le cose, e con dati di consenso palesemente controversi, riuscisse a reggere lo scontro con la destra. Con Cofferati in campo il fantasma di una ‘grande ritorno’ di Guazzaloca generava una qualche inquietudine. I dirigenti del partito, per parte loro, avevano percezione della situazione. Si deve pensare che da tempo avessero messo in conto un ‘second best’. E lo si vide nella rapidità della convergenza su Del Bono. 2) Un anno dopo... com'è cambiata la nostra vita? R. E’ cambiata la nostra vita ? Direi per niente, se non nei modi e nella misura che è dettata dal quadro più generale che la determina. In seguito alla crisi sono diminuiti redditi e consumi, mentre il futuro si è fatto ancor più minaccioso. Altro è il discorso della ‘psicologia cittadina’, la quale, come noto, ha un tratto tipicamente ‘domestico’. Si sublima in modo proiettivo e patologico sul Primo Cittadino, evocato di volta in volta come un curatore o un demiurgo, oppure additato come reo di ogni genere di mali. Nelle città ci sono sempre le più svariate giustificazioni per dare sfogo al naturale brontolio della gente. Anche intellettuali, opinion leader, eminenti autorità morali, quando si siedono nel salotto di casa, contribuiscono alle più surreali discussioni. Come il lungo dibattito crepuscolare sulla crisi/decadenza della città, misurata ogni fine anno sui due/tre posti guadagnati o persi da Bologna nella classifica del Sole 24 ore. Sino a dar luogo ai più comici risvolti profetico-letterari: dalla città “sazia e disperata” all’”alzati e cammina”, passando per “risorgi Bologna” ed altre amenità prive di senso. Se si considera che anziché mettersi a ridere, c’è chi si abbandona all’esegesi ispirata (e fra costoro non può mancare l’esimio De Plato) si può avere la misura di una certa mutazione antropologica nella città. Dove il gusto per l’aforisma roboante e smisurato (letteralmente ‘fuori di scala’) si accompagna alla passione per il cicaleccio da pianerottolo. E’ la fenomenologia di ‘Bolokistan’, della quale già un’altra volta abbiamo avuto l’occasione di parlare. Tornando ai cicli psicologici della città, siamo passati attraverso varie fasi: Guazzaloca fu elevato in cielo per il suo accattivante minimalismo, salvo scocciare un po’ tutti con il ricorso sistematico al gigionismo auto-celebrativo (cosa alla quale indulge tutt’ora), sino a trasformare la città in una specie di presepe (con statue, padri pii ecc.). Cofferati fu accolto come un Deus ex Machina: un eccesso di calore (e di aspettative) destinate presto a pietrificarsi in una specie di strutturale incomprensione. Per dieci anni, in sintesi, il ciclo psicologico ha avuto un andamento rapsodico e schizofrenico. Alle spalle il fantasma dell’antica ‘grandezza’ della città: che per la destra più prosaica (ma anche per la sinistra salottiera pre-post-moderna, letteralmente ou-topica, e culturalista, al meglio incarnata da Cervellati) erano i fasti pre-unitari, barocchi e controriformatori; per la sinistra era la città rossa del dopoguerra e dei ’60, con la sua vis ideologica e riformista. Fantasmi fondamentali per parametrare l’inquietudine del presente e/o instillare vere e proprie euforie progettuali (con annesso mito del ‘grande ritorno’). Dopo tanto dispendio psichico era logico aspettarsi (come si sta confermando) una stagione di distacco, pacatezza e moderazione. Sotto questo profilo, a parte quel che passa il convento italico, Del Bono si trova in una condizione estremamente favorevole. Non essendo accompagnato da grandi aspettative è anche al riparo dal rischio di pesanti retroazioni da disillusione. Anche considerando che i fantasmi alla base della nevrosi si sono ancora un poco allontanati, sino a sbiadire nel nulla, senza avere il fiato sul collo di una psicologia pubblica apprensiva può agire con più margini di autonomia e sicurezza. 3) Al sindaco di ieri sopravvive il suo fantasma. L'Opposizione ha di recente chiesto la verifica dei suoi impegni, opportunamente evitata dalla Maggioranza. Come mai il Cinese continua a incarnare superficialmente il "non sindaco"? Non è un complesso di inferiorità della città? Non è provincialismo nel senso più negativo del termine? E come mai la cosiddetta "discontinuità" resta un obiettivo amministrativo, dagli uni sottinteso, dagli altri amplificato R. La discontinuità è un’altra di quelle parole-chiave allusive a chissà cosa e che invece non vogliono dire niente. Rispecchiando semmai la vuotezza di chi le pronuncia. Bisogna dire che in campagna elettorale Del Bono ebbe la saggia avvertenza di non cadere nel tranello di chi pretendeva marcasse in ogni modo la ‘discontinuità’ con Cofferati. Che la destra e altri (come Guazzaloca, ancora adesso stordito dalla mazzata del 2004) vi faccia ricorso è normale. In realtà ogni amministrazione è giocoforza in continuità con la precedente, anche quando di colore politico diverso. Lo scheletro della politica amministrativa è relativamente rigido, anche se le guarnizioni e le nervature, specie stilistiche, possono cambiare. Dopo la spigolosità di Cofferati e del suo stile di governance basato sulla ‘conflittualità-negoziale’ era prevedibile si passasse a modi molto più concorsuali e ‘rotondi’. Cosa che si vede (anche troppo) nelle prime mosse di Del Bono. 4) Cofferati sindaco: cosa ha fatto bene, cosa male? E' stato davvero lo "sceriffo"? C'è un altro modo per definirlo, magari più originale? R. Credo che Cofferati non abbia fatto nulla di male e diverse cose buone. Alcune innovative, come il Piano strutturale e i progetti di riqualificazione urbana, altre in continuità con la tradizione, come i servizi sociali e la politica tariffaria. Sulle infrastrutture si è mosso stretto da condizionamenti oggettivi. Fare qualcosa, soprattutto senza disfare quel che c’è (piaccia o meno) è più difficile che immaginare piani a ‘tabula rasa’. La tabula è scarsa, ma mai rasa (ecco un esempio obbligato di continuità – al massimo, ricorrendo a Togliatti, di ‘unità nella diversità’). Non cè nulla di ciò che Cofferati ha fatto che non sia ascrivibile a una politica di sinistra. A parte le descrizioni caricaturali, anche la sua politica di inflessibilità legalitaria associata all’integrazione degli immigrati si muoveva su un piano per nulla trevigiano. Se il governo Prodi l’avesse adottata subito probabilmente si sarebbe fatto qualcosa di bene. Infine lasciando il campo Cofferati lo ha anche liberato a favore del centro-sinistra (Pd e coalizione). La destra si è divisa e Del Bono ha potuto vincere senza troppi patemi. Avesse vinto la destra, allora sì sarebbe stato giusto incolpare Cofferati di gran parte della responsabilità. 5) Da Cofferatiano convinto ti sei lasciato sfuggire una frase: mi sento tradito. Puoi spiegare il perchè? R. Dall’arrivo di Cofferati io non ci ho guadagnato nulla, perciò nulla ho perso dalla sua dipartita. E’ possibile che gli abbia costruito addosso un vestito che non era suo fino in fondo. Sbagliando persona e perdendomi dietro un auto-illusione (come mi ha detto un amico con il quale posto piacevolmente). A me lo stile conflittuale-negoziale (cioè prima ci si misura-dichiara nell’ostilità, poi si fa l’accordo, ma sempre conservando al soggetto pubblico la sua ‘autonomia’) piaceva un sacco. Beninteso: io sono assolutamente favorevole alla concertazione sociale. Oserei persino definirmi un seguace del Guild Socialism. Ma non sopporto le dirigenze che trasformano la rappresentanza in privilegio cetuale. Le grandi organizzazioni sociali (coop, sindacati, associazioni di categoria) sono una grande risorsa ereditata dal passato, ma in molte di esse è ormai spenta la linfa della cittadinanza sociale. Nella spigolosa affermazione di distanza di Cofferati vedevo una possibilità di riaprire processi di ri-legittimazione democratica nel tessuto delle associazioni, emancipandole dal rischio dell’oligarchismo. Nello stesso tempo mi da anche fastidio la petulanza comitatistica, che io reputo una forma depravata della partecipazione. Perciò per tutto un periodo mi sono sentito in sintonia col Coffy, anche intimamente (scusandomi per l’iperbole): lui, un forestiero, io, uno straniero in patria. Questo approccio, in ogni modo, non è passato. Alla fine le forze inerziali della città hanno prevalso. Ma il problema resta aperto e il Pd, dovrebbe porselo come Il suo problema. Dulcis in fundo è vero che Coffy mi ha lasciato di stucco. Non perché se ne sia andato. Ci avesse detto che il suo percorso era terminato, presentando un bilancio, e che era giunto il momento, anche per evitare rischi al Pd, di dedicarsi ad altro – come fa ogni capo politico degno del cinismo del ruolo - avrei ingurgitato meglio la pillola. Ciò che mi ha scocciato è stata la tiritera sul figlio…..mi sono sentito un po’ preso per i fondelli. 6) Infine: nel Pd continuano le baruffe chiozzotte. L'occasione per migliorarsi la dà sempre la...casa dei vicini. E' di ieri l'appello all'unità da parte delle parlamentari Lenzi e Zampa. Non sarebbe davvero un buon segnale giungere al congresso con un ritrovato intento comune, che faccia leva sul segnale giunto dalla corte costituzionale? R. Per il Pd auspico che si consumi il più rapidamente possibile il passaggio al suo Termidoro. Cioè la fine della fase ‘rivoluzionaria-confusionaria’. Un Segretario, una identità accettabile, una organizzazione (solida quel tanto che si può – liquida lo è già ad abundantiam), un programma di alleanze sociali e politiche, e di soluzioni all’altezza della crisi. Purtroppo, essendosi dato uno Statuto demenziale, questo risultato stabilizzante è fortemente a rischio. Nel polverone è inevitabile si sentano le cose e gli appelli più strani. I documenti congressuali erano tutti sotto il livello della necessità, ma ho appoggiato Bersani, perché lo reputo il più adatto a realizzare a breve il Termidoro, sperando poi di trovare, in prospettiva, una qualche via inesplorata alla salvezza. E comunque non tutto è cacca. I giornali, specie quelli ‘amici’, oltre a perdersi a descrivere i litigi (in ottava pagina) avrebbero dovuto sottolineare come 460.000 votanti sono una forza (e una prova) che merita rispetto. Dove si vede in Italia una tale prova di democrazia ? E in Europa ?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-4248075114108176376?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/10/io-e-cofferati-una-intervista-di-diego.html#comment-form' title='35 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/4248075114108176376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/4248075114108176376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/10/io-e-cofferati-una-intervista-di-diego.html' title='io e COFFERATI. Una intervista di Diego Costa al sottoscritto, apparsa ridotta su &quot;Bologna&quot; 11 Ottobre'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNDffR8arI/AAAAAAAAAKc/OeWZ7xMcvvY/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>35</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-8275728200427653721</id><published>2009-10-07T17:05:00.001+02:00</published><updated>2009-11-30T05:04:57.958+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Il congresso Pd fra il lupo (la destra) e il loop (sé stesso).</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNEXt57VdI/AAAAAAAAAKk/8RDDSUNMT4U/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNEXt57VdI/AAAAAAAAAKk/8RDDSUNMT4U/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;450.000 votanti sarebbero grasso che cola. Se, e sottolineo se, con la Mina sotto il culo: 1) ci fosse stata una stampa che ne avesse sottolineato il valore (mentre il dato era riportato non prima dell’ottava pagina, accompagnato alle consuete comarate dei diadochi). Non c’è partito al mondo, quantomeno in Europa, che possa vantare una membership di tale mole, e si dovrebbe trarre la conclusione che il Pd, almeno sotto questo profilo, vive buonissima salute. In un paese dove i partiti sono protesi di capi auto-legittimati (da Barlusconi a Di Pietro, passando per Casini) e dove, come conseguenza, non si fanno congressi di sorta, ma solo raduni acclamatori, non c’è uno straccio di osservatore che abbia avuto parole di elogio e di meraviglia per questo ‘miracolo’ (ivi compresi quelli di Repubblica). Non c’è stato un giorno in cui questi 450.000 sfigati godessero di un vantaggio sulla D’Addario. 2) tutti i contendenti ne avessero tratto lezione per comportarsi come si deve. Cioè valorizzare quanto avvenuto. Il rapporto votanti/iscritti è risultato altissimo, ben superiore a quelli totalizzati a suo tempo dai Ds, per non parlare del Pds o dello stesso Pci. Se tanta gente a votato non è perché è stata trainata da tizio, caio e sempronio. Quantomeno, non solo. E’ andata a votare perché ha avvertito che le si offriva uno strumento reale. Non predeterminato negli esiti. Dunque, si è trattato di una grande prova di democrazia e partecipazione. Pure scontando deficit palesi nell’organizzazione della discussione e nell’offerta programmatica dei candidati, con la conseguente enfatizzazione del votificio. I franceschiniani, in proposito, sono quelli che hanno steccato di più. Marino, a parte ualche richiamo alla ‘questione morale’ degno di un idiot savant, ha avuto la saggezza di rivendicare il proprio risultato. Come Bersani, malgrado le castronate di alcuni suoi luogotenenti. I franceschiniani si sono invece messi subito di buzzo non a valorizzare il proprio risultato (tutt’altro che disprezzabile), ma a svalorizzare quello di Bersani. Con l’argomento demenziale che il Nostro sarebbe stato votato dalle clientele meridionali (come se la Sicilia fosse la Svizzera) e dagli apparati di partito. In realtà il voto segnala, ovunque, un forte rimescolamento: di militanti, gruppi dirigenti, apparati (per quel che ne resta). Vedasi in proposito il caso dell’Emilia-Romagna, dove è palese l’eclisse del (supposto) monolitismo d’apparato. Ma, a maggior ragione, anche il caso della zona rossa tutta considerata. In ogni caso il partito è quello che è. Essendo italiano, necessariamente, è fatto di un Sud, di un centro e di un nord…. 3) questa votazione avesse potuto essere implementata in una dinamica congressuale come si deve. Non dico un ritorno ai vecchi fasti della ‘democrazia deliberativa congressuale’, ma almeno evitando d’infilarsi in uno statuto letteralmente demenziale. Non c’è organizzazione al mondo che non si dia uno statuto per preservare sè stessa. Il Pd, con i suoi grandi legislatori (vecchie volpi e neo-costituzionalisti apocrifi e di nuovo pelo) – unico caso al mondo – è riuscito a dotarsi di uno Statuto che contiene un dispositivo di auto-dissoluzione. Se il risultato delle primarie dovesse dare ragione a Franceschini (Dio ce ne scampi !) avremmo una situazione scismatica, cioè due segretari (uno dell’interno, il partito, uno dell’esterno, gli elettori) con diversa fonte di legittimazione. Non si sa proprio dove si possa andare a finire. Anche perché tutti i casi preventivabili (a meno di una vittoria netta di Bersani) lasciano aperte strade assolutamente indeterminate. Lo Statuto del Pd, non solo Barocco, ma intimamente stupido, era stato pensato (unica giustificazione) nel quadro di un modello maggioritario nel quale il prescelto era prima di tutto il candidato alla premierschip. Esattamente come nel modello americano, dove però non c’è il segretario di partito, e dove il processo ha ben altra coerenza. Esso parte dall’autonomia degli Stati federali (mentre qui i segretari regionali sono cooptati dal referente nazionale…bell’esempio di federalismo !) e procede eliminando gli outsider, così da produrre l’unità (all’atto della convenzione nazionale) attorno all’unico candidato in pista (mentre qui restano tutti in gara, più felici che mai di far pesare il potere delle minoranze). Per tornare a noi le circostanze, caduto Veltroni, hanno seguito un corso imprevisto. Nei fatti siamo a scegliere un Segretario di partito non un candidato premier. Di qui un totale disassamento del metodo. Resta il fatto che anche ove le cose dovessero mettersi per il meno peggio, il problema del Pd resterebbe inalterato: come trovare un ubi consitant dell’identità, dell’organizzazione e dei gruppi dirigenti. E’ del tutto evidente che anche vincendo Bersani (come ci si augura – ripeto – per evitare una diaspora senza fine) egli si troverebbe davanti la realtà di un partito diviso e tutt’altro che amalgamato, con opposizioni talmente forti da potere interdire qualsivoglia linea politica (come già accadde ai Ds all’epoca del Correntone). Abbiamo già sperimentato a iosa (con buona pace della Bindi e di innumerevoli apprendisti stregoni) che un partito non si può governare a maggioranza (almeno le minoranze siano così residue da rendere pleonastica la questione). Un partito non è un parlamento. Ci si sta perché in esso ci si riconosce e ad esso si partecipa. La ricerca di soluzioni unitarie è un obbligo. Costi quel che costi. L’aggettivo maggioritario va bene sin che si tratta di contrapporlo al minoritarismo (al caso testimoniale) come vocazione. Per il resto, trattato come sostantivo, è una idiozia. Se le correnti possono essere un lenitivo dell’eventualità di spaccature, allora sono tutt’altro che da disprezzare. In ogni caso, se si è capaci, si trovi quello che si vuole. Ma non il metodo maggioritario ! Abbiamo già dato…. Il peggio è che la storia va per le lunghe. Anche dopo le primarie gli organi dirigenti periferici conseguenti al congresso non saranno in carica che dopo le regionali. Nel frattempo può accadere di tutto, con segretari locali che restano in carica, magari incattiviti, pur essendo minoritari. Dulcis in fundo, incombe, sopra tutto questo baillame endo-masturbatorio, una micidiale convergenza di crisi economico-sociale e istituzionale, con la berlusconizzazione ormai giunta al suo apice eversivo. In tali circostanze, invece di fare un congresso, avremmo dovuto avere un partito in grado di drammatizzare la crisi scendendo sulle piazze (e confidando sul supporto dell’opinione pubblica europea). Agendo la drammatizzazione attivamente (come fossimo in Iran o in Ucraina), piuttosto che subirla ad opera della destra, con l’accrescimento della timidezza. Prende fuoco la casa e noi siamo lì a giocare a carte nello stanzino! Anche per questo andrò alle primarie, e mi auguro che ci vadano in molti. Per votare Bersani, in modo da evitare il peggio, e per metterlo in condizione di esercitare una leadership finalmente unitarista, anziché maggioritarista. E per metter fine al loop al più presto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-8275728200427653721?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/10/il-congresso-pd-fra-il-lupo-la-destra-e.html#comment-form' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/8275728200427653721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/8275728200427653721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/10/il-congresso-pd-fra-il-lupo-la-destra-e.html' title='Il congresso Pd fra il lupo (la destra) e il loop (sé stesso).'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNEXt57VdI/AAAAAAAAAKk/8RDDSUNMT4U/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-7796681784366098341</id><published>2009-09-22T15:31:00.002+02:00</published><updated>2009-11-30T05:06:16.465+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>All'orfanatrofio. Dove intellettuali e politici non si vedono nè si parlano.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNErWxnPNI/AAAAAAAAAKs/N-20oxp81pg/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNErWxnPNI/AAAAAAAAAKs/N-20oxp81pg/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Porgo ai blogger questi appunti. Me li ha suggeriti un libro scritto da Salvatore Biasco (Per una sinistra pensante, i libri di Reset, Marsilio) che ho avuto l’occasione di discutere alla Festa de l’Unità. L’autore è molto interessato (avendola vissuta sulla sua pelle) alla questione del rapporto fra politica e intellettuali. Tutto il libro è una denuncia, per quanto a fin di bene, del Pd, accusato di non aver saputo proporre una propria cultura politica. La verità è molto semplice. Un partito di ‘visione del mondo’ non può fare a meno degli intellettuali, un ‘partito di occupazione delle cariche’ può farne del tutto a meno o, se proprio ne ha bisogno, terrà un rapporto selettivo e strumentale. Li userà, cioè, come ‘portaborse’. Il Pci gramsciano (nella felice e occasionale sintesi dei ’60-’70) era un ‘intellettuale collettivo’. Ciò non rendeva affatto sovrapponibili i ruoli di direzione politica e di elaborazione culturale. La distinzione fra insider (collocati sulla tolda di comando) e outsider (stivati più in basso), era enormemente più marcata di oggi. Infatti non si tenevano primarie e il processo di selezione dei leader era totalmente privo di quegli elementi stocastici, cioè casuali, che oggi constatiamo a iosa. Nessun dilettante, intellettualizzato o meno, poteva ascendere (‘per caso’ e sulla spinta di un’ordalia partecipazionistica) alla dignità dirigente. Tuttavia tutte le situazioni erano contenute nel ‘partito scuola’. Il quale, come ogni scuola che si rispetti, era organizzato per rigide gerarchie e attraverso una minuta specializzazione di ruoli e mansioni. Il partito scuola era peraltro assolutamente affine al partito-fabbrica, nell’accezione fordista del termine. Nel partito scuola c’erano le strutture pedagogiche, per i vari livelli di preparazione, ma anche i centri di ricerca, peraltro assai liberi nei loro indirizzi. La stessa esistenza di un nucleo di pensiero condiviso ne rendeva possibile diverse traduzioni, anche in sede teologica (come nella Chiesa). C’erano ad esempio diverse varianti epistemologiche del marxismo: idealistico-crociane, ovvero storiciste, neo-positiviste, neo-kantiane ecc. spesso in lotta feroce fra di loro. Inoltre era rappresentata l’intera gamma delle sensibilità e delle traduzioni politiche del marxismo: luxemburghiane, adleriane, labriolesche, leniniste, soreliane ecc. Tutt’altro che agire come un elemento dottrinario respingente il minimo comune marxismo condiviso (mcm) era aperto alle più varie contaminazioni provenienti dalla filosofia, dalla storia, dalla letteratura, dalla sociologia e dall’economia. In ogni modo, dirigenti, quadri, militanti, intellettuali e simpatizzanti erano inseriti in un ambiente avvolgente, proprio perché centrato su alcuni elementi forti di cultura politica, dibattuti ma sostanzialmente condivisi, almeno come parametro di riferimento. Questo, beninteso, era un partito la cui base sociale era prevalentemente operaia, mentre in origine era costituita dal proletariato agricolo. I massimi dirigenti erano quasi tutti di formazione intellettuale, ma i quadri erano tratti dalle classi sociali rappresentate, che attraverso la cultura erano chiamati ad emanciparsi. Resta infine che fra intellettuali orientati alla politica e politici di estrazione intellettuale era facile intendersi. Certo per affinità di ceto, cioè per il valore tributato alla cultura nella definizione del sé, ma anche perché, quantomeno, avevano letto gli stessi libri. C’era comunanza semantica e concettuale. Parlavano la stessa lingua, anche se con gradi diversi di sofisticazione e inflessioni gergali definite dalle diversità dei ruoli. Di quel partito, oggi, non c’è