23 ottobre 2009

Previsioni


Si avvicinano le primarie e come di consueto azzardo una previsione. Il tentativo di Scalfari di trarre dal mezzo Marino (non escluso in vista di un vantaggio per Franceshini) mi sembra fallito. A giudicare da quanto si vede Marino potrebbe totalizzare un exploit anche superiore al 20-25 %. Dalla sua c’è tutto il popolo ‘radical’, alle diverse latitudini: civili, sociali, moderate ed estreme. In sintesi il nerbo della classe media intellettualizzata dei centri urbani (del nord), al caso grillizzata e dipietrizzata, con il blog in mano e spesso intrisa di moralismo travagliano, quindi anche vagamente leghista (come tipico di coloro che si fanno alfieri di un’etica assoluta laddove le condizioni permettono di farlo col minor costo….). Insomma un veltronismo aggressivo e dipietrizzato, che potrebbe aver scavato voragini sotto ai piedi di Franceschini. Bersani ha seguito il suo corso, senza scartare. Al sud le filièeres personalizzate potrebbero favorirlo in guisa ancora maggiore che fra gli iscritti. In Emilia-Romagna, a mio parere, avrà un risultato ottimo, perché Bersani è più popolare fra la gente (un emiliano doc) di quanto lo sia entro il partito. Se ciò accadrà anche il Bonacini (che non mi sembra niente male, un giovane volitivo sintonico alla parlata emiliana) ne trarrà beneficio per trascinamento minimizzando le speranze della Bastico. In sintesi vedo, per il Lunedì di conto, un Bersani a cavallo del 50 %, con Marino che insidia Franceschini. Queste primarie dovrebbero mettere in ancora maggior risalto una frattura già visibile fra gli iscritti: Bersani da una parte, Marino dall’altra, con Franceschini in uno spazio di mezzo relativamente ristretto (tutto quanto resta della mediazione svolta da Veltroni nel corso del suo mandato). Ovvero: da una parte un melange di ceti popolari rappresentati dal network storico della sinistra, dall’altro le classi medie intellettualizzate e ‘riflessive’ (in realtà radicalizzate). Avere davvero in mano il destino del Pd significa trovare il mastice fra queste due anime, ovvero una mediazione efficace. Scegliere Bersani significherà spostare il centro della mediazione a vantaggio della prima componente, e viceversa. Per questo sono a favore di Bersani, come ho argomentato in innumerevoli interventi. Per quanto le classi medie politicizzate siano essenziali nella stratificazione della sinistra, una loro totale egemonia sarebbe insopportabile e taglierebbe definitivamente i ponti con una base popolare che nelle periferie territoriali è già ampiamente franata. Resta da chiarire l’afflusso dei votanti. Dovrebbe essere facile prevedere il superamento dei due milioni (direi 2 milioni e mezzo). Intanto ogni iscritto al Pd ne trascinerà almeno due. Poi ci sarà una parte aggiuntiva mobilitata da due stimoli: un segnale a Berlusconi, un segnale di vita identitario della sinistra. Forse il primo stimolo giocherà a vantaggio di Marino e Franceschini. Il secondo però dovrebbe sostenere Bersani. Dalla misura in cui i due ingredienti si mescoleranno dipenderà anche l’esito (come entità, se non come tendenza) della competizione.

106 commenti:

Anonimo ha detto...

"Le forme craniche squadrate di Bersani, atavismo palese delle culture megalitiche preindoeuropee, e quella sua certa calvizie operosa da mezzadro nato fattore, come il parlare emiliano da cui non sa liberersi, così masticato e in ricerca perpetua dell'ovvio, sono tutti sintomi di certa vittoria. La sua è infatti la fisiognomica perfetta del comunista appenninico, e quindi sempre saputo, in posa di spiegare agli altri come un'ovvietà quello che lui non ha mai capito. E, proprio perché è così se stesso, non ci viene da volergliene. Il suo è di quei visi intabarrati, perfetti per i libri di Guareschi. Insomma: non solo non stona, ma neppure finge: perciò m'è più simpatico di un Franceschini, tutto sacrestia e ragioneria".

Geminello Alvi sul "Giornale" del 28 luglio 2009.

(AV)

Anonimo ha detto...

"Arrossirei per il mio paese, se non avessi scritto già da molti anni - e non mi hanno ancora lapidato - che i miei coetanei sono come gl'Italiani del cinquecento, ma soltanto imporciti e incanagliti, con meno ingegno, senza cultura e senza quattrini".

Antonio Labriola a Engels il 31 luglio 1891
("La corrispondenza di Marx e Engels con italiani. 1848-1895. Feltrinelli, 1964).

(AV)

Anonimo ha detto...

In fondo, mi dispiace per Franceschini, che avrebbe voluto dire "qualcosa di sinistra" mentre però scadeva il tempo suo. Ezio Mauro, intanto, ha incassato la coppa "Watergate" dalla canottieri Harvard e Montecassino avrà M'arrazzo come novizio. L'Archiginnasio, dal canto suo, ospita l'ennesima mostra su Giulio Cesare Croce: credo la decima negli ultimi vent'anni.

"Com'è che il Costa sia riuscito quattro volte deputato a Ravenna, mentre a conti fatti gli elettori socialisti in un collegio di scrutinio per quattro deputati non erano che 1500, mentre per riuscire ce ne voleva almeno 6000? Com'è che a Reggio Emilia, dove non c'è ombra di organizzazione operaia politica, il socialista Prampolini è riuscito deputato solo perché il sig.Conte Corbelli-Ferrari, ex duchista ed ex ufficiale degli ulani austriaci, gli si fece compagno, spendendo la piccolezza di 60 mila lire?"

(Antonio Labriola a Engels il 14 agosto 1891

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...

Dalla chiusa della lunga intervista a Asor Rosa uscita ora da Laterza (Il grande silenzio : intervista sugli intellettuali; a cura di Simonetta Fiori):

Domanda (ultima): E il vecchio maitre à penser?

Risposta : Per chi avrà la pazienza di ascoltarlo, potrà fungere da coltivatore di memoria, tramite tra passato e futuro, testimone di un'epoca che non c'è più.

Dal marxismo a Confucio... Eia! Eia! Eia! Alalà!

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...

Vorrei spendere una parola per felicitarmi con Alessandro Chili, in ottima posizione per diventare il super manager di "Sistema Bologna".
La sua firma comparve nel "Cerchio di gesso" quando anch'io vi scrivevo, grazie a Gianni Scalia.
Spero, nel caso, in una ventata di novità anche in Archiginnasio.

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...

[Allora - siamo nei primi mesi del 1977 - c'era chi cavalcava apertamente la tigre della contestazione, giustificando violenze e aggressioni. Tra le più agguerrite ricordo la rivista bolognese "Il cerchio di gesso", legata al movimento studentesco].

Alberto Asor Rosa, op. cit.


(AV)

Anonimo ha detto...

[Cariche Ue, il governo pensa a D'Alema. E lui: "Grato per l'appoggio, vedremo". [...] Frattini: "Non esclusi esponenti dell'opposizione". E avanza il nome di D'Alema, che ringrazia. Draghi aspetta il 2011, quando scadrà il mandato di Trichet].

Questa è l'autentica meschinità dei nanetti che ci governano. Altro che escort, presunti conflitti di interesse, continue operazioni giudiziarie, ecc. Questi (mal)destri credono di ingraziarsi, con simili espedienti da magliari, un'opposizione squinternata ed eversiva, dimostrando in tal modo una subalternità culturale che è tra il comico e il disgustoso. Non credo siano così cretini da non sapere che la "sinistra" è solo l'esecutrice, nel teatrino cui è ridotta questa politica da "disadattati", della industria-finanza parassitaria e delle smanie statunitensi tese a spegnere quel barlume di novità esistente nella politica estera a favore degli interessi di alcune nostre imprese avanzate. Contro la sinistra fellona (ma solo come esecutrice, lo ripeto) non si erge alcuna forza politica dotata di effettiva strategia in grado di far navigare un paese medio come il nostro nel mare procelloso del multipolarismo. Abbiamo solo ominicchi e quaquaraqua.

Gianfranco La Grassa (www.ripensaremarx.splinder.com)

(AV)

fausto ha detto...

Da corpus christi mentre mi avvicino al Rio Grande e quasi quasi mi faccio clandestino. Questo La Grassa mi sembra proprio uno Zani perfettamenteb riuscito....

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe che Zani giungesse a La Grassa, dopo aver attraversato il Rio Grande, altrimenti chiamato Rio Bravo... ma c'è El Paso, dove a volte passa Tex, diretto al Circola Arci di Dallas: a volte ordina spaghetti al pesto genovese e prende l'aereo per Strasburgo.
E' capitato che a El Paso abbia incontrato El Morisco, di professione sociologo. Nell'episodio "Tex contro la mummia ds", El Morisco dimostra come basti recitare all'incontrario il nome del nevropatico mostro cangiante PciPdsDsPd, per ritornare alle origini e permettere ad una famosa e sfigata generazione di toccare il cielo.
Al prossimo numero!

Antonello

Anonimo ha detto...

"Che io sappia, è la prima volta che un giornalista noto (Patrick Buchanan, cattolico, conservatore, ex candidato alla Casa Bianca), che scrive sui media ufficiali, avanza esplicitamente questa ipotesi: che il governo Obama non controlli gli apparati di sovversione di Stato, che una parte di questi apparati agisca per sé, perseguendo una politica propria, in contrasto con quella della Casa Bianca".