più la base materiale. Il Pd tiene in scarsa considerazione l’elaborazione intellettuale perché, come sostiene Biasco, difetta di cultura politica (il chè è vero), ma anche perché, paradossalmente, è quasi interamente composto di ceti medi intellettualizzati. Oggi il gruppo più numeroso che ne articola la rappresentanza nelle assemblee elettive e negli esecutivi è costituito, non per caso (anche se pochi lo sanno) da liberi professionisti e figure con ruolo dirigenziale. Scomparsi per intero operai e lavoratori autonomi, assai ridotti gli impiegati (e fra di loro i pubblici dipendenti la cui fortuna si è fermata agli ’80). Pochi i politici professionali. Un fenomeno che si replica persino nei più piccoli comuni. Quali sono le motivazioni che spingono questi ceti a svolgere gli incarichi politici ? Alcune prosaiche. Per quanto vituperati gli incarichi politici restano ambiti per gli emolumenti e le posizioni di status in essi incorporati. Alcune funzionali. La politica è un ottimo trampolino per allargare il giro di conoscenza di cui ogni libera professione si nutre, specie per chi è alle prime armi. Inoltre in una politica che nella sua componente amministrativa si è molto tecnicizzata i liberi professionisti sono le figure dotate del migliore back-ground per affrontarne le asperità. Altre ragioni sono più nobili. Certamente c’è una spinta valoriale: certe nozioni condivise, ad esempio, relative al cd. ‘bene comune’ e all’impegno civico, un orientamento solidaristico, la motivazione verso mondi associativi che si intende intermediare. Questa, tuttavia, è una Welthanschauung general-generica, leggera, volatile, molto intuitiva e assai poco strutturata, se non tramite qualche luogo comune. Più una psicologia, una mentalità, per quanto radicata, che una cultura. Men che meno ‘politica’. Tale orientamento è infatti tratto in via diretta dall’ambiente di socializzazione, mentre i sistemi di pensiero, gli apparati concettuali, i linguaggi, l’expertise tecnica sono tratti dall’esterno della politica, cioè, essenzialmente dalle istituzioni scolastiche e professionali. Oggi il militante Pd (restando su una scala tipico-ideale, necessariamante estremizzata) è quasi sempre un laureato dotato di master, cosa che ne definisce l’autostima e lo abilita presuntamene alla funzione dirigente. La ‘meritocrazia’, cioè l’ideologia del primato del ‘merito’ è giustamente il suo manifesto programmatico. Perfettamente recepito, del resto, in quella carta fondamentale del Pd che è un puro distillato dell’incontro fra rituali accademici (con la loro enfasi mandarinale) e suggestioni medio-cratiche. I corsi di politica cresciuti un poco ovunque come appendice dei think tank sono assolutamente congrui a questa logica. Master post-universitari frequentando i quali si vorrebbero acquisire, con tanto di attestati, i titoli per concorrere alla distribuzione meritocratica degli incarichi. Da tutto ciò origina la necessaria emancipazione dalla cultura politica (che, a contrario, è una Welthanschauung ‘pesante’, cioè politicamente strutturata) e, assieme, dalla riflessione intellettuale della politica. Inoltre venendo da processi formazione totalmente esterni al partito, ognuna gelosa della sua personale expertise, tali figure sono necessariamente improntate all’individualismo. Un individualismo che potremmo definire idiosincratico e presuntuoso (della serie: “lei non sa chi sono io”) - per opposizione alla prosaica durezza di quello di destra, perfettamente consapevole del momento in cui deve fare ‘gregge’, Perciò il problema che si pone non è quello del rapporto con gli intellettuali, bensì perché un partito così pervaso dalle funzioni intellettuali non è in grado di produrre una elaborazione intellettuale innervata nella politica e capace di arrivare, per questa via, a condizionare il senso comune di chi non è né un intellettuale né un professionista (o semi-professionista) politico. Capace come tale di tessere e ispessire la cultura politica. Il Pd, più prosaicamente, è un partito di intellettuali (tratti dall’economia dei servizi) privo di una cultura politica dotata di solidità e perciò incapace di assegnare un ruolo di rilievo all’elaborazione intellettualizzata della politica. Ciò che si vede del Pd è piuttosto una serie di giustapposizioni: da un lato una babele di ‘residui’ di varie culture politiche defunte, dall’altro un generico orientamento a-ideologico, vagamente valoriale, che nella celebrazione del ‘nuovo’, della ‘modernità’ e della ‘democrazia’ partecipata vorrebbe fungere da mastice dell’insieme. Sotto questo profilo si potrebbe meglio precisare la questione: non è che il Pd è privo di cultura politica, ne ha una molteplicità. Tutte però sono labili. Un vero partito post-moderno – si potrebbe dire. Ma senza le televisioni. Come si esce da questo circolo vizioso ? [beninteso sempre che si avverta questo come un problema, dalla via che non manca chi teorizza l’assoluta irrilevanza, se non l’effetto zavorrante, della cultura politica]. Torniamo al concetto di ‘cultura politica’. Biasco, che è un economista, né da una definizione politologia corretta. Concorrono a definire la cultura politica i vari lati che la compongono: quelli intuitivi e psicologici, quelli espressivi, quelli concettuali e quelli pratico-stilistici (modi di comportamento, etiche del dovere, selezione dell’agenda, formazione dei gruppi dirigenti, assegnazione degli incarichi ecc.). Tuttavia la cultura politica se è tale non si dà allo stato brado, non germina spontaneamente dalla società (civile). Né è pre-confezionata dal ceto degli intellettuali. Essa è un prodotto dei gruppi dirigenti medesimi. Sono essi la sintesi dell’elemento intellettuale e di quello politico. Da ciò consegue il sedimento distintivo rivelatore dell’esistenza di una cultura politica: un modo di approccio, uno stile di comportamento. Se dal basso vengono i sentimenti, dall’alto viene la loro ri-strutturazione come cultura. Ne esce una Welthanschauung, e gli intellettuali avranno il loro posto, come l’ultimo dei militanti alle prese con un ciclostile o con i fornelli di uno stand gastronomico. E qui, in ultima analisi, si vede la vera debolezza del Pd: gruppi dirigenti frammentati e in larga misura inadeguati al compito. Anche perché – è una mia opinione – sfibrati dall’ansia di non perdere la loro posizione, cioè da una sindrome ‘contendente’ ormai entrata in una parossistica dismisura. Perché un coacervo di capi di vario ordine e pezzatura diventi un ‘gruppo dirigente’ capace di palsmare una cultura politica, occorre tempo. L’idea iper-democratica della perfetta sostituibilità dei dirigenti con nuovi venuti estratti in via permanente per via ordalico-elettorale, rende particolarmente nevrotico questo stress da mancanza di tempo. Inoltre tutto si risolve nella pre-selezione. Passando di pre-selezione in pre-selezione, è chiaro, la selezione non verrà mai. Così le cerchie dirigenti, cessano di essere tali ed evaporano in un nebuloso polverone. Nella fase fondativa-rivoluzionaria veltroniana nuove figure hanno scalato (chi essendo cooptato nella confusione generale, chi con autonomo protagonismo) la tolda di comando, rendendola vieppiù affollata. Alcuni di questi non è dato sapere di quali virtù siano portatori, di altri già tende a definirsi un’aura che è tipica degli ‘idiot savant’, alcuni altri sembrano rivelare delle potenzialità. Non hanno affatto sostituito i dirigenti di lunga durata. Si sono piuttosto accompagnati ad essi, ma rivendicando in modo confuso e acrimonioso la propria alterità. Se hanno scalzato qualcuno sono piuttosto gli intellettuali-politici di lungo corso, incrementando perciò il tasso di ignoranza. Insomma il materiale umano è questo. Se esaurita la fase confusionaria-rivoluzionaria, ci sarà un buon termidoro, forse, dal polverone emergerà un gruppo dirigente. Solo allora avremo la nuova ‘cultura politica’.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-7796681784366098341?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/09/allorfanatrofio-dove-intellettuali-e.html#comment-form' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7796681784366098341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7796681784366098341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/09/allorfanatrofio-dove-intellettuali-e.html' title='All&apos;orfanatrofio. Dove intellettuali e politici non si vedono nè si parlano.'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNErWxnPNI/AAAAAAAAAKs/N-20oxp81pg/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-8970392910797242143</id><published>2009-09-11T11:14:00.001+02:00</published><updated>2009-11-30T05:07:30.249+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Cuius regio eius religio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNE9TKEQUI/AAAAAAAAAK0/GpkwKxF4DIo/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNE9TKEQUI/AAAAAAAAAK0/GpkwKxF4DIo/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;L’affare Boffo segnala qualcosa che non è stato afferrato dai molti commenti. Perché l’affondo di Berlusconi e dei suoi scherani contro il mite esponente del giornalismo cattolico ? Perché questo impietoso squadernamento della debolezza che mina la gerarchia ecclesiastica ? Perché questa pubblica umiliazione di una Chiesa, della quale, pure, si vorrebbe realizzare per intero il programma morale ? E che fino a prova contraria si è proposta come un alleato di rispetto della destra italiana ? Bisogna andare al 1555, Trattato di Augusta. Cuius regio eius religio. Ovvero la religione dei sudditi, nelle diverse regioni, sarà quella imposta dal Principe ivi regnante. La religione di Stato è in realtà null’altro che la religione sottoposta allo Stato. La religione ridotta ad un mezzo dello Stato. Questa evoluzione è implicita nell’ateismo-devoto. Ne è anzi la conclusione inevitabile. L’ateo devoto non crede in alcunché, ma si avvale della forza ordinatrice e unificante dell’etica religiosa. Due debolezze che fanno una forza: un potere politico incapace di trovare in sé la sua legittimazione, una sfera religiosa incapace di imporsi per via autoritativa, e indebolito nel suo stesso campo. Un mondo di convertiti edificato da forze incapaci di convertire, cioè di convincere (con atti di fede adeguati allo scopo). Il concordato ‘materiale’ fra stato e chiesa perorato da Berlusconi è, in fondo, null’altro che una riscrittura del trattato di Augusta, cioè un patto di soggezione della Chiesa al potere politico. E’ il potere politico che si prende in carico la realizzazione del programma etico e funzionale della gerarchia ecclesiatica (dal finanziamento delle scuole cattoliche alla intromissione religiosa nella scuola pubblica, dalla bioetica alla regolazione civile). Di qui una intrinseca e immediata superiorità rispetto alla Chiesa, messa in posizione debitrice, come un ostaggio (mentre era il governo di centro-sinistra piuttosto a essere un ostaggio nelle mani della Chiesa). Berlusconi punisce impudicamente la Chiesa proprio per riaffermare questa acquisita supremazia. E non a caso la Chiesa risponde balbettando/traballando come il pugile che ha subito il Ko. Se devi onorare il debito che ti sei assunto verso di me (Berlusconi) come puoi prenderti il lusso di criticarmi ? Del resto questo dispositivo si era già visto nei periodici misunderstanding fra Lega e Chiesa. La Lega è il tipico partito di atei devoti, che si proclama cristiano per definire il proprio corredo flolkoristico-identitario. Quando la Chiesa ha accentuato le critiche verso la Lega, Bossi non si è ritratto dal minacciare una secessione religiosa, magari verso il protestantesimo. Esattamente come nella pace di Augusta. Non ti va bene la religione del principe ? Emigra ! Tuttavia non bisogna dimenticare che quella pace era intrinsecamente instabile. Infatti ne conseguì la guerra dei trent’anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-8970392910797242143?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/09/cuius-regio-eius-religio.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/8970392910797242143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/8970392910797242143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/09/cuius-regio-eius-religio.html' title='Cuius regio eius religio'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNE9TKEQUI/AAAAAAAAAK0/GpkwKxF4DIo/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-3986668502997620005</id><published>2009-09-11T11:12:00.002+02:00</published><updated>2009-11-30T05:08:59.853+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Il Pd e la classe politica 'aspirante'</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNFTkNtR_I/AAAAAAAAAK8/o_Vjq_MY_mg/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNFTkNtR_I/AAAAAAAAAK8/o_Vjq_MY_mg/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Seduto al ristorante Alba, scorro le prime quattro pagine di una edizione de l’Unità. Un forum fra donne del Pd sulla questione veline e politica. Fra i vari occhielli attira l’attenzione un icastico: “non siamo interessate ai mariti miliardari !”. I commenti sono corredati da foto di redazione nelle quali sono riprodotte le donne riunite attorno al tavolo: volti intensi segnati da impegno, attenzione, serietà. Soprattutto distinzione culturale. Abbigliamento (per quel che si può vedere) discreto, elegante o casual, come è in uso nella buona borghesia intellettuale. Infatti, leggendo i curricola, si viene a sapere che le discussant sono, nell’ordine: una professoressa alla Columbia University di New York, due deputate e una senatrice del pd con significative esperienze amministrative, una scrittrice di successo, una manager esperta di organizzazione, una direttrice di un Istituto Gramsci. Insomma un gruppo decisamente popular (e chissà quale è lo scaglione di reddito dei rispettivi mariti…). Restando al dibattito i temi di riflessione spaziano dai j’accuse contro il velinismo berlusconiano alla denuncia della degradazione imposta all’immagine femminile. Con tutto ciò che ne consegue per il Pd. Infatti i discorsi scivolano inesorabilmente sui limiti che si frappongono, nel Pd, alla valorizzazione politica delle donne. In effetti il Pd è letteralmente ossessionato, sin dalla nascita (ma anche il Ds terminale non era da meno) dalla promozione di nuove classi dirigenti. Normalmente evocate all’insegna di svariati elementi caratterizzanti. Tutti tratti dall’identità (per quel tanto che è proclamata) assegnata al partito: merito, talento, competenza, expertise professionale maturata fuori dalla politica. Coniugati, a loro volta, in stretta correlazione (anche statistica) con il genere e l’età anagrafica. A ciò sono riconducibili tutte le dibattutissime questioni proceduralistiche volte a regolare la cd. ‘contendibilità’ – ovvero l’agognato avvio di un processo competitivo di mobilità/ricambio politici. L’identikit sociologico che emerge dall’incrocio delle diverse variabili è semplice da individuare: donne e uomini in età giovane-matura dotati di laurea e master, meglio se con un curriculum professionale accreditato o potenzialmente tale. I politici di lungo corso (disprezzati come oligarchie), i funzionari e i politici professionali privi di credenziali sociali proprie costituiscono i nemici ‘interni’ di questo ceto aspirante alla leadership. Lo stereotipo rivale è quello della velina berlusconia: cooptata in base al caso mediatico e alla bellezza fotogenica. Ma anche gli energumeni sociali emergenti dal volgo leghista. Inoltre esso sta in un rapporto di stretta contiguità con i gruppi stimolati dal grilliamo e dal dipietrismo. Fra costoro c’è un comunanza sociale di base. E infatti resta sempre aperta la possibilità di schierarsi, al caso, nell’uno o nell’altro versante del cleavage che oppone il pd alla politica enragé. In effetti il tipo di aspiranti alla classe politica costituisce la cartina di tornasole dei movimenti politici nel momento del loro abbrivio. Tutta la lunga durata, nelle sue varie fasi, del processo di democratizzazione è non altro che il succedersi sulla scena, venendo dal basso o da luoghi negletti alle coalizioni delle èlites dominanti, di nuove aggregazioni socio-politiche. Gli avvocati di campagna furono il perno degli Stati Generali, assieme a commercianti, impiegati, artigiani. I sanculotti erano la sintesi fra la piccola borghesia di nuova formazione, produttiva e intellettuale, e le plebi urbane dedite al lavoro manuale fino allora vissute nel disprezzo aristocratico e curiale dell’Ancièn Regime. Il movimento operaio è stato una straordinaria fucina di quadri estranei all’establishment vigente. Il partito socialista aveva il proprio nerbo dirigente in un peculiare melange: accademici, medici, avvocati, esponenti delle arti liberali di estrazione positivista e di orientamento filantropico, assieme a maestri, piccoli artigiani (i ‘ciabattini’ studiati da Hobsbawn), sindacalisti e organizzatori di cooperative. In una società dove i rappresentati (essenzialmente le plebi rurali) erano quasi sempre analfabeti gli artigiani-filosofi itineranti armati di una fantasiosa cultura autodidattica costituivano un trait-de-union efficace con l’élite borghese ostile alla propria classe. Il movimento cattolico estrasse i propri quadri dal seno delle organizzazioni cattoliche e dalle loro emanazioni sociali: preti di campagna, piccola borghesia rurale, ceti medi. Il fascismo, dopo avere pescato negli enragés del sottoproletariato gli adepti della fase rivoluzionaria, si appoggiò alle classi medie impiegatizie incardinate allo stato. Il Pci fu in grado di produrre una sintesi grandiosa (e irripetibile) fra una vigorosa aristocrazia intellettuale mobilitata dal marxismo e una rete di quadri tratti dal proletariato rurale e urbano direttamente preparati dal partito. Ancora nei ’70-’80 il funzionariato Pci era composto in larga misura dei membri più attivi della classe operaia industriale. Venendo ad epoche a noi vicine (cioè alla fase decadente della democrazia di partito) il Psi craxiano contrappone alla gestione di De Martino, ancora segnata dal vecchio calco storico, una pletora di quadri di estrazione piccolo-borghese e impiegatizia. Generalmente poveri e smaniosi di migliorare il loro status con l’intermediazione politica. Non fosse stato per la rilevanza assunta da questo strato sociale famelico difficilmente avrebbero potuto svilupparsi le forme estreme assunte da tangentopoli. La stessa Dc, del resto, si era precocemente liberata dell’imprinting del cattolicesimo sociale. Divenendo partito-Stato traeva i propri quadri direttamente dallo stato, dal parastato, dal sottogoverno e dalle agenzie economiche (banche e imprese irizzate). In una linea di rinnovata continuità con il fascismo. Forza Italia e la Lega sono stati momenti di novità. Forza Italia riciclando personale del penta-partito in disfacimento, ma soprattutto ponendo al centro una nuova leva di yes-men tratti dalla fininvest e addestrati al multilevel marketing. Il piazzista commerciale, nella sua rinnovata veste post-moderna, è stato un soggetto indubitabilmente nuovo della platea politica. Se l’attuale voga del ‘velinismo’ resta un elemento meramente additivo della classe politica forzitalica (il cui nucleo è composto da un nucleo ristretto di ciambellani del leader e, in periferia, da una varia umanità di berlusconidi tratti dalla classe media) esso è nondimeno emblematico della fase suprema della morfogenesi mediatica. E comunque psicologicamente rilevantissimo, tanto più in una società con i canali di mobilità occlusi. La cooptazione dal basso, proprio nella sua casualità stocastica, mostra la miracolosa possibilità per lo spettatore di passare dall’altra parte del video. Cioè sul palcoscenico. Immedesimandosi nel piazzista, proprio come nel multilevel la torma dei venditori dilettanti si fonde con il coordinatore delle vendite. La Lega, per parte sua, ha promosso una leva di quadri tratti direttamente dalle periferie territoriali: piccole classi medie e popolari con bassa scolarizzazione (dall’artigiano all’amministratore di condominio, dall’operaio al geometra….). La Lega, una volta liberatasi (non a caso) dei pochi e malsopportati esponenti intellettuali, o simili (dal prof. Miglio a Rocchetta), è l’esempio puro di un partito privo totalmente di una leadership intellettuale, la cui assenza è interamente surrogata dal dispotismo del gruppo politico raccolto attorno a Bossi, il quale riassume nella sua persona tanto le funzioni di direzione politica che quelle carismatico-ideologiche (persino liturgiche). In questo senso la Lega è davvero un partito popolare: una via di accesso immediata alla politica per gli individui più paradossali e inesperti. Con il contrappasso, però, di una assoluta sostituibilità (esattamente come avveniva con le purghe staliniane: straordinaria occasione di mobilità sociale per milioni di persone escluse dalla vita pubblica e dagli incarichi statali). Concludiamo. Il Pd sembra perciò proporsi, nella casistica, come il luogo di promozione (o del tentativo di proporsi) di un ceto di borghesia intellettuale post-moderna. Di qui riceve una qualche spinta, specie nei contesti urbani, ma qui si definisce anche il suo limite. Cioè l’assoluta impossibilità di realizzare una congiunzione con gli starti sociali del territorio, realizzando quell’unità di ‘mano/mente’ che fin dall’illuminismo ha caratterizzato i movimenti rivoluzionari e riformatori. Peraltro uno dei limiti di questa neo-borghesia intellettuale è la sua presunzione e la scarsa auto-coscienza dei suoi limiti, che sono numerosi, sia in termini politici che intellettuali. Non è infrequente incrociare nel Pd individui mai visti, con ottimi voti scolastici ma ignoranti quanto presuntuosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-3986668502997620005?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/09/il-pd-e-la-classe-politica-aspirante.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3986668502997620005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3986668502997620005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/09/il-pd-e-la-classe-politica-aspirante.html' title='Il Pd e la classe politica &apos;aspirante&apos;'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNFTkNtR_I/AAAAAAAAAK8/o_Vjq_MY_mg/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-3032576079706604509</id><published>2009-08-13T14:52:00.003+02:00</published><updated>2009-11-30T05:10:20.538+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>La Repubblica di carnevale, ovvero dove ogni scherzo vale</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNFn4kcDjI/AAAAAAAAALE/i7Tg0KfziT0/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNFn4kcDjI/AAAAAAAAALE/i7Tg0KfziT0/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Nell'editoriale di oggi di Repubblica Bologna (giovedì 13)la scrivente (non ricordo bene se Cappelli o Bignami, il giornale l'ho dimenticato al bar...) prende in mezzo il povero Melucci e leva il dito contro il Pd, giudicato reo di un pesante ritorno di stalinismo. Pietra dello scandalo: le sospensioni comminate agli iscritti presentatisi con altre liste (come quella Pasquino)alle elezioni comunali. Lo schema di lettura della commentatrice è uno stupefacente sillogismo. Come può espellere i suoi membri un partito che, come si proclama, non è ideologico nè identitario ? E' noto, infatti, che solo entità ideologiche e religiose, perciò sommamente lesive dei diritti individuali, mettono alla porta gli aderenti sleali. Questo non avviene in nessun altra organizzazione, neppure in quelle più laicamente innocue. Se il socio di una bocciofila rovina il campo di gioco e si mette a lanciare le palle in testa a un altro socio, ad esempio, sarà prontamente premiato dal Presidente. Se in un ristorante uno sputacchia sul tavolo vicino prontamente il maitre non solo non lo metterà alla porta ma lo gratificherà di uno sconto. Nelle squadre di calcio, poi, tesserarsi ad altra squadra è il modo migliore per diventare titolare in quella con cui si è a contratto. Ecc. Ecc. Ecc. Ma ci sono altri esempi che calzano a pennello. Se un giornalista contesta Direttore e linea editoriale sarà tosto elevato di grado, tanto più se avrà il buzzo di scrivere per testate concorrenti. Così, infatti, sembra che funzioni a Repubblica, giornale, esattamente come il Pd, nè ideologico nè identitario. Ragionamenti che non fanno una grinza. Specularmente perfetti anche per biasimare l'altro costume in auge nel Pd: quello di non dare la tessera e di impedire di concorrere alla segreteria a gente (come Grillo, ma prima di lui anche Di Pietro e Pannella) alacremente impegnata a gettare valanghe di merda sul Pd medesimo, mettendone alla prova il carattere nè ideologico nè identitario. Se ne dovrebbe dedurre che un partito, essendo, ripeto, nè ideologico nè identitario, non dovrebbe avere nè confini nè vincoli di lealtà. E così le polisportive, i ristoranti, le squadre di calcio, i giornali.... Difficile contestare uno schema di pensiero così rigoroso. L'unico appunto che mi sento di proporre lo traggo dal calendario. Siamo a Ferragosto, e non fa neppure tanto caldo. Non a Febbraio. Solo a Carnevale, mi risulta, 'ogni scherzo vale'. C'era una volta il 'partito che vorrei': adesso scopriamo che non basta neppure 'liquido'. Lo si vorrebbe Carnevalizio. Dove ogni aderente si mette una maschera e poi l'altra e tutti ridono contenti.... In realtà un problema serio da discutere ci sarebbe. Che quel tanto di regole che ci sono vadano rispettate non c'è discussione. La discussione sarebbe invece assai utile per le diverse situazioni di contesto. Per quanto ne so' almeno due casi, quello di Zola e di Marzabotto, sarebbero meritevoli di approfondimento politico prima che procedurale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-3032576079706604509?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/08/la-repubblica-di-carnevale-ovvero-dove.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3032576079706604509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/3032576079706604509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/08/la-repubblica-di-carnevale-ovvero-dove.html' title='La Repubblica di carnevale, ovvero dove ogni scherzo vale'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNFn4kcDjI/AAAAAAAAALE/i7Tg0KfziT0/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-1853263213450684611</id><published>2009-08-10T10:44:00.003+02:00</published><updated>2009-11-30T05:11:42.129+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Oscar Marchisio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNF8KiKtTI/AAAAAAAAALM/TbT7joMsmrg/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNF8KiKtTI/AAAAAAAAALM/TbT7joMsmrg/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Muore Oscar Marchisio, rapito alla vita a 59 anni, nella sua dimora di San Remo. Trapasso istantaneo. Furto con destrezza. Il ligure l'ho conosciuto all'inizio dei '90, a Bologna. Prima segreteria provinciale del Pds. Segretario La Forgia. Uomo dalle molteplici sfaccettature e dai più svariati interessi. Analisi acute, eloquio brillante. Mai banale. Un 'consulente aziendale' il cui curriculum pesca nelle acque turbinose e creative della generazione del '68. Perciò di formazione per nulla bocconiana, bensì filosofica. Con il marxismo come pietra miliare. Quindi, necessariamente, interprete naturale della post-modernità e del post-fordismo. Infatti le sole indagini interessanti della società contemporanea sono venute da chi veniva da una lettura antagonista della società industriale. Oscar Marchisio lo colloco a fianco di un altro amico scomparso: Mario Zanzani. Identico profilo umano e anagrafico. Capitale umano di grana fine, accumulato nel tempo. Al centro la lettura interdisciplinare delle trasformazioni sociali/territoriali. Ai margini, l'ibridazione dei linguaggi. La musica colta e il Jazz per Mario, la letteratura cyber-punch per Oscar. Entrambi analisti 'operativi', ma di formazione intellettuale. Nel vero senso della parola. Dove questa natura si rivela non nei titoli formali, bensì nel mix dilettantistico-artigianale (proto/post capitalistico) di vita e ricerca, esistenza e riflessione. Imprenditori di sè stessi, tutti e due operano ai confini delle grandi organizzazioni, nell'orlo dove si tessono le transazioni con l'ambiente esterno. Sono uomini-impresa, nella cui attività si mescolano organizzazione/ricerca/expertise. Oscar pendola fra la Cina e la Camera del lavoro di Bologna. Il vortice della vita, ovvero il caso, li porta a Bologna. Solo qualche attimo fa c'erano. Adesso non più. Cosa rimane di questo 'capitale' umano quando arriva il trunk ? Cosa ne sarà dei loro testi, dei loro rapporti, delle loro librerie ? E dei loro blog, soprattutto, che ne sarà ? Questa scrittura coltivata nella solitudine. Nello studio, o in qualche sala d'aspetto, in una camera d'albergo. Postando con altri naufraghi. Perchè a questo penso: il ciber-spazio come una popolazione di naufraghi. Individui-corpuscoli appartenenti a una massa galattica alla deriva. Ultimo post prima del trunk: 24 Luglio, dopo la strage di Viareggio. Saggio sulla cecità dei sistemi tecnologici. Poi il buio. A destra, nella home page, biografia, curriculum vitae, archivio. Varie sotto-sezioni: Mediterraneo, No-Tav, Pianeta Cina, slowmed vs turbochina. Anche "in ricordo": cioè necrologi. Tre persone, per due due delle quali il trunk è datato ad Agosto. Pensateci bene: questo è Agosto. Un bagliore di luce catastrofico. Nella memoria non restano le vacanze, bensì la morte remota e inattesa. In plen air, o in una stanza. E il ciber spazio è ricolmo di doppi fondi: siti commemorativi, blog moribondi e abbandonati come gli animali domestici ad Agosto (ancora lui), blog di defunti, pietrificati al trunk. Perciò eternizzati nel grande cimitero internautico, dove li puoi incontrare solo per caso, a meno di non essere esploratori net-crofili. Cari amici scomparsi, piango la vostra dipartita e tutto quello che ancora si poteva dire/fare/baciare/bloggare. Con voi mi identifico. Lettera senza testamento. Dopo Agosto pioggia e vento per i nati nei '40. Generazione di fenomeni. Animali caldi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-1853263213450684611?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/08/oscar-marchisio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/1853263213450684611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/1853263213450684611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/08/oscar-marchisio.html' title='Oscar Marchisio'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNF8KiKtTI/AAAAAAAAALM/TbT7joMsmrg/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-7822865918975582040</id><published>2009-08-03T11:03:00.004+02:00</published><updated>2009-11-30T05:13:13.429+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FA'/><title type='text'>Delitto e memoria</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNGTMCebEI/AAAAAAAAALU/j0A1klYPJTE/s1600/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNGTMCebEI/AAAAAAAAALU/j0A1klYPJTE/s320/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg" yr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Tutta quest'ansia di cambiare rito non la capisco. Già il fatto che si esprima, di norma, con edificanti pensieri desta sospetto. Più in generale, diciamoci la verità, il 2 agosto è diventato uno di quegli argomenti dove si è molto abbassata la barriera d'accesso, ed è facile assumere la posa del riformatore e/o del censore. Vediamo così direttori di testate locali che si mettono di gran buzzo a suggerire cambiamenti. Sempre nel dovuto rispetto dei familiari (assai meno dei partecipanti assiepati sotto il sole agostano: hic sunt leones). In realtà, col tempo, il rito ha assunto una sua forma/cadenza. Di fatto. C'è la parte formale, e c'è quella reale-sostanziale (e c'è più di una ragione per pensare che i 'familiari' la pensino esattamente come i manifestanti...ha una bella voglia il Guazzaloca a chiedere a Bolognesi di farsi da parte, come è capitato a lui stesso nelle recenti elezioni; sino a chè Bolognesi raccoglie mandato e fiducia dai familiari non ha senso parlarne...). Dopo la maestosa discesa del corteo per Via Indipendenza al seguito dei gonfaloni, la cerimonia tocca il top con il minuto di silenzio. La sua efficacia rabbrividente e la sua mistica sospensione non sono state logorate dal tempo. Anzi, semmai, sono accresciute. Dopo di chè si reitera un singolare, ma nondimeno costante, 'rompersi delle righe'. Gli astanti vengono presi da una sorta di disagio psicologico. Si potrebbe dire: una vera e propria sindrome da inadegutezza. Uno scarto fra il sè ed altro dentro la cerimonia. La gente ascolta di malavoglia lo scampolo finale dei discorsi ufficiali. Una parte comincia a sciamare, mentre il rappresentante del governo viene coperto di fischi ed insulti. Alla vista sembrerebbe una esplosione di 'vaffa' in stile grillista, senonchè ad esserne interprete non è uno scampolo di blog people e di qualunquisti. Trattasi di persone anche mature-anziane, assai civili e impegnate. Galantuomini che di norma non sbraitano (e dai quali uno come Cazzola, che adesso conciona, avrebbe molto da imparare...). Bravi contribuenti rispettosi della legge. Ma che nondimeno sentono il bisogno irrinunciabile di dire pane al pane. Per poi rientrare, mansueti come prima, nelle accaldate dimore. Ho già spiegato, e più di una volta, la ragione di questa insofferenza e qui la ripeto in modo conciso. Durante il minuto di silenzio la 'massa' entra in un processo di sublimazione/purificazione, che la configura come un 'corpo' unitario, intriso di misticismo. L'individuo, entrando in questo corpo, viene liberato della sua contingenza. La 'massa', re-identificandosi, acquista una propria autonomia. Di più: una manifesta superiorità, che la colloca in una naturale opposizione al palco delle autorità e a tutto ciò che le appare come miserando in genere. Il rappresentante del governo è trattato per quel che rappresenta: un ectoplasma burocratico, mentre la 'massa'è un cristallo sublimato di pura sostanza psichica. A maggior ragione se l'individuo officiante ci mette il suo, mostrandosi per quel che è conosciuto. Ora, come richiamato, il rito del 2 Agosto, non è solo quanto previsto dal cerimoniale, ma l'insieme di queste dinamiche di fatto. Interroghiamoci: se ogni anno questo rito è così partecipato, nonostante i richiami preoccupati di zelanti commentatori/suggeritori e ogni altro apocrifo-usurpatore (si pensì che un tizio come Monsignor Vecchi ha infilato nella sua omelia persino la condanna della 'pillola del giorno dopo'....), non sarà anche perchè ha preso questa foggia fattuale ? Dunque perchè si dovrebbe correre il rischio di cacciar via, con la presunta 'acqua sporca', anche il bambino ? Teniamocelo così, dunque. A me piace. E ho ragione di pensare piaccia anche alla gente. Capisco che metta imbarazzo a chi si affolla sul palco, e tanto più a chi è dovuto salirci a forza per obbligo istituzionale (come a Zani). Ma così accade. La dinamica stridente palco/massa è un elemento essenziale di verità del rito. Sopprimere questo conflitto, in una procedura finalmente 'pacificata' e ricondotta alla pura 'forma' (al 'li' mandarinale, cioè alla solennità priva di qualsivoglia contenuto), significherebbe espungere ogni pathos dalla cerimonia. Sia perciò come è. 'Finchè dura', cioè finchè la gente vorrà sfidare il caldo d'agosto per vivere questa peculiare esperienza. Quanto durerà ? Suppongo: il tempo necessario. Che non potrà essere accorciato/deformato da improvvisati registi/scenografi. Per come è sollevato (da Balzanelli, ad esmpio) il tema della trasmissione ereditaria ai nati dopo il 2 Agosto, è una scemenza. Come se esso potesse risolversi abolendo i fischi, cioè togliendo la gente ed altri facinorosi dai paraggi, oppure promuovendo qualche lezione civica nelle scuole. Sul tema ho condotto, tanto per cambiare, numerosi sondaggi. Il 2Agosto, la strage del 1980, è l'elemento più significativo, fra i tanti, dell'identità cittadina. L'espisodio inscritto a tinte più forti nella memoria collettiva. Non di tutti, naturalmente. Ma di quella parte che ancora conta: che ha nelle mani la creta per plasmare il profilo di una identità. La quale, quando assume forme maieutiche, ha sempre un fondo drammatico: una catasta di cadaveri, fango, sangue, orrore. E un interrogativo: 'perchè ?'. L'identità, se è tale, è un lutto elaborato collettivamente, la cui necessità resta viva, vibrando nella corteccia emozionale dei contemporanei. Sempre restando nella sociologia della memoria, possiamo anche richiamare che questa istanza psichica è tanto più viva in quanto è assorbita da coscienze in via di formazione. Cioè in uno spazio aperto alla vita a venire, nel quale, proprio per questo, gli episodi suscettivi di una 'narrazione' possono fissarsi in modo indelebile. Primordiale, appunto. Questo è tipico nell'adolescente e nel bambino che avverte, nei discorsi dei familiari e in quanto gli accade intorno, che qualcosa di straordinario ha squarciato il mondo di vita nel quale si è appena affacciato. Qualcosa che non può ancora 'comprendere', ma che può 'sentire' in via intuitiva. E' stato così anche con la guerra e la resistenza. Quello spazio storico-esistenziale ha continuato a riprodursi sino ai nostri giorni non per la costrizione delle narrazioni ufficiali, ma per l'esperienza vissuta e/o (cio' che è veramente importante) 'avvertita'. Non solo nei 'combattenti e reduci', ma nei nati dei '40 e dei '50: a diretto contatto dei testimoni, ascoltando i loro racconti, respirando il clima residuato dal lungo strascico della guerra (almeno sino alla fine dei '50). Perciò il 2 Agosto resterà vivo nei contemporanei per almeno altri 20/30 anni. Fatevene una ragione ! Ci saranno altre lacrime, altre emozioni, altri fischi. Resteremo ancora insieme per molto. Malgré tout. Tra l'altro, nelle pieghe della memoria, giocano anche le 'lacune' e i 'vuoti'. Cosa che ne articola l'aspetto, al caso, imprevedibile e paradossale. Se non annoio il lettore rammento quanto mi riguarda. Il 2 Agosto del 1980 ero alla stazione. Alle sei del mattino, e probabilmente ho anche incrociato, del tutto inconsapevole, chi ha messo la bomba e chi, alle 10,25 di quella stessa mattina, ne sarebbe rimasto dilaniato. Partivo per Linate, assieme alla findanzata, dove avrei preso un charter per gli Stati Uniti. In quell'epoca - è noto - non c'era Internet e neppure si viaggiava con le carte di credito. Telefonare a casa era un problema, e da casa, non disponendo di un recapito fisso, non potevano chiamare. In viaggio, essendo giovani e avendo molte cose da fare, era raro leggere giornali o guardare la televisione. Perciò venni a conoscenza dell strage solo una settimana dopo. Imparai anche che molti amici e conoscenti che sapevano della nostra partenza avevano contattato tremebondi i nostri genitori per sincerarsi della nostra incolumità. Mai la morte mi è stata più vicino nella più assoluta inconsapevolezza ! O forse è sempre così, almeno fino all'attimo ferale nel quale anche la più piccola discronia è azzerata. Stesso luogo, ma con quattro ore di anticipo. In seguito ho continuato a vivere in questa beata incoscienza per molti anni. Facendo le ferie in Agosto (sempre con viaggi lunghi e avventurosi, sfuggendo ad altre catastrofi - ad esempio: il terremoto messicano, una slavina alle Azorre, diversi incontri rabbrividenti nella giungla guatemalteca) non potevo, come ovvio, partecipare alla cerimonia. La strage era, in certo senso, un evento catalogato nella cronaca cittadina. Una astrazione cognitiva, malgrado ci fossi passato letteralmente 'dentro'. Solo con qualche ora di anticipo. Poi una quindicina d'anni fa, dal '99, per ragioni che non sto ad elencare, ho smesso di fare ferie, e le cerimonie del 2 Agosto me le sono fatte tutte. E' stato come tornare sul luogo del delitto quasi ventanni dopo, ogni volta assieme a tutti quelli che in identica data sono accomunati dal non andare in ferie. [tra l'altro anche questo è un aspetto da non sottovalutare; la massa del 2 Agosto che si sublima alle 10,25 è anche una massa agostana già perequata da un diluente del tutto speciale: l'afa cittadina, come tale letteralmente disciolta nella città, mentre il resto del mondo se la spassa in luoghi ameni...]. Fatto sta che ciò che le circostanze avevano rimosso casualmente è riemerso. Poco alla volta, ma sempre più vivo. Ogni 2 Agosto mi vedo giovane, con fidanzata (altrettanto giovane), mentre carico i bagagli sul treno. Ma vedo anche tutto il resto, quelli che avevano quattro ore di ritardo sul mio viaggio per New York. Ne sento alitare il mana. Nel minuto di silenzio è come se le tante vite prallele, le innumerevoli e casuali direzioni della vita si trovassero. Ab origine, nel principio di indeterminazione. Il 2 Agosto, in effetti, è anche questo: un flash back analettico che si ripete. Un bagliore nel quale tutti gli individui presenti si ri-vedono, come nel giorno del giudizio. Succo finale. Questo rito è tremendamente vivo. E lo resterà ancora a lungo. Le mort saisit le vif. E le vif saisit le mort. E' questo abbraccio che crea sgomento. Questo rapimento psichico, ancora ben lungi dall'essere addomesticato nelle vuote cerimonie burocratiche. Vien da pensare: non è che è proprio questa la ragione per la quale tante voci 'responsabili' ci fanno ogni 3 di Agosto (e da qualche tempo anche da prima) il sermoncino sul bon ton ?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-7822865918975582040?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/08/delitto-e-memoria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7822865918975582040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/7822865918975582040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/08/delitto-e-memoria.html' title='Delitto e memoria'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SxNGTMCebEI/AAAAAAAAALU/j0A1klYPJTE/s72-c/n_01_P_batman_CROP_SMALLEST.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-10302755949671856</id><published>2009-07-29T10:17:00.003+02:00</published><updated>2009-07-29T11:20:21.622+02:00</updated><title type='text'>L'archiviazione dei corvi</title><content type='html'>Ci sono chicche che non si possono lasciar perdere, come le motivazioni con le quali la Procura bolognese ha archiviato il caso 'corvo' ed annessi. Nella sostanza il 'non luogo a procedere' troverebbe giustificazione nel fatto che i risultati elettorali, sia al primo turno che al ballottaggio, darebbero conto del carattere innocuo della trama ordita da Vannini e soci ai danni di Cazzola con quella grottesca irruzione nel casellario giudiziario. Non sono esperto di sentenze, ma il caso sembrerebbe instaurare una sorprendente e paradossale preminenza della logica induttiva su quella formale deduttiva, della sociologia empirica sul normativismo giuridico. Con il risultato di entrare nella più assoluta opinabilità. Basta considerare la situazione 'a rovescio'. Immaginiamo che al ballottaggio ci fosse andato Guazzaloca e che poi lo avesse anche vinto. Cosa se ne sarebbe dedotto ? Il rinvio a giudizio di Vannini e la sua conseguente condanna ? Peraltro, stando al caso, è ben probabile che un effetto il Vannini l'abbia ottenuto: di penalizzare il suo stesso campione. Ora delle due l'una: o il fatto non sussiste, o il reato non è avvenuto. Nel mio dilettantismo non riesco ad immaginare altra motivazione logicamente sostenibile. A meno di non introdurre, fra le tante attenuanti previste dall'ordinamento, una soluzione drastica che più non si può: l'archiviazione per compassione. Essendosi il reo procurato da sè medesimo la sua pena, non solo perseguendo l'inverso del suo scopo, ma esponendosi al pubblico dileggio per manifesta imperizia e goffaggine. In conclusione questo mi sembra un caso nel quale l'inquisito ha trovato il suo 'giudice naturale'. Grottesca iniziativa, grottesca archiviazione. Nel Bolokistan sia ama molto scherzare. Una pacca e via....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-10302755949671856?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/07/larchiviazione-dei-corvi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/10302755949671856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/10302755949671856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/07/larchiviazione-dei-corvi.html' title='L&apos;archiviazione dei corvi'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-8518341517426028386</id><published>2009-07-27T12:41:00.003+02:00</published><updated>2009-07-27T13:26:29.425+02:00</updated><title type='text'>il partito degli aggettivi</title><content type='html'>Il Partito degli aggettivi
(26 Luglio 2009) 
Ormai asceso a una levità letteralmente celestiale, dove contrastano, come in una tela del Reni, lapislazzuli vestimentari, cirri e nembi cumuliformi, filtrati dalle più varie luci del giorno, toni e nuances per tutti i palati. Un partito, letteralmente soprannumerario, dove ogni cosa è riconducibile a una questione di stile, o di gusto. Per sua natura indecicidibile. E perciò sempiternamente 'contendibile'. Perfetto per una partito che applica la democrazia a sè stesso con una pignoleria degna della corte dei conti. 
Facciamo due esempi a caso.
La Bastico esordisce in gara affermando che è per un 'partito accogliente', mentre il suo contendente è per un 'partito combattente'. Leggendo fra le righe sembra poi di capire  che il partito accogliente inclina al femminile, è aperto e adotta il 'per' anzichè il 'contro'. Si potrebbe anche aggiunere che è liscio (comunque gassato il giusto, come la Ferrarelle), mentre l'altro è scabroso, rotondo anzichè irto, colorato invece che grigio, temperato (come un clavicembalo) anzichè rigido (come una grancassa), ecc. ecc. ecc.  
Sabattini (tanto per chiarire che anche nei dintorni non s'è da meno) se la prende coi sindaci che volevano contestare Maroni all'atto di prendere per le mani l'organo Hammond in quel del Porretta Soul Festival. Del tutto in secondo piano la questione di merito: i vincoli del patto di stabilità che impediscono ai comuni di investire ciò che hanno in cassa. Ciò che appare - e che alla fine conta per lo sprovveduto osservatore - è una querelle intestina, dove è in gioco una questione di stile: quale sia il comportamento da tenere nei rapporti inter-istituzionali e quale posa i primi cittadini debbano assumere una volta indossata la fascia tricolore.... 