Maurizio Blondet, oggi su www.effedieffe.com

(AV)

Anonimo ha detto...

1) Obama non farà vaccinare le sue due figlie;

2) I soldati tedeschi e il governo tedesco avranno accesso ad un vaccino speciale ("Celvapan") privo degli additivi tossici (squalene, timerosal, ecc.).

(Fonte: "Der Spiegel" del 17 ottobre 2009
www.spiegel.de/wissenschaft/medizin/0,1518,655764,00.html)


"Aperta è la ribellione dei medici di medicina generale e dei pediatri" (tratto dall'articolo)

Antonello

anventur ha detto...

"Cherchons ensemble, si vous voulez, les lois de la société, le mode dont ces lois se réalisent, les progrès suivant lequel nous parvenons à les découvrir; mais pour Dieu! après avoir démoli tous les dogmatismes a priori, ne songeons point à notre tour à endoctriner le peuple; ne tombons pas dans la contradiction de votre compatriote Martin Luther, qui, après avoir renversé la théologie catholique, se mit aussitot, à grand renfort d'excommunications et d'anathèmes, à fonder une théologie protestante...".

(Proudhon a Marx il 17 maggio 1846)

(AV)

anventur ha detto...

"Sono sempre considerato come uno scrittore eccentrico, incomodo, importuno, spiacevole... La democrazia giacobina mi guarda con collera, l'orleanismo non mi sopporta, il legittimismo si serve di me per contrappormi ai partiti rivali, l'imperialismo si contenta di conservare il silenzio... Più che mai mi chiedo se sono di questo mondo, se vi conto qualcosa o se devo considerarmi come un'anima in pena che torna per terrorizzare i vivi e a cui questi rifiutano le preghiere".

(Proudhon a Gouvernet il 19 dicembre 1861)

(Andrea Ventura dedica a Fausto Anderlini, affinché questo blog sia, sempre più, una vera quarantena)

Anonimo ha detto...

"L'Israele del 2009 è un paese viziato, arrogante e ipocrita, convinto che si merita tutto e che ha il potere di prendere in giro l'America e il mondo. Gli Stati Uniti hanno provocato questa situazione, che mette in pericolo l'intero Medio Oriente e lo stesso Israele. Ed è per questo che occorre un punto di svolta il prossimo anno: Washington deve finalmente dire no a Israele e all'occupazione".

(Gideon Levy su "Hareetz" dell'uno novembre 2009)

(AV)

Anonimo ha detto...

"E cosa dovrei fare? Più di come mi sono fatto il culo in questi anni? Nessuno mi ha mai filato, anche se ho avuto sempre ragione. In politica bisogna essere a tempo e non in anticipo. A 65 anni ho capito che non sono capace di fare politica. Il mio amico D'Alema sì, che è capace".

(Massimo Cacciari a Monica Guerzoni, sul Corriere on-line di oggi, 2 novembre 2009)

(AV)

fausto ha detto...

A Corpus Christi miriadi di farfalle nere si abbattono contro l'automobile. Sembrano fiocchi di neve. Una tormenta di farfalle che imperversa in un'area assai vasta. Vengono dalle camopagne ma la citta' non ne e' immune. Peraltro si vedono bene. C'e' molta luce a l'aria sarebbe cristallina se npn fosse oscurata da questi sciami. Una singola farfalla riempie di tenerezza. I suoi colori mettono curiosita'. Una tormenta di farfalle e' un'altra cosa. Puo' generare una simdrome lepidotterofobica(?). E' il numero che fa paura. Butterfly o falene non fa differenza. Qui ho perso memoria di Coffy, anche se il mex-tex imperversa.
Essere a tempo. Non in anticipo. Come sempre ha ragione l'amico Cacciari. In politica essere in anticipo e' perfettamente analogo all'essere in ritardo. L'ora x. Ne' v ne' Y. Lenin l'aveva capito. Tutta la politica (e tutte le rivoluzioni che l-accompagnano) si riduce a una questione di tempo. Cronopolitica.

fausto ha detto...

Da 'Essere e tempo' a Essere a tempo. Ma anche Stare al passo...

Anonimo ha detto...

Si chiama "kairòs".

Le farfalle invece sono le particole eucaristiche disperse e sfuggite alla persecuzione anticattolica in Messico negli anni Venti, che ora infastidiscono gli yankee, per avere appoggiato il carnefice Venustiano Carranza.

Non ci sarà nessun kairòs per il Pd.
Il Pd vive solo (e malamente) nel kronos.
Nessuna epifania, anche se Bersani si è laureato con una tesi su Alberto Magno.
Tempo scaduto.
No kairòs, no party.

Andrea Ventura

P.S.- Visto che non hai apprezzato, non ti scriverò il "tuo" seguito, caro El Morisco!
La mummia Pd ti perseguiterà in eterno e tu troverai rifugio solo da Omer Simpson.

Anonimo ha detto...

"Il quartiere Zen è bellissimo", ha insistito Gregotti con la "iena" Lucci che lo intervistava.
"Ma lei ci vivrebbe?" incalza la iena.
"Io non faccio il proletario, faccio l'architetto" ("di sinistra!" - ndr)

Antonello

Fausto ha detto...

El Morisco non e' filosofo, ma sociologo. Soprattutto un dilettante (a quanto si legge su wikipedia: cazzo ho sfogliato solo pochi numeri di Tex in un lontano passato....). Percio' di speculare sul Kairos gli interessa il giusto. Si potrebbe pensare che questo tempo qualita' non muova su linee parallele al Kronos (altrimenti ne sarebbe un surrogato). Bensi' sia un momento imprevedibile della successione cronologica. Come il 'tempo durata' di Georgescu Roegen. Percio' restiamo aperti alla serendipita' e non traiamo conclusioni troppo enfatiche. Cacciari (lo conosco bene) ha due anime: una politica, l'altra filosofica. Che pero' restano rigorosamente scisse. Dalla sua intervista sembra di capire che cercasse un pretesto per potersi dissociare finalmente dalla politica e rientrare a full time nella filosofia. Passaggio destinato a restare inappagato,se non in un lasso breve, perche' se le nature sono due, due rimangono. Diverso e' il caso di Veltroni: le sue due nature sono in cosi' stretta successione da far pensare che Egli sia effettivamente riducibile a una creatura stabilmente imperfetta: politico incompiuto sempre con la valigia pronta al caso le difficicolta' si facessero troppo impervie; letterato modesto, costretto a restare vicino al luogo comune politico (anche per ragioni di mercato). D'Alema, no. Lui e' un politico puro. Sta sul pezzo, e non ha altra vita (il velista fa da mero diporto dopolavoristico: non ha mai pensato di essere un grande velista come Veltroni un grande letterato...). L'ho gia' detto e lo ripeto. Dopo i fallimenti delle presunte innovazioni, una buona restaurazione potrebbe riaprire vie impreviste al cambiamento. In questo ho una certa fiducia in Bersani, mentre non mi aspetto nulla di sconosciuto dal suo seguito di dalemisti, locali e non, di vario ordine e grado.
Ps. Gregotti ha assolutamente ragione. La bellezza, ancorche' opinabile, non puo' redimere nessuno, men che meno il sottoproletariato. Il 99 % degli architetti invece pensa il contrario. Per questo penso sia una categoria di stupidi, la cui prosopopea non vale l'ultimo degli ingegneri edili.

Anonimo ha detto...

D'accordo.
Restaurazione sia.
Io non so rispondere sull'avvenire di un partito social-dossettiano-tecnocratico che deve trovare un suo popolo che non è più un popolo ma moltitudine.
Mi sembra di essere al circo con la donna barbuta come spettatrice e Mauro Zani come lanciatore di coltelli. Brrrrrr!

AV

Anonimo ha detto...

[Certo, è divenuto moda comune contrapporre l'"economia di mercato", intesa in senso positivo, al "capitalismo" inteso nella sua accezione negativa. Ma questa contrapposizione resta imprecisa, finché non viene sostenuta da una teoria generale del denaro. Anche da questo punto di vista non conviene, oggi come in passato, lasciare semplicemente alla sinistra la critica dell'economia politica di Marx].

[Chiusa dell'articolo del padre gesuita Georg Sans - "Che cosa rimane di Marx dopo la caduta del muro di Berlino" - nell'ultimo numero della "Civiltà Cattolica", 17 ottobre 2009. L'Autore insegna "Storia della filosofia" alla Gregoriana].

(Andrea Ventura)

Anonimo ha detto...

Bè, spero di ricadere in quell' 1 % che si salva, nonostante la qualifica di architetto...
Dopotutto, Cacciari ha cominciato la sua carriera accademica insegnando a noi...

Mariangiola

Anonimo ha detto...

E' impasticcato di anfetamine, per vederci di notte, con le farfalle.
Sbaglia anche quelle luride percentuali che, peraltro, sono state la sua vita di comunista inurbato... "ragiona" come un operatore sequenziale:010101001001...
Interpretando, penso che volesse comunicarci che se ne salvano la metà circa.

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...

AV, Grazie del pensierino!

Mariangiola

Anonimo ha detto...

Del resto, io sono un architetto "pentito"...

MA

Anonimo ha detto...