Le differenze sono una ricchezza. Come non essere d'accordo con una frase che è diventata segno di buona educazione ? Sino a non molto tempo orsono si diceva che stava prendendo piede il malvezzo della 'personalizzazione politica', cioè la tendenza a soggettivizzare i contrasti politici. Ormai è chiaro, invece, che si è transitati a una nuova fase, nella quale, sono piuttosto i contrasti personali che si politicizzano. Cuius regio (o aspirante tale) eius religio. I quali contrasti possono darsi, in linea di massima, secondo due varianti. In un caso come una faida barbaricina (senza volere insinuare nulla a proposito di Arturo Parisi, solo perchè è di Sassari): un odio ancestrale destinato a non placarsi mai. Necessariamente con ampio versamento di sangue. Nell'altro caso come una differenziazione chiaroscurale, come in un concorso canoro. In un caso sono in gioco questioni di sangue e parentela. Il conflitto deve sempre restituire l'idea drammatica che possa finire con decapitazioni e garrotature. Nell'altro sono in campo questioni di stile. Un torneo di aggettivazioni, dove conta l'estetica schermistica e nel duello ci si ferma al primo graffio (chiedendo anche scusa). A parte queste differenze, comunque non da poco, c'è qualcosa che accomuna le due varianti e che ci rinfranca. In entrambi i tipi di conflitto nessuno dall'altro vuole (può) separarsi. Chi ama la faida (cioè la lama) non può immaginare un mondo che ne sia privo, senza più nessuno nel quale piantare il ferro. Sono un emblema di questa situazione D'Alema e Veltroni. Potreste mai immaginare un luogo nel quale i due non duellino ? Ve li immaginate davvero separati o ridotti al silenzio ? Chi ama la scherma (cioè le aggettivazioni differenzianti e chiaroscurali, la veronica anzichè l'affondo) per definizione non può darsi se con nell'immanenza comparativa inter-soggettiva. Perciò la scissione è scongiurata. Mentre ci sarebbe da temere se i contrasti fossero davvero di linea politica, se non di cultura politica.

In estrema sintesi: sembra che il partito degli aggettivi sia, nella sua paradossale e volatile contingenza, il prezzo necessario da pagare per stare insieme.

Seguendo la falsariga un ulteriore commento. Bersani, a favore del quale ho fatto outing discettando sulla Lega, afferma che questo sarà quel congresso fondativo del Pd che sino adesso non c'è stato [e subito Mauro Zani, sul suo blog, ha tratto spunto per segnalare che qualcun'altro, cioè lui stesso, a suo tempo, l'aveva già detto]. Osservazione incontestabile. Il Pd è nato da una primaria, meglio da una primipara, senza alcun travaglio, nè una levatrice congressuale a seguire l'iter del parto. [a pensar meglio c'è anche da dubitare che nel concepimento sia intervenuta l'inseminazione di un membro virile, cioè un padre-capostipite fondatore, non è da escludere un caso di partenogenesi, magari con l'ausilio dello spirito santo...]. 
Potremmo anche aggiungere, cambiando metafora [sono in linea: nel 'partito degli aggettivi', una inesausta metaforologia è il mezzo corrente di comunicazione...], che la 'fusione' è avvenuta su due piani: dall'alto, per plebiscitazione del leader; dal basso, per certosina composizione del puzzle Ds-Dl. Come molti hanno detto, è stata una fusione 'fredda', malgrado il caldo entusiamo dei partecipanti.
Ora, mi sentirei di dubitare che questo congresso sia davvero 'fondativo'. Almeno nel senso che un tempo si attribuiva al termine e secondo note fenomenologie: un consesso di delegati, cioè di rappresentanti di qualcosa che li trascende, che si ritrova in un luogo (magari dopo essere appena usciti da un altro, come nelle fondazioni 'per scissione')e approva un progetto meta-storico, fra alte grida di giubilo e in un clima euforico composto di speranze radiose e di determinazione combattente. Perchè ? Perchè la fondazione è già avvenuta, nel bene come nel male. Il partito degli aggettivi è già, nella sua versatile leggerezza, la plastica testimonianza di un insieme di legami e inviluppi dai quali è molto difficile dissociarsi. Siccome sono state bruciate le navi e fatti saltare i ponti appena guadati, non è più possibile tornare indietro. Fatto positivo [mentre altra cosa è fare terra bruciata davanti a sè, cosa nella quale, anche, il nuovo partito si è ben impegnato sino ad ora]. Si potranno aggiungere compendi retorici. Dettagli comunque, per quanto recitati con grande trasporto. Però questo congresso sarà fondativo in un senso particolare: ratificherà una mutazione già avvenuta. Sarà un partito di personalità politiche, cioè una oligarchia di capicorrente. Non il risultato di una giustapposizione di due corpi solidi, quali erano i partiti di provenienza, ma la ri-composizione di una scomposizione per vie personalistiche. Sarà cioè, finalmente, una 'fusione calda', per frantumazione degli atomi originari. Basta guardare gli schieramenti in campo. Bindi, Prodi, Letta con Bersani, assieme a D'Alema. Fassino, Cofferati, Rutelli e Marini, con Franceschini, assieme a Veltroni. Disposizioni situazionali, perciò reversibili. Infatti molti di coloro che adesso stanno sulla stessa cordata, prima erano fieramente contrapposti. E viceversa. La cosa può non piacere, ma è difficile che un partito 'democratico' abbia altra forma. Oggi un partito carismatico è impossibile senza un leader che abbia anche i soldi per imporsi come tale. Ci sono, è vero, partiti uni-personali (come l'Idv) ma la loro esistenza è effimera. Il partito iper-democratico, basato renaniamente su un permanente plebiscito, quale intendeva essere il Pd, è crollato miseramente qualche mese orsono. Conviene fare di necessità virtù, cioè essere realisticamente democratici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-8518341517426028386?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/07/il-partito-degli-aggettivi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/8518341517426028386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/8518341517426028386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/07/il-partito-degli-aggettivi.html' title='il partito degli aggettivi'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-8445463011820619062</id><published>2009-07-27T07:19:00.001+02:00</published><updated>2009-07-27T07:24:27.506+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;DIV&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt;
&lt;DIV&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt;
&lt;DIV&gt;&amp;nbsp; 
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 3" class=MsoNormal&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;U&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; COLOR: red; FONT-SIZE: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;Note pre-congressuali&lt;/SPAN&gt;&lt;/U&gt;&lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;B&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/B&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" class=MsoNormal&gt;&lt;B&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;(di Fausto Anderlini)&lt;/SPAN&gt;&lt;/B&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" class=MsoNormal&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;Premessa: ho scritto queste note subito dopo le elezioni di Giugno. Dovevano servire, valgliate da altri,&amp;nbsp;per un ipotetico documento di discussione da inoltrare in una riunione di "Fare un forum per uscire dal cul de sac". Una copia l'ha avuta Virginio Merola, che poi ne fa anche fatto un uso appropriato in alcuni suoi interventi.&lt;/SPAN&gt;&lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; COLOR: #9900ff; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Falsi problemi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Il dibattito congressuale deve innanzitutto stabilire una chiara gerarchia di problemi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Fondamentale, per perseguire lo scopo, è liberarsi dalle scorie di un dibattito sterile e recriminatorio, sovente preda di dietrologie personalistiche. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;E’ bene chiarire subito che il governo Prodi non è caduto per l’improvvida nascita del Pd e men che meno per una cospirazione di gruppi dirigenti. L’accelerazione nella costituzione del Pd era necessitata dalla crisi profonda (e irrimediabile) nella quale era rapidamente sprofondato il governo dell’Unione. Semmai essa ha salvaguardato i partiti costituenti, come dimostrato dal 33 % guadagnato nelle elezioni del 2008, da una diaspora che avrebbe potuto essere devastante.&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Allo stesso tempo sarebbe fuorviante addebitare l’autodafè di Veltroni alla sola pressione di oligarchie invidiose (del 33 % e della straordinaria prova mobilitante del Circo Massimo). Ci sono varie ragioni. Alcune fisiologiche: la naturale decompressione dopo una campagna vissuta all’insegna di una grande spinta rigenerativa e costituente, con la conseguenza di un vittorioso redde rationem nel centro-sinistra, ma anche di una sconfitta di schieramento che ha subito messo in risalto l’isolamento del Pd. Il Pd è rimasto pericolosamente incerto circa il profilo oppositivo da assumere, scontando la persistenza di un centro moderato (l’Udc, verso cui sono confluiti voti dell’Ulivo, a compensazione dei flussi in ingresso dalla sinistra radicale) e la compresenza di un alleato infido e sfidante come l’Idv. Altre ragioni sono da ricercare nella tumultuosa convergenza&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;di alcune situazioni critiche: dalla questione morale apertasi in seguito a diverse, e confuse, azioni inquirenti in varie zone del paese, alle crisi rovinose dell’Abruzzo e della Sardegna. Ci sono tuttavia altre ragioni ben più profonde: in primis l’irrisolta configurazione organizzativa del partito e l’indefinitezza del profilo identitario. Non è un caso che a fare da detonatore di questo groviglio di situazioni sia stata la vicenda Englaro. Essa ha messo a nudo un’afasia che aveva la sua causa in una mancata sintesi culturale a proposito del rapporto fra la laicità della politica e lo statuto pubblico delle credenze religiose. Dunque, fra l’altro, un problema di identità.&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;In effetti, rebus sic stantibus, cioè la persistente condizione di friabilità dei presupposti identitari ed organizzativi del partito, le periodiche crisi di gruppo dirigente sono destinate ad essere una costante della vita politica nello schieramento riformista. Con una nevrotica e occasionale alternanza, nel reggimento politico, di momenti pluralistico-consensuali e forzature di segno monocratico. Le ragioni per le quali i diversi leaders sono stati triturati con grande rapidità non ha a che vedere (almeno non solo) con l’antropologia endemicamente personalistica della sinistra, bensì&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;con la labilità dei fondamenti costitutivi dei soggetti che hanno attraversato questo ventennio per poi convenire nel Pd.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Il problema del Pd è perciò la compiuta definizione del suo profilo identitario: quali sono i valori fondamentali che lo innervano, di quale progetto di riforma è portatore, quali soggetti sociali vuole rappresentare (e quali contrastare), da quale storia proviene, attraverso quali forme organizza la partecipazione politica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Questi aspetti dirimenti non possono essere surrogati, come è stato fino ad oggi, da scorciatoie organizzative o politologiche. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Ad un certo punto, in mancanza di ogni altro riferimento o nella labilità più assoluta degli orientamenti, è sembrato che l’identità del partito si potesse riassumere nel ruolo taumaturgico affidato a una procedura di selezione della leadership (le primarie). Un partito che affermava la sua democraticità applicandola a sé stesso, in via autistica, con una enfatica e paradossale sottolineatura della ‘contendibilità’ della leadership. Naturalmente le primarie in sé sono un importante momento di democrazia ‘elettorale’, ma i risultati possono essere anche gravemente controproducenti se difettano le strutture di ‘lealtà’, il cui spessore rinvia, come ovvio, a problematiche identitarie sostanziali, per nulla procedurali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Per contro anche il dibattito che vede opporsi una vision coalizionale del Pd ad una mission maggioritaria dello stesso, rischia di assumere una impropria valenza ideologico-identitaria. Ancora un surrogato politologico, a fare le veci di un assente legame identitario. Se con orientamento ‘maggioritario’ si intende la rivendicazione di una pretesa egemonica, è evidente che tale vocazione è una condizione imprescindibile per un partito che non voglia ridursi a un meschino traccheggiamento. L’idea di rimettere in piedi a forza una riedizione dell’Unione, tanto più dopo il clamoroso fallimento del governo Prodi, è paradossale. Cosiccome quella di resuscitare l’Ulivo. Il Pd è il compimento dell’Ulivo e non si vede quale ratio sostenga una visione karmica (o chimico-alchemica: liquido-gassosa) nella quale il Pd dovrebbe periodicamente ri-disciogliersi nel suo ‘brodo primordiale’, per poi ricostituirsi, e nuovamente sciogliersi…. Nello stesso tempo è evidente che la vocazione maggioritaria deve comunque fare i conti con la realtà, nella quale la coalizione, ovvero una politica delle alleanze, può essere non solo necessaria, ma anche desiderabile. Non può cioè degradare a una forma autistica e, al limite, delirante. Nel fare coalizione sarebbe già molto, se non tutto, riuscire a posizionare il Pd come un pivot indiscutibile, cioè maggioritario. Nel 2006, infatti, tale pivot mancava: sinistra radicale, Ds, Dl e centristi erano raggruppamenti di peso simile. Di qui una intrinseca instabilità politica. A maggior ragione in presenza di un premier coalizionale, senza un partito alle spalle, necessariamente debole. E’ vero che per due volte è riuscito il ‘colpo’ (nel ’96 e nel 2006), ma non ci sarà una terza volta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Analoghi argomenti possono essere avanzati a proposito dell’orientamento in materia di legge elettorale. A prescindere dal fatto che tale materia, allo stato attuale delle cose (circostanza verificata anche dal freschissimo fallimento referendario) è diventata indisponibile per altri che non sia la maggioranza parlamentare vigente, l’identità del partito non può certo definirsi per rapporto ai pregi/difetti di un modello elettorale: se proporzionalistico, maggioritario o comunque bipolare. Così si rischia di transitare dal procedure alle formule. Il pregiudizio politolologistico, cioè la pretesa di far discendere la configurazione dei soggetti politici in via diretta dal sistema istituzionale/elettorale, è stato una maledizione che ci ha accompagnato per quasi un ventennio. Quale che sia il sistema elettorale&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;il Pd deve essere sé stesso. Bisogna distinguere fra un bipolarismo formale (o coattivo) e un bipolarismo sostanziale. E’ a quest’ultimo che bisogna tendere, quale che siano le cornici legislative.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; COLOR: #9900ff; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Fare un discorso chiaro sull’uguaglianza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp;&lt;/SPAN&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Ci sono tre nozioni dell’uguaglianza: della dignità, del reddito, delle chances. Bisogna riconoscere che il programma fondamentale del Pd, con il suo squilibrio sulla nozione radico-liberale, è una fonte di confusione. Senza una limitazione delle sperequazioni, cioè senza redistribuzione, le pari opportunità sono solo retorica. Un partito a servizio di chi ha il dono del talento ? Un partito ‘meritocratico’ ? Talento e merito si remunerano in sé. Decisivo è stabilire se si remunerano anche ‘per sé’, incrementando la differenziazione. Ovvero se sono posti a servizio del legame e della responsabilità sociale. Oggi in realtà rischiamo di essere prigionieri di una visione scolastica della meritocrazia e dell’individualismo, mentre il capitalismo mediatico ha elaborato una pratica stocastica della ‘fortuna’ capace di sedurre (come il lotto e San Gennaro) una plebe instupidita. Thomas Geiger parlava di ‘Individuo-massa’. Si tratta di passare all’individuo sociale, che realizza socialmente la sua individualità. Neppure il merito al servizio del bisogno secondo la sbrigativa formula del modernismo catto-socialista degli ’80, una visione, cioè caritatevole e oblativa del merito, bensì la promozione sociale delle possibilità di crescita individuale insite in ogni individuo. Il Pd non può finire identificato come un canale di promozione dell’élite, bypassando il cordone&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;storico con le lotte secolari per l’emancipazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Se è vero che siamo entrati in una fase di crisi di taluni dei fondamenti del capitalismo globalizzato (il limite ambientale, il consumo a debito, una inaudita sperequazione della ricchezza, la predazione finanziaria, l’esautoramento della democrazia); se è vero che va determinata una riconversione dalla crescita allo sviluppo, cioè un riorientamento dei fini e delle modalità del processo di accumulazione; se è vero che questa transizione sarà convulsa, drammatica, per nulla instradata lungo l’irenico percorso dello stato stazionario e della decrescita, bensì lastricata di catastrofi naturali (ed umanitarie), fondamentalismi, tentativi autoritari, conflitti identitari caricati di inaudito rancore; se è vero, per quanto ci riguarda da vicino, che il regime post-democratico sarà di lungo periodo, almeno se sarà lasciato libero di agire incontrastato&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;–&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;allora diventa fondamentale affermare la propria identità: chi siamo e da dove veniamo, dove vogliamo andare, verso quale modello di società, con quali soggetti di riferimento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Occorre perciò tornare sul ‘programma fondamentale’, arricchendolo di contenuti più densi democratici, socialisti e comunitari. Portare alla luce le radici mnemoniche profonde delle culture riformiste, il timos di lunga durata del processo umano di emancipazione. Di quale pretesa di risarcimento il Pd vuole essere il testimone ? Quale ‘rabbia’ intende raccogliere nel proprio motore per sostenerne la spinta orientata al futuro ?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Assumere in ‘interiore homine’ questa necessità significa affrontare da un punto di vista sostanziale il problema della rappresentanza e del gruppo dirigente. Oggi la classe politica è fatta segno di un discredito generalizzato, e naturalmente la più colpita è la sinistra, proprio perché per essa il tema della rappresentanza, con in suoi correlati etici, ha una rilevanza che è sconosciuta alla destra. Bisogna dire la verità. Oggi siamo in una fase nella quale la classe politica (e gli aspiranti a farne parte, tanto più quando vorrebbero essere spressione di una società civile incontaminata) più che ‘rappresentare’ tende a ‘ripresentare’, meglio a ‘ripresentarsi’. Ma rappresentare vuol dire innanzitutto ‘mettersi nei panni’ dei rappresentati, incarnarne la condizione esistenziale, sia materiale che espressiva. Ed anche ‘raccontare storie’, nelle quali le persone possano riconoscersi, perché le riguardano. Non ogni storia, ovvero ‘storielle’, bensì quelle inscritte nell’ansia umana per la libertà, l’emancipazione, la realizzazione, l’eguaglianza. Esattamente come sanno fare i grandi attori, i quali sanno immedesimarsi, materialmente e psicologicamente, nei soggetti.&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;Non è una questione di reddito (anche se ha una sua parte), ma una questione di ‘stile’. Come fa un partito identitario, cioè di valori e ideali, non di meri interessi cetuali, a non avere un suo stile ?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Il Pd ha un problema di classe dirigente ben più sostanziale di quello esibito dalle pantomime e dalle baruffe che vorrebbero opporre oligarchie (e gerontocrazie) a rivoluzioni generazionali di improbabili giovani turchi. Occorre definire con precisione lo stile (il gentleman democratico, l’unica aristocrazia legittimata). Quindi legare la promozione di una nuova classe politica a un investimento di lunga durata, avente innanzitutto nel partito il suo centro di gravitazione. Quadri giovani, certo !, ma che spendano almeno dieci anni della loro vita nel processo di costruzione/radicamento del partito. Non di raiders che profittano delle primarie come fossero un ottovolante, una giostra, dove chiunque ha una fiche, a prescindere da ogni altro valore, può mettere a segno con un colpo fortunato la propria aspirazione a entrare in una classe politica (peraltro detestata sino a un attimo prima). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; COLOR: #9900ff; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;Quale blocco sociale&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Nelle elezioni del 2008 il Pd ha sfondato nelle città e nei grandi ambienti urbani in genere. La sua proposta ha intercettato l’attenzione di molti ceti urbani, anche dell’iper-terziario. E’ inesatta la rappresentazione caricaturale di un Pd partito del ‘pubblico impiego’. Non c’è dubbio che il Pd (specie alla luce della strepitosa campagna condotta da Veltroni) ha saputo interpretare elementi strategici di modernità sociale. Però ha subito una sconfitta altrettanto pregante nei territori, negli ambiti provinciali e nelle stesse periferie urbane. Ha cioè subito la penetrazione della destra non solo nel ‘lavoro autonomo’, ma anche in vasti strati popolari. Dati alla mano si può dimostrare come il Pd ha non solo realizzato una performance limitata presso gli operai (problema di data non recente), ma ha subito una violenta inflessione (soprattutto) presso il lavoro precario. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Questo dualismo si è replicato (aggravandosi) nelle recenti elezioni europee e amministrative. Il Pd ‘tiene’ (con fatica) le realtà urbane over 15.000 (anche nel nord-est), ma cede clamorosamente nel territorio. Anche in Emilia-Romagna (ma anche in parti delle Marche e della Toscana) la Lega ha dilagato, talchè essa è oggi una forza non più volatile, bensì radicata nel territorio. In questo spostamento a destra dei ceti popolari (e delle popolazioni territoriali) giocano circostanze note: il big-push dell’immigrazione e l’insicurezza, enfatizzate, anziché lenite, dall’insicurezza economica e dalla prospettiva di un benessere non solo minacciato, ma effettivamente decrescente. Ma la destra ha potuto penetrare con tanta più facilità non trovando una adeguata potenza territoriale (quindi socio-culturale) della sinistra a fronteggiarla. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Eppure questo è il problema sociale e programmatico del Pd: unire i ceti moderni che chiedono spazio e protagonismo ai ceti popolari (tradizionali o di nuovo conio) che chiedono rassicurazione&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;e redistribuzione delle chances sociali. Offrendo una identità che faccia da collante alle differenze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Di questo il Pd ha pagato dazio: di porsi come un partito socialmente disinsediato, che recide radici e contatti con mondi sociali per involarsi in un progetto di modernizzazione totus politicus. Un riformismo senza sostegno sociale (senza popolo), come si è evinto nelle due esperienze di governo (e dal quale Reichlin ha più volte messo in guardia).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; COLOR: #9900ff; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Leggero/pesante&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;O altrimenti detto volatile o insediato. Antinomia ferale. Perché di entrambi ci sarebbe bisogno, in una possibile coesistenza o, se possibile, in una sintesi innovativa. Un partito capace di reggere la sfida delle periferie territoriali (rese ancora più vaste, come plaghe, dalle gerarchie create dalla globalizzazione) affondandovi le proprie radici, e nello stesso tempo agile al punto di allargare senza remore le posizioni nei centri urbani. La risoluzione del dilemma organizzativo è tutt’uno con quella del blocco sociale. Un partito capace di dialogare (e di offrirsi come canale di promozione) con la neo-borghesia post-moderna, ma con le radici (e un programma) ben saldi nelle classi popolari. Di questo duplice fronte sono del resto una icastica esemplificazione le sfide elettorali sofferte dal Pd: la Lega sul territorio, Idv, grillisti, ma anche liste civiche sparse un poco ovunque nelle realtà comunali. Ovvero: la propria scarsa affidabilità sul territorio, e la scarsa affidabilità delle aggregazioni critiche post-moderne nei centri urbani. Per andare incontro agli uni non si possono tralasciare gli altri. C’è una differenza radicale fra il capitale sociale di derivazione storica (come sindacati e cooperative), che ha nel partito il proprio fondamentale supporto ideologico-politico, dal quale discendono cospicui riscontri fiduciari (sia negli ‘altri’ che nelle istituzioni), e il capitale fortemente ‘individualizzato’ su aggregazioni civiche, professionali o comitatistiche. Il quale ultimo ha nella sfiducia programmatica e nel rifiuto della delega il proprio motore. Se quest’ultimo non può non essere considerato come oggetto di attenzione, è anche vero che se si abbandona il primo non si va da nessuna parte, se non all’inferno. Ma questo è un tema dirimente per il discorso sull’Emilia-Romagna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Vero è, parafrasando il motto faustiano, che se due anime albergano nel cuore del Pd, nessuna dall’altra si deve separare, anche se lo vogliono.&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;Diciamola così: dopo aver fatto un passo avanti, con la prima performance cositutiva del Pd, e senza negarne il significato innovatore, occorre fare due passi indietro. Occorre cioè liberarsi dell’aura illusionistica del ‘partito liquido’, per tornare a radicare sul territorio una ‘organizzazione’. Pure in una necessaria pluralità di modelli territoriali, lavorare a un partito socialmente e territorialmente insediato. Democratico ma agguerrito. Passare da una fase entropica e implosiva, a una fase orientata dall’accumulo di energia. Capace di reggere in un periodo storico che sarà prolungato e convulso. A chi pensa che questa possa essere una ‘restaurazione’ si può opporre la considerazione (puramente difensiva) che nulla del passato può essere re-instaurato. Ma si può anche avanzare l’ipotesi (più volte verificata nella storia) che spesso le vie dell’innovazione (e del futuro) si aprono anche andando idealmente a ritroso. D’altro canto non prende forse corpo la ‘riforma’, proprio nei suoi risultati inediti e inattesi, da un tentativo apparentemente patetico di ripristinare qualcosa che è andato snaturandosi ? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; COLOR: #9900ff; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Il Pd in Emilia-Romagna. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Il modello social-democratico era composto di vari elementi: economia sociale cooperativa, sindacato territorializzato, welfare locale, piccole imprese e loro articolazioni categoriali. Tenute insieme da un partito, ovvero dal primato della politica. Il Pd è sorto come tentativo di fusione fra questo corpo politico-sociale e le esperienze, assai più frammentate, del cattolicesimo sociale e del dossettismo in particolare. Il problema è che la fusione (fredda o calda che sia stata) è avvenuta attraverso una vera e propria rimozione mnemonica e lessicale. Un partito né socialista, né cattolico-democratico. Senza una identità. E alla fine senza neppure il rispetto delle proporzioni. Se è vero che il modello della socialdemocrazia emiliana era da tempo compiuto e insidiato da&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;problematiche ‘sfidanti’, è altresì vero che le innovazioni avrebbero dovuto incidere su quel corpo, riformandolo, non porsi al di là di esso. Di qui una pericolosa decomposizione dei ‘residui’ in un contesto di ‘evaporazione’ politica. Una politica volatile&lt;SPAN style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;nbsp; &lt;/SPAN&gt;basata su pratiche teatralizzate di formazione di leadership intrinsecamente ‘leggere’ e ‘liquide’, si è sovrapposta alla frammentazione del corpo solido del passato. Il rischio di una radicale incoerenza è alle porte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Ora è vero che la classe amministrante non può surrogare il partito territoriale, tanto più quando originante da processi di selezione altamente stocastici. Nello stesso tempo il network del capitale sociale non può creare da sé ‘coesione sociale’. Senza la mediazione del partito politico – un partito innervato nella società, non un mero ‘comitato elettorale’ pluri-localizzato – il sistema del capitale sociale non può originare la ‘fiducia’. Se il Pd perde primato e capacità egemonici, sindacati e cooperative non reggeranno a lungo a tendenze decompositive, particolaristiche e corporative. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Il Pd in emilia-romagna è la congiunzione fra una storia quantitativamente prevalente – quella inscritta nel modello social-democratico – e una storia qualitativamente rilevante – il comunitarismo di matrice cristiana. Queste storie hanno alle spalle una potenza e un radicamento senza la quale non si può andare verso il futuro. Nello stesso tempo sono storie peculiari a questa regione, non ritrovabili altrove (almeno nelle stesse forme e con la stessa intensità). Sono il perno dell’identità del Pd emiliano-romagnolo, cioè della stessa identità regionale/territoriale. Per essere più precisi: se è vero che tutte le culture riformatrici hanno pari dignità è altresì vero che il loro peso è variabile. Il comunitarismo cristiano è una forza vitale che può essere sintetizzata nel calco prevalente del blocco social-democratico e nella sua costituzione laica. Ma l’innesto non può avere successo se questo stesso blocco non avvia una propria interna auto-riforma, trovando nel dispiegamento di una piena democrazia sociale una nuova spinta capace di trarlo dai rischi del burocratismo e del corporativismo. Ritrovando, in sintesi, la forza delle proprie radici, ravvivando il fascino di una Welthanscauung in parte degradata a rendita di potere. Come ? Basta pensare a come la cooperazione sociale può essere reinventata, ad esmpio, a proposito del lavoro precario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT"&gt;Il modello federale, se ha una prospettiva parte da qui. Non da discentramenti procedurali, bensì dalla rivendicazione di una identità propria nella più vasta identità nazionale del Pd. E neppure da improvvisate esumazioni di geo-politiche improvvisate: come un ‘partito del nord’, un ‘lombardo-veneto’, un’Italia etrusco-appenninica e così via. Le Italie, come disvelano per l’ennesima volta le elezioni, sono due: centro-nord e centro-sud. Al di sotto di queste stanno i modelli regionali. L’Emilia è una regione del nord, ma con una propria distintività e cultura. La quale va aggiornata, ma sempre nei termini di una ‘grande narrazione’. Non vorremo certo che arrivi qualcuno da fuori a rivendicare qualcosa che è andato dimenticato, facendola propria e degradandola ! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT"&gt;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal&gt;&lt;SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Georgia', 'serif'; FONT-SIZE: 10pt"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;
&lt;/DIV&gt;
&lt;DIV&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt;
&lt;DIV&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt;
&lt;DIV&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-8445463011820619062?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/07/note-pre-congressuali-di-fausto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/8445463011820619062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/8445463011820619062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/07/note-pre-congressuali-di-fausto.html' title=''/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-6872739908968582255</id><published>2009-05-03T13:50:00.002+02:00</published><updated>2009-05-03T13:54:41.473+02:00</updated><title type='text'>Fausto Anderlini, Il partito liquido e la durezza del territorio,</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.rivistailmulino.it/doi/10.1402/28908"&gt;Il partito liquido e la durezza del territorio&lt;/a&gt;,
di Fausto Anderlini,
in "Il Mulino", n. 2/2009