Sono incerto sull'architettura-fumetto delle archistar (Gehry, Libeskind, Tshumi, ecc.), che non vuole redimere niente e nessuno, ma dannare tutti (quelli che vi abitano). Il de-costruttivismo è nichilismo puro, ma affascinante per interpretare la fine dell'Occidente. Io apprezzo molto la città fascista di fondazione o neofondazione: Tresigallo, Littoria...

AV

fausto ha detto...

Quella di Gahry e' una architettura da vedere, piu' che da abitare. Una scultura piu' che un edificio. Braque e Leger in tridimensione. Io ho fatto il militare a Sabaudia (anziche' a Cuneo, nella contraerea, mentre Zani faceva il bersagliere...). Ed era niente male. Piu' che fascista era un prodotto del razionalismo novecentesco. Futuristi boccioniani e costruttivisti maleviciani parlavano lo stesso linguaggio, ma farcito di simboli opposti.
Ps. E' chiaro che la Mariangiola e' nell'uno per cento. D'altro canto per quanto sia dotata di un certo gusto nell'arredamento, e', in realta', una storica della pianificazione...

Anonimo ha detto...

Sabaudia, se la memoria non m'inganna, si deve al "grande vecchio" Piccinato - vero e proprio fondatore in Italia della stessa professione dell'architetto e dell'Istituto di Urbanistica : entrambi, nascono alla fine degli anni '20, sotto i diretti auspici del regime... Il quale, a partire da Mussolini, all'uopo educato da Margherita Sarfatti, ha un'intelligenza che non si ritrova nella coeva Germania, ovvero apre alle correnti "Moderniste" o "Novecentiste" - per tacere del rapporto quasi 'organico' appunto con i "futuristi boccioniani" e marinettiani; insomma, c'era spazio per tutti. E oggi si assiste ad un rivalutazione massiccia di architettura e città fasciste - anche se la tendenza dura da un po', e ricordo un nebbioso primo dell'anno nella campagna profonda appunto di Tresigallo, quando ancora non era diventata si moda...
Grazie comunque per il "salvataggio" dall'idiotismo edile!

Mariangiola

Anonimo ha detto...

PS. Ma non avevi fatto il militare a Foggia?

MA

Anonimo ha detto...

Dovresti dirci dove sei ora e descrivere ciò che ha attratto fin qui la tua attenzione in Texas, che mi dicono (ho informazioni di prima mano) continui a coltivare desideri secessionisti.
Spero che stiate tutti bene.

Andrea Ventura

fausto ha detto...

Per Mariangiola. Il servizio militare l'ho fatto a Foggia, ma il car a Sabaudia.
Per Andrea. In realta' qui a South padre island si e' come fuori dal mondo. E quindi dallo stesso Texas. Una striscia di sabbia pre-tropicale larga 100-200 metri e lunga almeno 150 chilometri. Da domani rientrero' nel Texas vero, dove peraltro s'incontrano assai poche persone con cappello e michetta. Galvestone e Houston sono profondo sud, come l-umida Louisiana. Come al solito dove mi muovo accadono catastrofi. Avete udito della strage nei pressi di Austin ? Di norma accadono al seguito, questa volta in anticipo, infatti saro' ad Austin fra tre giorni. Tuttavia resta sorprendente il contrasto fra la gentile domestichezza degli americani e la violenza esplosiva che si cela nella loro vita sociale.

Anonimo ha detto...

Ti sto seguendo su google maps.

AV

Anonimo ha detto...

Hai perfettamente centrato la natura del "male americano", ormai diffuso anche da noi.
E' una lunga scia di sangue che, a mia memoria, va dal reverendo Jones con il suo Tempio del popolo (lasciò il tesoro al Pcus) fino a questo ufficiale medico di origine palestinese, schivo e taciturno, che era terrorizzato dalla prospettiva di essere inviato in Iraq.
Mi sono interrogato spesso sulla natura del "sogno americano" e sono giunto alla conclusione (provvisoria) che si tratti di una gigantesca rimozione della violenza enorme da cui nacquero gli Stati Uniti: verso i nativi, verso le minoranze non anglosassoni, verso il Sud che se voleva andare, verso i negri, verso i socialisti di tutti gli orientamenti, verso i non-conformisti... "Sogno americano" e "male americano" coincidono. Il cinema, la musica rock e jazz, hanno condito la pasta fumante per le masse loro e nostre, mentre il predominio vero o presunto in campo scientifico e tecnologico, pubblicizzato con ogni mezzo di divulgazione e popolarizzazione ha completato l'opera.
Comunque, le lunghe ombre della sera tengono loro compagnia, finché giungerà la notte, e sarà proprio la "loro" notte, popolata non più di incubi e di sintomi, come ora, ma della meritata fine.

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...

E' un record! Oggi, per ben due volte, il titolo di testa del Corriere on-line è occupato da una strage negli Usa: ora è il turno di Orlando, in Florida. Ieri Fort Hood, oggi Orlando.
Credo che dovresti rientrare: tutta la zona sud del paese sta dando chiari segni di follia.

"On monday night, The Houston Tea Party Patriots sponsored a speech by Panarin at a Local Hilton. The event has title: "Global Crisis: Can United States Remain United?"
(da: dedefensa.org)

Sarebbe bello che tu potessi verificare personalmente gli umori politici nell'Alone Star State.

AV

Anonimo ha detto...

Segui su www.motherjones.com ( sito radical anti-war ).

AV

Anonimo ha detto...

D'altra parte i primi Americani "europei" erano programmaticamente tipi indesiderabili, condannati, riottosi e ribelli di qualsiasi natura (e quella religiosa ha notoriamente insanguinato a dovere anche l'Inghilterra di Elisabetta e Enrico VIII) - tutto è molto ben riassunto nel cartoon che conclude Bowling a Columbine di Michael Moore, che tratta appunto del formarsi dello strato psichico paranoide a partire dai 'Padri Fondatori'. Ora però pare che (Repubblica del 6 novembre) l'interèretazione di questa violenza esplosa oscilli tra la 'follia' - che nel caso di Austin dovrebbe essere improbabilmente premeditante e collettiva - e il solito ben noto 'attacco' terroristico - quest'ultimo caso è almeno all'attenzione dell'FBI.
Il che naturalmente sarebbe un buon modo per esorcizzare qualsiasi incubo endogeno con la certezza che l'incubo, come nella guerra fredda, può solo essere 'esogeno', dunque l'anima e la coscienza del popolo americano (In God We Trust)rimarrebbero immacolate ed intatte:il nemico è fuori di casa...

MA

Anonimo ha detto...

PS: il cartoon davrebbe essere visibile sopra previsioni (metterlo sotto avrebbe significato metterlo in fondo a tutti i pezzi e renderlo introvabile).


MA

Anonimo ha detto...

Riguardando Moore, è decisamente spostato sul coté di quella che potrebbe definirsi la "paura endocrina" di padri fondatori e discendenti - paura che ha sempre comunque bisogno di un oggetto, fosse anche il proprio pari/eguale. Bisogno di belligeranza per scaricare la tensione di questa paura - ma anche, fondamentale disprezzo per il se stesso che nell'altro si rispecchia; dal momento ch 'Io' sono un tipo poco raccomandabile, dev'esserlo di conseguenza altrettando se non più di me 'Lui'...

MA

Anonimo ha detto...

All'opera sono potenti fattori di proiezione, d'identificazione proiettiva, d'identificazione con l'aggressore - tutti tratti psicotici e allucinatori.
Il Maggiore di Fort Hood doveva senz'altro saperlo: chissà che non abbia calcolato le implicazioni psichiche della riceduta mediatica della strage?
Dopotutto, era una strage premeditata.

MA

PS. il commento attribuito a Fausto e rimosso è solo un mio errore

Anonimo ha detto...

Ora lo ho 'rimosso per sempre'
Tutto a posto!

MA

Anonimo ha detto...

Oggi è il novantaduesimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre.
Noi, da lunghi decenni ormai, parliamo quasi esclusivamente di quella parte d'Occidente che si chiamano Stati Uniti, a cui abbiamo aggiunto un po' di Cina e un po' di Giappone.
Io non leggo più quotidiani da alcuni anni (in particolare, non leggo più "la Repubblica") e pertanto non sono aggiornatissimo sull'ora presente, ma credo che l'interesse sia focalizzato sulla superpotenza americana: interesse condito dall'avversione per la Russia e dal fascino esotico di Cina e Giappone.
Dovremo bere l'amaro calice fino in fondo.

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

L'America e Israele non possono e prosperare senza nemici.
Pertanto sono stati geniali a crearne uno eterno: il mondo islamico.
Il mondo islamico si presta meravigliosamente bene ad incarnare il "totalmente altro" ben inserito dentro alla storia dell'Europa e storicizzabile come nemico di sempre.
Gli Stati Uniti, con il lavoretto dell'11 settembre, hanno voluto appropriarsi di una storia euromediterranea che aveva i suo pacifico decorso nella cooperazione fra le due sponde (e oltre) in atto fin dalla fine del colonialismo, tenendoci completamente fuori dalle loro mene condotte con la supervisione "dell'unica-democrazia-del Medio-Oriente-eternamente-minacciata-nella-sua-stessa-esistenza", ma anche ben legati al loro carro grazie ai loro uomini di fiducia (da Barroso a Solana, da Sarkò alla Merkel a, ovviamente, Tony Blair, Fassino ultrà filo-sionista, Fiamma Nirenstein, tutta l'ex-AN, tutta l'UDC, gran parte dell'ex-FI, larghissima parte del PD, ecc. ecc.).
Non c'è nessuna speranza, se non nell'implosione dell'ex-superpotenza fradicia di menzogna e di violenza e in un risveglio critico e autonomista della socialdemocrazia tedesca.

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe rileggersi, forse per più di una analogia, la storia secolare delle nostrane (europee) Crociate, a proposito della ricorsività di un nemico che abbia la compiacenza di essere anche "eterno" - e che tuttavia eterno non è stato per l'Europa, pensando al solco che ha diviso i Musulmani della Turchia da quelli del Medio Oriente prima ai tempi della seconda guerra (rispettivamente, Patto Atlantico ante litteram per l'una e vicinanza (per frange, co-belligeranza con i nazi) per gli altri, e poi subito dopo (ancora Patto Atlantico per la Turchia - ma spostamento verso l'asse sovietico per gli altri, anche se entrambi i mondi dell'era del Muro si erano ben forniti di materiale ex nazi di consulenza...).
E' difficile che in questo mondo dominato dal tempo qualche cosa riesca davvero ad essere 'eterno' - cioè fuori (in salvo) dal tempo...

PS. Ho di recente cercato (e trovato con un po' di fatica) il Patto Atlantico come ombrello convenzionale per il relativo sondaggio: anche lui (il Patto) sembra inossidabile e immarcescibile, ma esistono come sappiamo anche molti accordi 'segreti', anche con l'Italia, che probabilmente ne snaturano di fatto le conclamate 'buone intenzioni'. Dunque, è inossidabile solo all'apparenza...

MA

mariangiola ha detto...

Comunque è vero che precedi le catastrofi: subito dopo Fort Hood, c'è stata una strage (più "classica") anche a Orlando.

MA

mariangiola ha detto...

Un articolo interessante che manca dal sito di Repubblica

Repubblica 7.11.09
Il disagio delle truppe dopo 8 anni di guerre: già 134 suicidi nel 2009
Stress, violenza, ansia quel male oscuro che divora i Marines
di Francesca Cafarri

La grande famiglia è malata. Non serviva la strage di Fort Hood a scoprirlo, ma ora nasconderlo è diventato impossibile. Unità, solidarietà, coraggio: sono gli slogan delle Forze armate americane. Li vedi stampati ovunque, girando nelle caserme, negli accampamenti e negli ospedali. Siamo una "famiglia" e ci prendiamo cura di ogni membro, è il messaggio. Una parola sola aleggia costante nell´aria ma non compare mai: stress. O, nella sua forma più corretta, PTSD post-traumatic stress disorder.
Il male oscuro dei militari Usa, che il maggiore Nidal Malik Hasan aveva guardato in faccia per anni come medico al Walter Reed Hospital e che temeva l´aggredisse in Afghanistan, è racchiuso in queste quattro lettere: tradotte nella vita di tutti i giorni significano incubi, difficoltà di riadattamento a un´esistenza normale, violenza fisica, depressione, alcolismo. Come il male abbia potuto aggredire "la famiglia" è facile capirlo: due guerre che vanno avanti da otto anni ormai con turni sul terreno di 12 mesi che per un lungo periodo sono diventati di 15, hanno piegato le forze armate più potenti del mondo. Lo scorso anno 140 soldati si sono suicidati, il numero più alto mai registrato. Che sarà con tutta probabilità superato nel 2009: fra gennaio e ottobre ci sono già stati 134 suicidi. E non è questa l´unica statistica a evidenziare il disagio: il 35% di quelli che tornano da Iraq e Afghanistan, dicono gli esperti, soffre o soffrirà di PTSD. Il numero delle persone che hanno mostrato sintomi di disagio è cresciuto del 50% nel 2008 rispetto all´anno precedente. I tassi di divorzio sono in costante crescita, così come quelli sugli ex militari homeless e senza lavoro. E tutti i problemi aumentano proporzionalmente alla lunghezza dello schieramento sul terreno.
Il Pentagono ha cercato negli ultimi mesi di correre ai ripari: sono stati aumentati i finanziamenti, potenziati i servizi di assistenza e introdotto un test obbligatorio per i militari di rientro dai teatri di guerra. Inoltre il capo supremo delle Forze armate americane, generale Mike Mullen, ha invitato a più riprese i suoi uomini a non vergognarsi e a farsi curare senza temere conseguenze. Basterà? L´unica soluzione reale che gli esperti raccomandano è proprio quella che lo Stato maggiore non può scegliere in questo momento: tempi di permanenza a casa più lunghi per dare modo ai militari di recuperare il loro equilibrio. Un´utopia o quasi: secondo un recente studio dell´Institute for the Study of war, un think tank di Washington, solo tre brigate dell´esercito e una dei Marines (fra gli 11mila e i 15mila uomini e donne) potrebbero in questo momento mandare sul terreno soldati che sono rimasti a casa 12 mesi fra uno schieramento e l´altro. Un dato che Obama non può non tenere presente nel momento in cui deve decidere se inviare nuove truppe in Afghanistan.

mariangiola ha detto...

Io ao giornali continuo a dare più d'un'occhiata.
Quel che non mi riesce più, è guardare i dibattiti (e qualunque altra cosa) in televisione.
Da qualche mese la TV per me è solo un supporto ai film che vado scaricando...

MA

Anonimo ha detto...

Mariangiola, perché mi hai cancellato il post dove narravo di una drammatica esperienza...

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...

Mauro Zani cancella i suoi articoli quando ritiene di aver sbagliato radicalmente ab initio, e fin qui è dolce ma non del tutto sincero.
Anche lui, se non sollecitato con una "campagna di stampa" tenderebbe ad occultare.
Qui, invece, c'è il gargarismo del sistema, che rimanda ad un "amministratore del condominio".
Lo Studio Associato Anderlini/Gallingani ha stabilito che ho sforato i millesimi di competenza?

AV

mariangioa ha detto...

Non mi pare di aver cancellato altro posto che il mio sbagliato...
di che si tratta?
Non mi permetterei mai un'azione simile...

MA

mariangiola ha detto...

Effettivamente, il post risulta rimosso, ma non 'eliminato per sempre'.
Ho scritto a quelli di google per sapere come ripristinarlo, perchè è da qualche parte,ma io non so dove...

MA

mariangiola ha detto...

In ogni caso, raccontami di nuovo la storia di quel tuo cugino di New York che porta la barba...


MA

Anonimo ha detto...

E' di ieri, 7 novembre, h.10,01.
Niente di male, lo riscrivo.

Ieri, sabato, entrando al lavoro, un collega che mi è amico, appena scortomi, mi si è avvicinato e ha voluto narrarmi quanto accaduto nei giorni scorsi al cugino che risiede da alcuni anni a New York.
Il cugino è titolare di un negozio di abbigliamento italiano, in una zona a netta prevalenza commerciale ebraica.
Ha avuto grosse difficoltà a farsi rinnovare il permesso di soggiorno.
Si è fatto crescere la barba.
Si trovava dunque in un negozio di alimentari, accanto ad un presumibile cliente arabo.
Entra la polizia: li spintona e li butta a terra entrambi, faccia rivolta al suolo, rivoltella puntata alla nuca, imprecazioni contro gli islamici.
Il cugino chiede di potere usare la mano destra per estrare la catenina con il crocefisso, mentre spaventatissimo grida anche: "Sono italiano! Sono cristiano!"
Visto il crocefisso, i poliziotti lasciano la presa, mentre il cliente musulmano viene portato via senza indugio: non aveva il crocefisso!

Siamo giunti alla nuova vita post 9.11 come fosse cinema verità, che annulla la necessità stessa della controinformazione rispetto al dato culturale più che evidente, annullando ogni necessità ermeneutica.
La "bellezza" del cinema americano recente, che ho frequentato abbastanza, consiste nel fatto che non c'è molta finzione o recitazione o metodo Stanislavskij, come una volta, negli adorati '60 e '70: lo sforzo recitativo consiste nel non ridere di ciò che si è diventati veramente, del luogo dove si è giunti; questo ha modificato impercettibilmente, poco a poco, ma inesorabilmente, la stessa continuità della storia americana, infarcendola di patologia (vera) e fiction (vera, paradossalmente, anch'essa).

Andrea Ventura

Anonimo ha detto...

Mariangiola, finalmente hai "riformato" il sito: è possibile ora il "copia e incolla" da ogni luogo esterno! Wow!

AV

Anonimo ha detto...

Ho rilasciato tre commenti anche nel nuovo sito di Mauro: un po' perché mi sento orribilmente gravido, un po' perché sento un affetto residuo... : - )))
Mi sto vedendo come una cavia affettuosamente gravida. Mah!
Con Fausto abbiamo appena iniziato la consuetudine (rimasta solo programmatica, a causa della sua partenza) di incontrarci a pranzo ogni dieci giorni circa.
Giro volentieri a te il protocollo d'intesa perché, nel caso, tu volessi aggiungerci la tua sottoscrizione...

AV

mariangiola ha detto...

Non ho capito se la sottoscrizione serve a sostenere le 'vostre' spese del pranzo, oppure se è una sorta di invito mascherato a parteciparvi...