Posted using &lt;a href="http://sharethis.com/"&gt;ShareThis&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-6872739908968582255?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.rivistailmulino.it/journal/article/index/Article/Journal:RWARTICLE:28908/Item/Journal:RWARTICLE:28908' title='Fausto Anderlini, Il partito liquido e la durezza del territorio,'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/05/il-partito-liquido-e-la-durezza-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6872739908968582255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6872739908968582255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/05/il-partito-liquido-e-la-durezza-del.html' title='Fausto Anderlini, Il partito liquido e la durezza del territorio,'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-6012255861960905509</id><published>2009-03-02T14:41:00.004+01:00</published><updated>2009-03-02T15:01:31.815+01:00</updated><title type='text'>Dove vola l'avvoltoio (ovvero come t'impagino la città...)</title><content type='html'>di Fausto Anderlini 
 
Oggi, Lunedì 2 Marzo, un trafiletto di Prodi, a destra dell’unica pagina della cronaca bolognese di Repubblica non infestata dalle modeste e/o disastrose imprese di Virtus, Fortitudo e Bfc, segnala il suo convinto sostegno a Del Bono. Evidentemente Prodi, da diverso tempo assai parco di dichiarazioni ufficiali, deve avere considerato così fuori della misura le cubitali e puntigliose segnalazioni a proposito dei ‘transfughi’ di turno da non poterle passare sotto silenzio. Trattasi questa volta, dopo i post-comunisti, dei ‘sedicenti’ prodiani (Clo’ e Pecci) accompagnati a Guazzaloca, in lungo corteo, e in una impaginazione standard la cui organizzazione genera più di un sospetto. [Di Clò e Pecci, per inciso, colgo l’occasione per rimarcare le uniche cose che mi sovvengono a loro carico: quell’episodio, mi sembra di ricordare poco edificante, che all’aeroporto Marconi vide coinvolti Clò (che allora sedeva nel consiglio di amministrazione su mandato di Guazzaloca/Sangalli), la sua signora, e un qualche addetto alla farmacia (adesso non ricordo più bene, però per l’occasione scrissi sul Domani un articolo dal titolo: ‘La farmacia aeronautica’);  e un illuminante intervento del Pecci sul Resto del Carlino. Nel quale ultimo, memore della sua esperienza trasportistica alla guida del bus dell’Ulivo, l’autore perorava l’attivazione di piste ciclabili sotto ai portici cittadini. E’ l’unico articolo che ho letto del Pecci sul giornale bolognese, e da allora ho reputato inutile approfondire ogni ulteriore conoscenza…. mentre nel frattempo ne ho fatta una nuova del tutto degna di questo precedente: il concorso per titoli ed esami proposto da Pasquino per selezionare i futuri assessori…]. La precisazione di Prodi porta in plateale risalto un interrogativo che da tempo molti si pongono: quale partita gioca il locale gruppo redazionale di Repubblica? Che ce l’avesse con Cofferati è noto. Oltre a Zap e Ida, Bignami, Mori, Chiarini e altri, a stento trattenuti dalla moderazione di Balzanelli, hanno prodotto una aneddotica così lunga e diversificata sul Cofferati da meritare senz’altro, non essendo disponibile il Pulitzer, il ‘Premio esordienti’ di Libero. 
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Savma_H3z5I/AAAAAAAAAEU/b30ZUJHsvP0/s1600-h/vulture_crew_3_small.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Savma_H3z5I/AAAAAAAAAEU/b30ZUJHsvP0/s320/vulture_crew_3_small.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308589937081700242" /&gt;&lt;/a&gt;