Io a mezzogiorno non mangio quasi nulla,
ma la differenza tra i due scenari non è di poco conto, perchè non so voi due, e soprattutto Fausto dopo la cura USA - pollofritto e 'fagiolata di fagioli'-, mai più volesse rifarsi con un po' di cucina nostrana...

Io non mi sento affatto gravida - ma al contrario sterile e tuttavia 'gravata', come i muli dell'antica storiella: tutti qui siamo 'gravati', ma si fa buon viso a cattiva (più che cattiva direi 'pesante') sorte...

E il tempo è orribile, foggy plumbeous days.

Non è ancora Natale...

MA

fausto ha detto...

Andate, mangiate e prolificate.....Io ieri notte ho mangiato in un sordido barbecue gestito da neri alla periferia di Austin. I neri erano gentilissimi, naturalmente obamiani. Nel locale non c'era altro che una vecchia coppia di neri che guardavano il football in una televisione scalcagnata. Sembrava di essere nella capanna dello zio tom, cioe' a mezzo ottocento. Un'esperienza che solo in Usa si puo, vivere, ovvero trovarsi catapultati in un'altra epoca (in avanti, o all'indietro) e in zone selvatiche. Nel locale non c'era un'asse che rigasse dritto, mentre le pareti erano tapezzate di vecchie foto e altri generi cartacei. Quanto al cibo, beh meglio lasciar perdere. Nella sostanza voluminosi pezzi di animali chissa in quali ere geologiche macellati e immersi in una scurissima salsa atta a 'insaporirli'. Il drink ci e' stato servito in una tanica di plastica che un tempo conteneva non si sa quale liquido. Ancora adesso ho problemi di peristalsi. Se sopravvivero' vi faro sapere.

mariangiola ha detto...

Lo dicevo io che ti saresti riempito di porcate a base di milite ignoto...

Però ti invidio l'opzione di ubiquità nel tempo, dal momento che qui l'impressione è quella, dantesca, di un "etterno" presente, in cui, peggio ancora, "le stesse cose ritornano" senza nessun pudore.
In vista delle regionali, la politica emiliana ritrova e amplifica il suo ben noto verbiage di governo, e un profluvio di parole roboanti, centinaia e centinaia di pagine, accompagna e incornicia i provvedimenti di spesa, inquina e rende incomprensibili le leggi - la cui moltiplicazione denota preoccupante normolatria.

Al contrario - si è scoperto - i parlamentari non fanno nulla (quando mai avessero fatto qualcosa), per loro non vale nessun criterio di misurazione della produttività, e non devono neppure portare il certificato - per non parlare di decurtazioni sullo stipendio quali quelle che notoriamente subiamo noi: l'attuale attività dell' "aula sorda e grigia" è di due giorni la settimana per i deputati, e tre giorni invece per i senatori.
La colpa originaria è di Tremonti, il quale ha ingessato le possibilità di spesa per ben tre anni - come del resto hanno cominciato a capire anche i suoi, quando qualche migliaio di operai dell'acciaio in quel di Brescia e dintorni è rimasto senza lavoro per delocalizzazione 'assistita'...

Ma la cosa più grave è il Parlamento chiuso, che davvero è diventato sordo e grigio, e dimostra al Paese tutta la sua inutilità...

mariangiola ha detto...

PS: Nessuna intenzione di 'moltiplicarmi', nè pregressa nè attuale. Dovete accontentarvi dell'originale...

mariangiola ha detto...

Cari confratelli di blog,

a voi è dedicato il video in cime alla pagina,
perchè nessuno pensi che siamo seguaci di Minzolini...

Per Fausto: Minzolini, direttore TG 1 (rete 'ammiraglia'), differenziandosi da tutti i TG del mondo, ieri non ha aperto con la ricorrenza della caduta del Muro di Berlino, ma con gli antidoti salva-processi di Berlusconi.

Se c'è, Curzio Maltese su Repubblica, 10 novembre, che stigmatizza bene l'accaduto.

Saluti e baci da Bananoland

MA

mariangiola ha detto...

Scusate la propensione alla metatesi dattilica involontaria...

MA

Anonimo ha detto...

- Sembra che le capiti di distribuire soldi a degli sconosciuti, la notte, per strada...

- Chi gliel'ha detto? Sì, è vero, mi è successo, mi succede, la notte, per strada...

[...]

- Lei (a 15/16 anni) era consapevole della sua omosessualità?

- Consapevole? Andavo a letto con i garzoni di scuderia, stavo con i palafrenieri, ecco tutto...

(F. Maubert, Conversazione con Francis Bacon - Laterza, 2009)

mariangiola ha detto...

Forse a 15/16 anni (ma anche dopo) un buon garzone di scuderia non sarebbe stato male...
meglio senz'altro di un automobilista...

MA

Anonimo ha detto...

Essendo che fui un ammiratore della DDR e sono un ammiratore di Berlusconi, mi eclisserò, peròperò, perèperè, pereppeppè.
D'altronde, Mariangiola assomiglia a un Bifo democratico e qui siamo fra "Repubblica" e "A/Traverso".
Tutto torna: Negri scrive su "Italianieuropei" dei "ragazzi con la maglietta a strisce" che salvarono la socialdemocrazia (?) a Genova nel '60! ("abstract" dai quotidiani).
Ovviamente, non solo senza rancore, ma per "fare piena luce", come chiedeva il Pci dei Settanta, illuministicamente.

AV

mariangiola ha detto...

Non ho capito bene perchè somiglierei a Bifo (sono molto più magra), proprio io che nel '77 non ero nemmeno a Bologna, per non parlare poi dei "ragazzi con le magliette a strisce" (arcano decifrabile: locuzione di recente introdotta dalla TV in qualche suo 'approfondimento' sulla storia recente), soprattutto nel '60, quando avevo solo 5 anni...

Cosa ho fatto di male questa volta?

MA

Anonimo ha detto...

Scherzo, Mariangiola.
Credo che tu sia molto bella (non ti ho mai visto; ricordo solo che eri molto ammirata intellettualmente da Piro e da molti altri quando io scribacchiavo per "Bologna Incontri" e "Nuovo riformismo", nei primi Ottanta) e più magra di Bifo, di cui non conosco il peso recente. ("Peso recente"... da segnalare a Fois!).
Per quanto attiene ai "ragazzi con le magliette a strisce", sbagli (non è grave): furono subito chiamati così dall'Unità.
Mi riferivo alla tua scrittura puntuta, zigzagata, abrasiva, simile a quella di Fausto, ma più "ossidrica".
Ho usato il cannello (e anche le cannelle) e la cosa che affascina è quando si apre l'ossigeno dopo l'acetilene: un'epifania azzurra (scusa il colore... che ricorda quel magnifico bastardo!) come la tua scrittura.
Io sono come il tartaro di Andrej Rubliov, che ordina la pece per il monaco che risponde affermativamente sulla verginità della Madonna: insomma, una forza tranquilla, come lo slogan che fece perdere il Ps francese!

AV

Anonimo ha detto...

Pece bollente, naturalmente!
Mi spiace molto per il monaco...
(Per associazione d'idee mi viene in mente Mauro Zani, che alla domanda: "di che ti nutri e di che ti sei nutrito, fratello?", risponde: "Sono cavoli (liberalsocialisti) miei!"
Peeecee!!! Per Dio!

AV

mariangiola ha detto...

L'azzurro costituisce l'oggetto dell'ennesima appropriazione indebita, è un colore bellissimo in ogni declinazione.

Bello anche l'aggettivo "ossidrica" - nessuno me l'aveva mai detto - e specialmente poi sulla scrittura.

Chi è il monaco?

Se Zani si nutre di cavoli son proprio fatti suoi ("anche oggi broccoletti e patate?");
dovrebbe provare il cavolo frattale - altrimenti detto cavolfiore romano...

MA

mariangiola ha detto...

Non sono molto bella, in specie a quest'età, ma non ho la pancia che ha mostrato Bifo quando - non mi ricordo se era l'OCSE o qualcos'altro - fece il suo streap show in via Rizzoli...

Anonimo ha detto...

Il monaco è quello del post precedente, quello del film di Andrej (come me e come Malraux) Tarkovskij: Andrej Rubliov (vetta assoluta).
A me spiace per Zani, perché la fa difficile per nevrosi (e per non specchiata onestà... intellettuale, si capisce).
Quella generazione del Pci a cui Lui (come scive Anderline) appartiene non ha mai avuto una stella polare diversa dal presunto interesse di partito: infatti vaga ora fra i gialli e i "soliti noti" dell'italocomunismo (Canfora) e del liberalsocialismo (Salvadori... poi s'incazza pure!

AV

mariangiola ha detto...

Per ragioni diverse, Tarkovskij, qui ed ora (il che non significa sempre)mi riempie di tristezza e (senza scherzare) nostalgia (ho perso una persona che amava molto Solaris)...

Anderlini però è della stessa generazione di Zani, ma la sua "stella polare" ha seguito un'orbita diversa...

MA

Anonimo ha detto...

Anderlini ha seguito e amato l'aspetto esistenzial-promozionale (e autopromozionale) della sua generazione (io sono invece tuo coetaneo, "scorpione" nell'indimenticabile '56).
Io non sono mai riuscito a vendere nemmeno un chilo di mele biologiche accuratamente coltivate, anche perché sono insofferente... infatti faccio il bibliotecario.
Mi spiace molto per il ricordo e la nostalgia dolorosa.
Solaris mi piacque molto meno e Tarkovskij morì a cinquantaquattro anni.
"L'infanzia di Ivan" assieme a "Andrej Rubliov", per me sono i di lui grandissimi film.

AV

fausto ha detto...

Finalmente ho digerito. D'accordo con Andrea. Io aggiungerei anche nostalgia. Da notare che nell'URSS il Nostro trovava fondi per fare film che nel mercato occidentale (che tanto ne acclamo' il genio dissidente - CL ne fece addirittura un'icona) nessuno avrebbe finanziato....

Anonimo ha detto...

Tutto vero e firmo in calce.
Aggiunta per aggiunta: i sovietici avevano capito bene il giuoco delle premiazioni nell'ambito delle mostre cinematografiche europee e ciò che ci mancava spiritualmente.
L'Impero del male conosceva - gnosticamente - il bene!

AV

Anonimo ha detto...

Senza prescindere dalla consuetudine che, se con i cinesi esisteva la diplomazia del ping-pong, fondata sull'atletica leggera e sul tennis da tavolo, in cui essi erano imbattibili, con i sovietici era il cinema la liaison, soprattutto a Berlino, dove li si premiava volentieri, come gesto di buona volontà negoziale.
Messaggi subliminali, ma non troppo, di un tempo perduto.

AV

Anonimo ha detto...

@Mariangiola

Il "copia/incolla" l'hai introdotto per il tempo necessario a postare l'articolo di "Repubblica" sul profondo disagio serpeggiante nell'esercito americano (8 nov. h.4.02)... poipù!
Cogli l'attimo!
Peccato... ma quanti ci seguono? Quanti potenziali terroristi, democratici incarogniti, capaci di ingolfare il sito infetto con centinaia di copia/incolla più infetti ancora?

Andrea Ventura

mariangiola gallingani ha detto...

Veramente io non ho nè introdotto nè tolto il copia/incolla, ora provo ma credo dovrebbe funzionare senza problemi:

Cara amica, caro amico

come saprai sabato scorso i delegati dell'Assemblea Nazionale eletta con le primarie del 25 ottobre hanno proclamato Pier Luigi Bersani segretario del PD. Il neo segretario ha tenuto una relazione di cui sul sito puoi leggere sia la sintesi , sia l'intervento integrale.

Ecco fatto, come pensavo ha funzionato...

Che cos'è che non va??

mariangiola ha detto...

Lo sapevo, che in questo marasma avrei perso il controllo, e infatti ho postato a nome di Fausto (per fortuna astenendomi dall'esprimere opinioni), perchè il dito mi è scivolato sulla tendina.

Crao Fausto, siamo immersi in una situazione sempre più kafkiana - che ha comunque qualcosa in comune con Solaris - o forse sarebbe meglio dire con Stalker, che non ho visto, ma spesso (dalla stessa persona, amante di AT) mi è stato minacciato come severa punizione...

E' vero che Solaris avrebbe dovuto essere la risposta 'orientale' a 2001 di Kubrick?

MA

Anonimo ha detto...

Prova a fare un "copia/incolla" non completamente endogamico... dal "Corriere" on-line p.e.

mariangiola ha detto...

Allora, copia/incolla ESOGAMICO:

attacco di feltri: «mi fa ridere, il suo titolo non ha senso»
Fini: «No alla candidatura di Cosentino
Silvio Berlusconi è d'accordo con me»

è dal Corriere online, e ha perso solo la formattazione...

ma forse devo provare da esterna, a tra poco,

MA

mariangiola ha detto...

XX-ESOGAMICO (provato in modalità disconnessa):

MILANO - «Confermo l'inopportunità di candidare Cosentino e anche Berlusconi condivide l'idea che sia inopportuno». Così il presidente della Camera Gianfranco Fini, ospite del programma Otto e mezzo, ha risposto alle domande sul sottosegretario all'Economia e sulla possibilità di sceglierlo come possibile guida della Campania.


Mi sembra che non ci siano differenze, almeno per ora.

MA

mariangiola ha detto...

Piuttosto, comìè che il Nostro (quello vero) tace da tanto tempo ???

MA

anventur ha detto...

No, non si attiva l'opzione in nessun caso, né a casa, né al lavoro, né come anonimo, né con l'indirizzo IP.
Capitolo chiuso, non perdere più tempo.
Vorrà dire che ridigiterò, nel caso.
Come potrei sapere di Fausto? MAH!
Mauro Zani ha scritto che ci segue "spesso e volentieri" e che ha paura di intervenire: teme di essere divorato.
Io ho già detto che non gli torcerò un capello.

AV

mariangiola ha detto...

Ma come si può temere un divoramento virtuale?

E soprattutto su un blog dove l'unico che mangia lo fa nel profondo Sud degli Stati Uniti, e forse è stato colto dai postumi ritardati dei suoi eccessi...

Caro AV, se il Nostro sapesse che sta succedendo qua! Buon per lui che, al suo arrivo, gran parte dell'onda d'urto sarà già stata ammortizzata da chi è rimasto...
Del resto, se è vero che il suo PC non funziona, può darsi anche che si trovi in lande troppo desertiche per comunicare...

Se Zani dismettesse le sue immotivate paure, questa conversazione tra noi ricorderebbe un po' meno Samuel Beckett: per adesso io e te sembriamo davvero Estragone e Vladimiro, che dici ?
L'unica cosa, è che Zani dovrebbe acconciarsi anche un po' a cazzeggiare, perchè poi c'è già la vita normale a ricordarci che si fa sul serio, o no?

MA

mariangiola ha detto...

Nel frattempo ti invito a leggere l'articolo di cui al link (spero che lo tenga, perchè è un po' troppo lungo per copiarlo:

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/economia/pensioni/tassa-vita/tassa-vita.html

Buona lettura!

MA

Anonimo ha detto...

Terribile (l'articolo).
Mauro Zani è imprevedibile, potrebbe anche giungere qui e dire la sua.
Non riesco a capire, dopo oltre un anno di fittissimi scambi, transitando da un sito all'altro, che cosa stia cercando e che cosa desideri realmente: la socialdemocrazia? la critica alla democrazia formale? la licenza di caccia? i poveri? coltivare la terra? l'ultima annata di "Le Monde Diplomatique"?
Certamente non gli interessa rivisitare né il marxismo teorico, né la storia del movimento socialista e questo è deludente.
Poi si arrabbia sottotraccia con me e nasconde la mano quando mi tira un sassolino, dicendo, peraltro, che Lui è ancora "alla ricerca", non come me, che ho granitiche certezze (?).
Inoltre, quello che non sopporto, è che fornisco una valanga di considerazioni e risponde solo (e malamente) all'ultima, posta nell'ultima riga.
E questo è un malcostume anche di Anderlini.
Tu ti svegli sempre molto presto e inizi a scrivere e lavorare... non è così?

Andrea

Anonimo ha detto...

Se il Pd seguisse Mauro Zani nella ricerca politica di un'identità che parta da una critica della democrazia (ancorché di sinistra, per il valore che ha questa parola svuotata di significato)non potrebbe che tornare o alle origini e alle ragioni del socialismo (marxista e non marxista, ciò all'Ottocento francese e tedesco soprattutto)o alla democraticismo radicale di un certo pensiero politico nordamericano o a populismo rivoluzionario. Tutte strade che si possono intraprendere individualmente ma non qui e ora da un partito che vuole essere forza maggioritaria e di governo del capitalismo finanziarizzato odierno.
L'altra strada è la ricerca geopolitica, ovvero lasciare stare i temi neocontrattualistici e le "sfere di giustizia" e individuare quel è il punto di frattura del mondo odierno: gli Stati Uniti e il loro inarrestabile declino, sorretto solo dai loro camerieri europei, proni a tutto.
Lottare per un mondo di nuovo multipolare, nel rispetto delle sfere di influenza: Huntington si può usare "au contraire", ricucendo i cleavage artificialmente creati dalla dottrina neocon per giustificare "l'interventismo democratico" degli Usa, e le "guerre umanitarie", strumento evidente dell'americanizzazione del mondo, chiamata globalizzazione.
Una funzione neo-anti-imperialista dovrebbe essere il compito del "qui e ora"; inoltre, questo compito di medio periodo andrebbe al di là degli spompati concetti di destra e sinistra.
Ma finché non si muoverà la Spd non si muoverà nulla.

Anven

Anonimo ha detto...

Ascolta MA: all'origine della passione americana di Fausto che cosa c'è?
Il cinema? La letteratura? (no, quella no, non la legge).Wim Wenders? Cormac McCarthy? (no, non legge letteratura: è un inutile spreco di tempo). La musica pop, o folk, o il rock? Pintor-Vittorini-Pavese? (no, non legge letteratura... forse Giaime Pintor... ma non credo). Il Western? "Obama nella valle dei dinosauri e altre storie atroci" di un E.T.A. Hoffmann che non conosco? (no, la letteratura per l'infanzia cresciutella non la legge... );
Visita la mitica Gerusalemme per la sua mitica generazione, che ha colonizzato la vita politica della Bassa e ora non ci sta più dentro? (finita la promozione Coop-Via Barberia-Viale Vicini-Viale Silvani-Camera del Lavoro-Unipol, ecc.). Ha un sacco di soldi (visti in rete grazie a Brunetta) e non sa dove buttarli più vicino di così? (io ho 1600 euro al mese e faccio una settimana Cattolica...). Wenders non ci va più in America e cosi ci va lui? Vuole rifare "Zabriskie Point" ambientato nel profondo sud?
Ha dato un appuntamento a Clint Eastwood per un sequel di "Mezzanotte nel giardino del bene e del male"?
Dimmi qualcosa, sono a pezzi.

a.ve

fausto ha detto...