Impallinare i sindaci del centro-sinistra è peraltro una passione che data dall’epoca Vitali: un’arte eccelsa che ha visto più volte soccombere, nella concorrenza, lo stesso Resto del Carlino. Se c’è una cosa nella quale Repubblica è letteralmente specializzata è origliare anche il minimo bisbiglio in casa Pd (al tempo Pds/Ds) e farsene prontamente megafono, al caso costruendoci sopra una cornice atta a suscitare il pubblico dileggio. Durante la recente festa de l’Unità sono state raggiunte vette insuperabili. Il mercato ha le sue regole, e i lettori di sinistra, si sa, amano parlarsi (e leggersi) addosso. Ridendo. Una passione che gli stessi dirigenti del Pds/Ds/Pd, di ogni ordine e grado, attivi o in quiescenza, alla disperata ricerca di un poco di pubblicità, magari di ritorno, hanno finito per condividere mescolandosi ai detrattori ed offrendosi spudoratamente nel teatrino cittadino allestito dai media. Immedesimandosi con la loro trasfigurazione parodistica. Caricature della caricatura. Ora, accusare la redazione locale di Repubblica di questa deriva così maldestra e grottesca sarebbe incongruo. Come accusare l’oste per l’esistenza degli ubriachi. Il male origina certo altrove. Però i nostri si sono messi di buzzo buono a coltivare la pubblica ebbrezza. Ai limiti dell’overdose. Del resto di questa ‘umanità’ diasporica sono essi stessi una componente, per appartenenza culturale, sociale, politica e anagrafica. Ma è poi così bizzarro aspettarsi un poco di deontologica moderazione? Un qualche ritegno nella chienlit ?  Molte delle chiacchere paiono letteralmente inventate o sobillate ad arte. Né si poteva immaginare che la mission redazionale finisse per coincidere, esplicitamente, con la coltivazione dell’elettorato  ‘dispettoso’: quello il cui fine è di nuocere a cio’ che resta della sinistra, abbandonandosi all’invidia e godendo a più non posso del ‘mal comune’. 
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SavmoWliPYI/AAAAAAAAAEc/cSOQil4vk0M/s1600-h/VULTURE_468x347.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 238px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/SavmoWliPYI/AAAAAAAAAEc/cSOQil4vk0M/s320/VULTURE_468x347.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308590166718430594" /&gt;&lt;/a&gt;

Ecco: questa inclinazione ‘pasquiniana’ (con nessun altro riferimento che non sia il noto monumento papalino) ha tracimato ogni difesa. Accade anche su scala nazionale, ma lì ci sono le sobrie condotte di Scalfari, Mauro e Curzio Maltese a fare argine. Essi vorrebbero forse dirigere il Pd (cosa discutibile, ma lecita). Sicuramente non lo vogliono distruggere (almeno non tanto quanto il Pd provvede da sé medesimo). In più – là – il nemico Berlusconi tiene in forma la baracca. Per questo noi elettori ‘fedeli’ del Pd, cioè ‘militonti’ incalliti,  continuiamo a comprarlo. Qui invece, sulla scala locale, di quella sobrietà e di quel nemico non v’è alcuna traccia. La città è trattata come una sorta di ex-repubblica sovietica isolata dal mondo e bisognosa di bonifica, al punto da indurre a pensare che la destra, Cazzola, Guazzaloca – chiunque, insomma - possano redimerne la presunta ’decadenza’. Perché lì vanno le cose, a toccare corde alle quali persino Berlusconi non arriva (del resto a Lui, vista l’alacrità che ferve spontanea nella cortiletto domestico, basta stare a guardare). Una visione, questa che ci è propinata ogni dì, letteralmente distruttiva ed atta a sfibrare, con la sua ripetitività, ogni difesa psicologica. Del resto se alla fine le cose andranno come molti si augurano, sarà il pd a dover fare l’autocritica, raccogliendo cocci e stracci, mentre molti di costoro non lesineranno di salire in cattedra trombettanto lezioni e j’accuse. Ci saranno altre pagine per riempire la cronaca. O forse, morto e sepolto l’antico  Bolokistan ed annesse le spoglie ad altro aggregato berlusconide, assieme al Firenzokarabak, magari con una parvenza di autonomia, con tanto di ambasceria casiniana, come sotto l’antico Regime, ci saranno altri culti cui rivolgere lo spirito. Noi, allora, saremo 'esuli in patria', cioè a Borgo Panigale, lanciando maledizioni: "Dio della comunicazione, che hai dato le televisioni e tutto il resto a Berlusconi (e l'Unità a Sinistra Democratica), perchè non ci hai lasciato almeno il Domani?". Di fronte a un destino così cinico, non ci resta che fare un ex-voto. E sperare. Se un qualche Dio riparatore ci farà la grazia, liberandoci dal mal-civico, siamo pronti a portare in sagrestia ogni arto che ci è stato amputato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-6012255861960905509?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sites.google.com/site/quarantena2009/' title='Dove vola l&apos;avvoltoio (ovvero come t&apos;impagino la città...)'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/03/dove-vola-lavvoltoio-ovvero-come.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6012255861960905509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6012255861960905509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/03/dove-vola-lavvoltoio-ovvero-come.html' title='Dove vola l&apos;avvoltoio (ovvero come t&apos;impagino la città...)'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Savma_H3z5I/AAAAAAAAAEU/b30ZUJHsvP0/s72-c/vulture_crew_3_small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-2611468220830814227</id><published>2009-03-01T16:53:00.006+01:00</published><updated>2009-03-02T05:28:03.966+01:00</updated><title type='text'>Franceschini e il centro della massa</title><content type='html'>di Fausto Anderlini


Col piffero che, come si perora con enfasi costruttivista, ‘non conta da dove si viene ma dove si va’! Rischiando di rimanere fulminati, piuttosto, si può azzardare un assioma: in politica conta più da dove si viene che dove si è. E varianti: il percorso più della meta. Ma soprattutto fa una gran differenza la posizione di chi guarda: se di fronte o di spalle. Fronte/retro. Ci si chiede da più parti quale sia la ragione per la quale chi viene dai Ds naufraga puntualmente sugli scogli della prima leadership, lasciando il campo a chi viene dal di fuori di essa, ovvero dal ‘centro’. E’ proprio vero: un destino cinico e baro, che però non ha che vedere col caso, ma con la geometria. E che adesso vale non solo per la premiership, a qualsiasi livello di governo, per la quale, come noto, è cruciale l’attrattiva al centro, ma anche per la segreteria del partito.