Cazzo, sono nel deserto e non ho un computer. Il mio e' rotto e questo del Best Western che ho per le mani non va. Appena posso vi inviero' vari pensieri-racconti. Titolo: l,America: un paese di reduci...

mariangiola ha detto...

Caro Fausto,

a te i saluti dell'amico Marzio Barbagli, che si è informato con sollecitudine sulla tua sorte, ed al quale però mi è stato possibile fornire solo le ultime coordinate conosciute.
Ha trovato tutto assai diverntente, del resto, era in vena di cordialità...

Per AV:

Mi hai molto divertito!
L'iterazione dell'inciso fra parentesi (ma no, non legge), l'ho trovata sinceramente esilarante.
Io credo - salvo smentite che di sicuro verranno - che Fausto negli ultimi anni abbia letteralmente 'scoperto' l'America - nel senso che, nel corso dei suoi più remoti viaggi, essa non gli si era sul serio s-velata.
Può essere colpa/merito dello sguardo: ovvero, può essere che Fausto stesso, all'epoca, abbia voluto/saputo vedere/non vedere, mentre oggi vede quel che allora non aveva visto;
può darsi che quel che vedeva allora non fosse tanto entusiasmante;
può darsi infine, semplicemente, che, girandola in lungo e in largo per periodi sempre più lunghi, abbia perso del tutto le prevenzione del 'turista', e sia arrivato a un grado di conoscenza che gli permette di amarla fuori dagli schemi...

Del resto, le ragioni che esterna del suo entusiasmo mi paiono del tutto condivisibili, ed anzi, dal momento che pure io sono povera, lo invidio, bonariamente, un pochino.

Credo però che sotto il profilo dei soldi, sia molto più economico passare due mesi come fa lui in America che non in Italia (a parte l'aereo, che in tanto tempo si ammortizza anche).

Il cannibalismo turistico degli italiani è ben lontano dal mollare le sue prede - e se da Cattolica tenti di andare a Sud (come inevitabilmente faccio io, che sono leccese per la parte della mia povera mamma, e ho imparato a nuotare nel mare del Salento, per cui l'Alto Adriatico finisce per ricordarmi solo le colonie - esperienza che, oltre me e Fausto, deve ormai agitare i ricordi di una minoranza assai esigua di persone...)

MA

Io mi alzo all'alba un po' per ragioni di metabolismo, un po' perchè riesco a lavorare/pensare assai meglio che di sera, quando ho tutta la stanchezza del giorno addosso.

mariangiola ha detto...

Quanto a Zani: confesso che (senza alcuna ragione personale) non lo ho seguito nelle sue peregrinazioni, anche perchè, che lui lo sappia o meno, ha un aproccio ai rapporti di amicizia sinceramente discutibile - e dunque a un certo punto le sue 'divagazioni' (in senso geometrico-topografico) hanno cessato d'interessarmi, e davvero non erano in cima ai miei pensieri.

Amor con amor si paga, dice il vecchio detto: perchè diavolo io avrei dovuto interessarmi a lui, se lui non si ricordava neppure di salutarmi?

Del resto, anch'io ricerco la democrazia sostanziale, non c'è bisogno di essere un fenomeno, basta leggere la Costituzione; mi appassiona poco il 'nominalismo' e non sono per nulla feticista.

Vero: purtroppo il PD è quello che è (tra parentesi, ma neanche tanto, è ilcaso di rimarcare che proprio oggi, regionalmente parlando, si apprestano a dare inizio al rinnovo degli 'organi' in modo del tutto anastatico a quanto fecero l'altra volta, giustificandosi allora con la straordinarietà del frangente: ovvero, a scatola chiusa con le liste bloccate e congelate dalle primarie; del resto, proprio lì stava il papocchio, e tanta democrazia di popolo non nasconde bene l'intima prossimità alla deprecata legge elettorale cui dobbiamo il presente parlamento).

Comunque, è quello che è, ma è anche "l'unico gioco in città" - e se qualcuno volesse far qualcosa di utile (qualcuno che non sia il negletto semplice iscritto) è proprio sul corpo del PD che dovrebbe lavorare...

Così la penso io: ci sono troppe energie disperse, e la convinzione personale non è politica, al di là degli slogan.

Politica, è il "terribile" (condivido in pieno) contenuto dell'articolo sulle pensioni, per esempio. Ha senso chiedersi se mai si tratti di socialdemocrazia, di neoliberismo e d'altro?
Qua siamo.

Il Cacciari dei vecchi tempi avrebbe detto: "qua siamo confitti".

Ed anche (e aveva ragione):

"Hic Rodus, hic salta!"


MA

mariangiola ha detto...

Io sono ormai dalla parte dei lavoratori impoveriti che aspettano risposte - dalla parte dei febbricitanti perseguitati da Brunetta - dalla parte di mio fratello che fa il facchino in nero, e per fortuna non è caduto nell'inferno del caporalato (che prospera anche a Bologna), dove si guadagnano 3 € l'ora.
E mio fratello segue (finchè si addormenta) i talk show tipo Ballarò e Annozero - la sedicente politica non creda di essere un gioco per belle statuine modello Irene Bignardi & C.

La gente vede e sa molte cose, e, evangelicamente, capita anche che le "mediti nel suo cuore".

Come Totò diceva all'amministratore disonesto:

"Vuol stare dalla mia parte?, Si ricordi che dalla mia parte fa molto freddo!!"

MA

mariangiola ha detto...

Per AV:

Per avere una 'vision' risalente a circa un mese fa dei 'luoghi' visitati dal nostro - mediata tuttavia da altra persona la cui identità, salvo indicazioni contrarie, voglio salvaguardare, suggerisco la viaione del canale YouTube jesuslightstheway,

http://www.youtube.com/user/jesuslightstheway

Belle immagini, belle musiche, interessanti contenuti.

Sul canale video Quarantenopoli ho deciso testè di aprire uno spazio per i nostri Guest Fellows, in cui è ospite anche jesuskightstheway...

Ehy, jesuslightstheway, come va?,
complimenti, spero che accetterai di essere nostro 'amico'!!!

Fausto, mi raccomando, che il messaggio arrivi a destinazione!!!

MA

Anonimo ha detto...

MA, ora credo di ricordare: la spinta, all'inizio, è stata fornita dalla figlia adolescente, innamorata degli Stati Uniti e desiderosa di viverci.

anven

Anonimo ha detto...

"Uno dei primi a scoprire le bellezze del mandato di cattura europeo è stato un certo Maurice Kay, cittadino britannico: su richiesta di Varsavia, è stato estradato in Polonia a rispondere (in polacco) davanti a giudici polacchi dell’acquisto in Polonia di un telefono cellulare apparentemente rubato, del valore di 30 euro (1). Un incauto acquisto o piccola ricettazione, per cui un cittadino britannico nel suo Paese non viene privato della libertà ma multato, data la lievità del danno e la mancanza di «pubblico interesse» in un procedimento giudiziario. Ma la Polonia è meno sensibile alle libertà personali del cittadino, e del tutto insensibile alla gravità o scemenza dei casi: sicchè, nel 2007-2008, il 37% delle richieste di estradizione ricevute dalla Gran Bretagna in base al mandato d’arresto europeo, sono partite dalla Polonia, per offese minime.

Ora che anche la repubblica ceka ha capitolato, approvando il trattato di Lisbona, i media inglesi cominciano davvero a preoccuparsi".

1) Citato dal rapporto Liberty, http://www.liberty-human-rights.org.uk/pdfs/policy-09/policing-and-crime-2nd-reading-lords-on-extradition.pdf

Maurizio Blondet su www.effedieffe.com il 13 novembre 2009.


(AV)

Anonimo ha detto...

"Lei disse di non riuscire a leggere dei libri attuali, che erano “nati morti, incompiuti, non scritti…” State leggendo qualcosa, ora?
“Leggo l’enciclopedia e Punch, e basta. Punch non è divertente, ci provano ma non ci riescono.”
Non c’è nessuno che lei considera oggi uno scrittore degno di considerazione?
Prima che io potessi suggerirne uno, ribatté: “Chi, Hemingway? È un falso, un dilettante… i realisti francesi del 19° secolo erano un centinaio di volte meglio” E sparò velocemente i nomi di numerosi scrittori francesi, così velocemente che non riuscii a comprenderli.
“Dos Passos ha un bello stile, e basta”
E Camus?
chiesi innocentemente.
“Camus!” Pensai che mi tirasse un vaso.
“Camus!” mi ripetè, stupito.
“È una nullità… un moralista… sempre a dire agli altri cos’è giusto e cos’è sbagliato… cosa dovrebbero fare e cosa non dovrebbero fare… sposatevi, non sposatevi… questo spetta alla chiesa… è una nullità!”
Céline quindi propose il romanziere inglese Lawrence Durrell.
“Un intero libro su come bacia una ragazza, i diversi modi come può baciare e cosa significano… questo sarebbe scrivere?
Questo non è il mio scrivere, è nulla, è uno spreco. I miei libri non sono così, i miei libri sono stile, nient’altro, solo stile. Questa è l’unica cosa per cui scrivere.”
“Chi sa quanti hanno cercato di copiare il mio stile… ma non possono. Non possono riuscirci per quattrocento pagine di seguito, provateci, non ce la possono fare… questo è tutto quello che ho, solo stile, nient’altro. Non ci sono messaggi nei miei libri, quello spetta alla chiesa!”
Sbuffò e fece un gesto noncurante con la mano.
“No, i miei libri saranno presto dimenticati, non significano niente, non cambiano nulla, non serve a nulla…
Sono stato di tutto, un cowboy in America, contrabbandiere a Londra, uno squalo, proprio di tutto. Ho lavorato da quando avevo undici anni. So di cosa si tratta…conosco la lingua francese. Posso scrivere, e basta.”
“Ascoltate la gente parlare in strada… non ha nulla a che fare con i libri… è sempre: “Allora gli ho detto… e lui mi ha detto e allora gli ho detto” – attori, ecco. Tutti vogliono gli applausi.