&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Saq2bN6A6kI/AAAAAAAAADs/wuuODYVErrU/s1600-h/AZM.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308255689515264578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 132px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Saq2bN6A6kI/AAAAAAAAADs/wuuODYVErrU/s320/AZM.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;


I partiti, si sa, come tante altre cose, si governano ‘al centro’, o meglio dal ‘baricentro’, quel punto geometrico ponderato sulla base dei pesi di quel che gli sta attorno. Luogo che nella fisica è anche denominato – con una plastica espressione sindacale - ‘centro delle masse’ (si può anche richiamare la ‘prima equazione cardinale’, la quale recita che ‘il centro di massa di un sistema ha lo stesso moto di un singolo punto materiale in cui fosse concentrata tutta la massa del sistema, e su cui agisse la risultante delle sole forze esterne agenti sul sistema). Nei partiti stabili, con stratificazioni collaudate e durature di classe politica, il centro auto-persiste. E’ popolato dalla più gran parte dei dirigenti di vecchio corso (al caso vituperati come ‘oligarchi’, ‘notabili’, ‘burosauri’) mentre chi sta sulle ali ha consistenza normalmente scarsa, più ‘testimoniale’ che politica. In quelli instabili, o ‘aperti’, per non dire ‘liquidi’, il centro è un luogo situazionale che deve essere prima definito, quindi occupato. In una situazione di ‘contendibilità’. In altre parole al ‘centro’ ci si va. Non lo si eredita, ma lo sicostruisce. Proprio perché il peso della massa non è concentrato in un unico punto (avendo in sé stessa il ‘centro’), ma re-distribuito in uno spazio più ampio (e caotico). E’ proprio questo il caso che ci riguarda. E’ per il Pd, come è oggi, che calzano a pennello gli assiomi azzardati in inizio. Franceschini, fino a poco fa prima irriso come ‘reggente’, eminenza grigia fragile e intronata da oligarchi manovrieri e spregiudicati, anziché da bagni di folla ai gazebo, figura di basso profilo nonché espressione di una ‘storia minore’, sembra guadagnare con rapidità un vento di simpatia. Perché ?

In primo luogo perché siamo alla frutta, e dunque: ‘Primum vivere, deinde philosophare’. Con il gorgo dell’inabissamento spalancato sotto i piedi, con lo scafo bucherellato e i barbari pronti all’arrembaggio finale, tutto l’equipaggio ha infine convenuto di cooperare per turare le falle (anziché aprirne di nuove). Qui ed ora.

In secondo luogo perché Franceschini ha almeno per un aspetto spostato l’asse del Pd, rettificando l’ondivago incedere di Veltroni. Berlusconi è stato infine ‘nominato’, in più è stato associato a un progetto di regime. E’ vero che la fortificazione del Pd sul territorio costituzionale in opposione al disegno neo-autoritario della destra implica un arroccamento difensivo e sconta l’impossibilità di una sortita di governo, al di là del cleavage, per un tempo non breve. Ma sapere cosa difendere, in tempi bui, è comunque meglio che non sapere cosa fare. Risolve quantomeno un problema e sospende un’incertezza paralizzante. Lo stesso dicasi per le parti del discorso di Franceschini relative alla laicità (testamento biologico) e alla collocazione internazionale. Si resta ancora in mezzo al guado, ma almeno viene posto un alt a percorsi orientati ad approdi inquietanti: un avvicinamento al Vaticano e un allontanamento dalla casa del riformismo socialista. Comunque evolverà il profilo del Pd sarà comunque ‘laico’, al di qua del Tevere, e, secondo le stesse parole di Franceschini, in nessun altro luogo dove non compaiano i socialisti europei. Per adesso – nell’epoca del primum vivere – può bastare. Almeno dirada un silenzio dietro al quale era legittimo coltivare sospetti e dietrologie.

Ma c’è dell’altro. Franceschini piace ‘a sinistra’ esattamente perché viene dal ‘centro’. Ovvero per le stesse ragioni che irroravano di riconoscenza l’incedere di Prodi o la strenua resistenza di Scalfaro. Ponti d’oro a chi ti viene incontro. Vituperio e sospetto per chi, venendo dalle tue fila, ti volge le spalle. Cioè va al centro. Diciamoci la verità. Fra i due sguardi che s’incrociano – il centro che guarda a sinistra, e la sinistra che guarda al centro – solo il primo sembra soddisfare i diversi palati: quelli moderati, che si vedono riconosciuta la leadership, sia pure a qualche prezzo, ma, soprattutto, quelli, peraltro assai più numerosi, della sinistra. I quali ultimi, infatti, si sentono gratificati d’essere la ‘massa’ che attira la gravitazione. Anziché la massa del cui peso ci si vuole emancipare. Una figura di ‘moderato’ per fare una politica di sinistra, in definitiva, ha molto meno contro-indicazione di una figura di ‘sinistra’ per fare una politica ‘moderata’. L’uno è beneficiato dell’aura del ‘convertito’, l’altro dell’apostata, che abbandona gli ideali per ragioni di potere. Ancor di più: per queste ragioni sarà addirittura preferibile il Leader che venendo dal centro Z si dislocherà nel punto M2, ben al di qua del baricentro M, che il leader che venendo da sinistra A si feremerà a M1, cioè più prossimo a sinistra che al baricentro. Tutto questo forse non è vero. Quasi certamente è anche sbagliato. Sicuramente odioso, perché fa dei leader che vengono dalla storia della sinistra i ‘figli di un Dio minore’. Ma così è. Dunque: Franceschini Uber Alles. La posta, del resto, non è vincere (o non perdere) le europee, ma salvare Bologna e Firenze dalla calata dei barbari. Se Franceschini, il cattolico bianco che viene da Ferrara, riuscirà nell’intento (e non ci sono alternative a una strenua lotta di difesa) le due grandi regioni rosse avranno trovato un’altra icona per un pantheon che col tempo è diventato eteroclito come mai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-2611468220830814227?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sites.google.com/site/quarantena2009/' title='Franceschini e il centro della massa'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/03/franceschini-e-il-centro-della-massa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2611468220830814227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2611468220830814227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/03/franceschini-e-il-centro-della-massa.html' title='Franceschini e il centro della massa'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Saq2bN6A6kI/AAAAAAAAADs/wuuODYVErrU/s72-c/AZM.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-5895701141215327688</id><published>2009-01-27T11:00:00.003+01:00</published><updated>2009-03-01T17:33:10.517+01:00</updated><title type='text'>Che bel Presepe, Madama la Marchesa!</title><content type='html'>Fausto Anderlini, 9 febbraio 2009


Davvero la prima elezione laica ? Ma lo Stato Pontificio non era defunto 150 anni fa ? Si vedono direttori di quotidiani in perfetto stile De Bortoli. Parrucchino in testa, nuvole di cipria, neo civettuolo sulla guancia. Vien da pensare a leggiadri cicisbei fra uno stuolo di nobili donzelle. 
 
“Mi dica, Madama la Marchesa, lei che è una dama emancipata, come quelle di una volta, a chi aprirà il suo cuore ? Ricorda i bei presepi allestiti in città da Guazzaloca e dal Vescovo Vicario ? 
Quelle belle processioni, quei padri pii disseminati presso i serragli, quelle gustose crescentine nel dì di San Petronio, quelle memorabili partite con gli amici del tressette, dopo la festa della porchetta! Che bel paesone era allora Bologna ! Sapeva di farina. 
E quei palloni gonfiati che s’alzano in cielo! Che emozione ! 
 
Certo ci sono le famose infrastrutture da fare e le rendite che languono. Quel Cazzola promette sfracelli. Un po’ ruvido nei modi, non le pare ? E se poi si tirasse dietro chissà quali teppisti ? 
E il giovin Delbono, lei sa quanto distante sia dal Cofferati e dalle tante disarmonie disseminate nella nostra tranquilla città ? 
   
A parte il collaudato padre di famiglia e il nuovo sborone, non sarebbe bene tutelarsi con quel Pasquino resuscitato dall’oblio sabaudo-piemontese ? Cosa giova di più al nostro Papa-Re ? 
Forse anch’egli potrebbe essere situato nell’agognato presepe. Dopo tutto parliamo di una celebre statua, al caso circondabile, per miglior decoro, da un letto di petruzze e sassolini tratti direttamente dalle cave in disuso della montagna comunista. 
  
 
Certo, Madama la Marchesa, sono tempi laici, pragmatici e performativi. Ma soprattutto, finalmente municipali. Né di destra, né di sinistra. Per le grandi visioni del mondo, in questi tempi difficili, Bertone, Bossi e Brunetta bastano e avanzano. Ha visto come l’alacre Berlusconi si è messo a picconare l’odiata costituzione ? B&amp;B&amp;B&amp;B. 
C’è chi paventa – pensi – un regime clerico-fascista, certamente nichilista. Allarmi esagerati ! E poi che paroloni difficili! Ma noi, dentro le mura, siamo laici. Pensiamo ai fatti nostri”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-5895701141215327688?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sites.google.com/site/quarantena2009/Home' title='Che bel Presepe, Madama la Marchesa!'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/01/altre-quarantene.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/5895701141215327688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/5895701141215327688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/01/altre-quarantene.html' title='Che bel Presepe, Madama la Marchesa!'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-6126434952990151118</id><published>2009-01-24T10:22:00.003+01:00</published><updated>2009-03-01T17:36:20.429+01:00</updated><title type='text'>Il voto dello sciacallo</title><content type='html'>Fausto Anderlini,
da L'Unità - Bologna ZOOM, 5 febbraio 2009
Titolo redazionale: "Pasquino e l'uso del malcontento"

In seguito si vedrà quali mirabili proposte verranno da Pasquino&amp;Co per gratificare l’immenso super-ego civico di Bologna. Per adesso ciò che intriga in questa ennesima candidatura è l’intento proclamato: pescare nel malcontento delle primarie del Pd, ovvero, nientemeno, che nei sostenitori di Merola, Cevenini e Forlani. I quali, stando ai propositi, dovrebbero dare sviluppo, dopo l’imbarazzante esperimento entrista di Pasquino, a una sorta di uscitismo clandestino, vendicandosi di Del Bono. 
 

&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Saq5YQ2nJHI/AAAAAAAAAD8/Xd8w17wTskg/s1600-h/sciacallo_x_nikon.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 149px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Saq5YQ2nJHI/AAAAAAAAAD8/Xd8w17wTskg/s320/sciacallo_x_nikon.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308258937301574770" /&gt;&lt;/a&gt;


Non sto neanche a sottolineare come una tale aspettativa offenda innanzitutto coloro cui si rivolge, trattandoli come gente animata da accidia e slealtà, pronta a infilare nell’urna velenose schede anonime. Giova piuttosto soffermarsi su questa evocativa idea del malcontento (essendo che tutti, io medesimo, per riprendere un noto aforisma di Woody Allen, non ce la passiamo proprio bene).

In passato i partiti nacquero dando espressione a profonde sofferenze sociali, unitamente a gradi speranze redentive. Tutto elevato alla enne. Scendendo di scala, Cazzola e Guazzaloca vorrebbero far da levatori di quel malcontento locale celebrato ad arte dai media per far ricadere sull’uscente Cofferati (e sull’entrante Del Bono, in via preventiva) ogni genere di malmostoso stato d’animo. 


Con Pasquino l’impressione è che si scenda, letteralmente, nel sottoscala, se non in cantina, a distillare l’ultima dose di malcontento dal malcontento. Puro aceto, insomma, per fermentazione di meroliani, ceveniniani, parisiani, dalemiani ed altra supposta umanità sconfortata - tagliato con qualche intruglio post-ideologico: ulivista, grillista, campanilista, laico e socialista.
Ecco: questo celiniano viaggio nello scantinato – questo mulinello al posto del girotondo - offre l’occasione di misurare tutta la distanza che intercorre fra la Storia e le storielle. Fra la politica e la politologia, e fra questa e la poltigliologia. Fra serietà intellettuale e goliardia. 
Il dramma è che la farsa ha la sua occasione. Perciò, davvero, mala tempora currunt.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-6126434952990151118?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sites.google.com/site/quarantena2009/Home' title='Il voto dello sciacallo'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/01/come-arrivano-i-monatti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6126434952990151118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/6126434952990151118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/01/come-arrivano-i-monatti.html' title='Il voto dello sciacallo'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_bteRO0--z0U/Saq5YQ2nJHI/AAAAAAAAAD8/Xd8w17wTskg/s72-c/sciacallo_x_nikon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-343312353194517767</id><published>2009-01-24T10:10:00.003+01:00</published><updated>2009-01-24T10:28:49.414+01:00</updated><title type='text'>C'è Quarantena e Quarantena...</title><content type='html'>&lt;DIV id=idOWAReplyText77056 dir=ltr&gt; &lt;DIV dir=ltr&gt;&lt;FONT face=Arial color=#000000 size=2&gt;Se davvero tutta la città è "in quarantena", mi sembra strano - anche ricordando Camus - che alcuni tra di noi se ne accorgano e altri invece no...&lt;/FONT&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV dir=ltr&gt; &lt;DIV dir=ltr&gt; &lt;FONT face=Arial size=2&gt;E' un problema ,a un tempo, di percezione relativa, e dei famosi 'sistemi di riferimento': o almeno così mi pare...&lt;/FONT&gt; &lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&amp;nbsp;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-343312353194517767?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/01/i-cquarantena-e-quarantena.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/343312353194517767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/343312353194517767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/01/i-cquarantena-e-quarantena.html' title='C&apos;è Quarantena e Quarantena...'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7492027019880983906.post-2347026983791618254</id><published>2009-01-22T15:01:00.002+01:00</published><updated>2009-01-23T13:16:36.421+01:00</updated><title type='text'>Uno spazio per i reietti della parola e del pensiero?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:georgia;"&gt; Chi sono i nuovi monatti?

&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7492027019880983906-2347026983791618254?l=quarantenopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/01/uno-spazio-per-i-reietti-della-parola-e.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2347026983791618254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7492027019880983906/posts/default/2347026983791618254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quarantenopoli.blogspot.com/2009/01/uno-spazio-per-i-reietti-della-parola-e.html' title='Uno spazio per i reietti della parola e del pensiero?'/><author><name>fausta anderlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06359980994069172371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