Da un'intervista a Céline di Robert Stromberg (dal quotidiano "Rinascita" del 12 novembre 2009)

(anven)

mariangiola ha detto...

Bè, dal momento che ad LFC 'applausi' non sono mancati...
Non credo però alla questione dello stile. MI pare un 'vezzo d'artista' - per il poco che lo conosco.

C'è un'altra cosa dell'America: è il "grande paese".
Le dimensioni del viaggio sono assolutamente incomparabili con quelle dei singoli paesi Europei - ed è 'viaggiata' dai suoi stessi abitanti con grande frequenza.
Il 'grande', stando al buon Kant, rappresentava da solo uno degli ingredienti indispensabili del 'sublime'.

Poi, certo, la Vera è stata negli ultimi anni una 'componente trainante': ma c'è da dire che Fausto si è lasciato trainare assai di buon grado...

MA

fausto ha detto...

In attesa di scrivere qualcosa di piu' intrigante che mi bolle per la testa, vi diro', per intanto, che gli Usa si offrono assai bene al viaggio: per i costi, le dimensioni, le situazioni. Se uno vuol viaggiare e basta questo e' sicuramente uno dei luoghi piu' indicati (cioe' piu' comodi) per farlo.
Quanto ai redditi resi pubblici dal luciferino Brunetta. Trattasi di lordi. Al netto sto sui 40.000 annui. Tu prendi la meta': pochissimo per quello che sai fare. Ma anche i miei sono pochi per quello che so fare. La diatriba sugli stipendi e' stata sollecitata ad arte dal Brunetta per suscitare l'invidia e tenere il governo al riparo da una sacrosanta richiesta di aumento dei redditi. Inoltre, come e' opportuno ricordare, il reddito da lavoro individuale e' una misura meschina della ricchezza reale. La quale si misura, quantomeno, sulla scala familiare ed e' composta: 1. dal coacervo dei redditi, ovvero dalla loro numerosita'; 2. dalle risorse patrimoniali (reali e potenziali); 3. dalle risorse mobiliari: 4. dai redditi occulti oppure in natura eventualmente disponibili; infine, 5, dalle risorse di capitale relazionale e da cio' che puo' derivarne come condizioni di favore nell'accesso al mercato, ai servizi, alle occupazioni. Ti rendo conto che per quanto mi riguarda mi fermo prima del punto 1, cioe' dopo il mio reddito c'e' zero o assai poco. Percio' io danzo sulla soglia di quella classe media che potrebbe anche diventare povera. Nessuna compassione, ovvio. Ma l'invidia sarebbe una deviazione stratosferica.

Anonimo ha detto...

Ti chiedo scusa, non avrei mai dovuto tirarlo in ballo, nemmeno per scherzarvi sopra o per una freddura: concordo su tutto! E' stata una stupidaggine e nemmeno avrei voluto con questo povero tema occupare il posto destinato al commento numero cento. Festeggiamo il centesimo commento!
Ci siamo riusciti! Cento di questi giorni: siamo tutti in salute!

a.ve

Anonimo ha detto...

Per Ventura.
Dimenticavo. La tua tiratina sul liberalsocialismo etc dimostra che non hai capito di cosa parlo o forse semplicemente non t’interessa (ma allora, dillo). Comunque parlo ancora, come già a suo tempo tempestivamente feci, della assoluta necessità per un partito che si è voluto chiamare Democratico di mettere in forma un progetto politico innovativo muovendo da una critica della democrazia. La quale critica dovrà essere puntuale e circostanziata onde ricavarne, col tempo e nel tempo, persino uno straccio di teoria politica, una visione del mondo , un’interpretazione della realtà. O si mettono a nudo i limiti, le distorsioni, le derive di vario tipo e le tare delle democrazie nel mondo attuale o non si riuscirà mai a delineare un’idea di società migliore. La sola cosa, quest’ultima, per la quale molta gente tornerebbe a mettersi in gioco. Viceversa si resterà nella solita “vecchia merda”.

mauro zani

Anonimo ha detto...

Vediamo dunque il maestro di Salvadori, Norberto Bobbio, uno dei "maggiori" del liberalsocialismo e posto accanto a Kelsen, padre del formalismo giuridico, dall'Enciclopedia del Novecento (Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ovvero la Treccani).
Scrisse Bobbio per la voce "democrazia/dittatura" dell'Enciclopedia Einaudi:

"Di questa mancanza di un elemento connotativo comune (della democrazia formale e della democrazia sostanziale - ndr) è prova la sterilità del dibattito sulla maggiore o minore democraticità dei regimi che si ispirano gli uni al principio del governo del popolo, gli altri al principio del governo per il popolo. Ognuno dei regimi è democratico secondo il significato di democrazia prescelto dal difensore e non è democratico secondo il significato prescelto dall'avversario. L'unico punto se mai su cui l'uno e l'altro potrbbero convenire è che una democrazia perfetta dovrebbe essere insieme formale e sostanziale. Ma un regime di questo genere appartiene sino ad ora al genere dei futuribili".

Ho capito o non ho capito di che cosa parli?
(Come avrai potuto vedere dall'orario in cui ho postato, non ho usufruito delle enciclopedie dell'Archiginnasio, che è chiuso, ma di quelle in mio possesso).

anventur

mariangiola ha detto...

Come date ad intendere di stare da qualche parte in alto, voi due!

Bè, quanto ai 'futuribili', ho anch'io qualcosa per voi, dal maestro di molti, il vecchio e severo Max Weber:

"E' esatto che una politica recante al successo
sia sempre l' "arte del possibile".

Ma non meno esatto è che il possibile
molto sovente è stato raggiunto solo in quanto si è mirato all'impossibile che sta al di là
di esso".

(da "Il significato dell' avalutatività...",1917)

Credo che i 'futuribili' e l' 'impossibile' si trovino per lo più nello stesso luogo logico:
un luogo "al limite", si direbbe in matematica.

Ma qualunque cosa io pensi,
in fondo, sono solo una donna...
(per i cultori della 'vera' democrazia...)

MA

fausto ha detto...

Boom. Si e' superato il record. E Zani ha fatto 100. Benvenuto caro amico. Ad Albuquerque fa freddo, e con il cervello intirizzito non posso affrontare un dibattito sulla democrazia che vada al di la' del Marx della "questione ebraica". Pero' vado a letto contento.

Anonimo ha detto...

@Mauro Zani

"Faccia finta di niente, ma penso che ci sia un uomo in più in questa stanza e penso che sia lei!"

(Da: G.Marx, La questione ebraica e la questione delle abitazioni)

a.ve

Anonimo ha detto...

Il Partito Socialista in Italia recluta le sue forza in gran parte tra coloro che si staccano dal ceto medio, tra i cosiddetti "spostati". Mentre in Germania questi elementi trovano già un saldo partito socialista operaio e ne accettano il programma, e in conseguenza di ciò divengono con la loro intelligenza molto utili al Partito, in Italia questi stessi elementi, per la mancanza di un partito operaio socialista, si immaginano di essere essi stessi il Partito, parlano ed agiscono in nome della classe operaia, e si immaginano di rappresentare il popolo vero e proprio. Di qui nascono le numerose deficienze del partito socialista italiano, della sua lenta diffusione, la deficiente propaganda, di qui le discussioni senza fine, colte ed incolte, a proposito di anarchismo, di comunismo, di comunalismo, ecc., gli attacchi personali e le espulsioni di tutti coloro che non giurano sulla bandiera della propria setta e tutto il quadro oltremodo triste di una massa indocile, sconclusionata e disorganizzata che si chiama partito.

Emilio(Aemil Julius Karl)Kerbs, corrispondente del "Sozialdemokrat" di Zurigo (settimanale) nel numero del 27 settembre 1883 (cit. in Ernesto Ragionieri, Socialdemocrazia tedesca e socialisti italiani, 1875-1895 - Milano : Feltrinelli, 1976)

(AV)

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INVITO

Iniziativa il 13 Maggio a Bologna,
Circolo Spartaco, ore 20,30


INVITO

Care e cari compagni/amici,
ad oltre un anno dalla nascita del Pd, ed avviandosi al suo primo congresso, è il caso di svolgere un esame approfondito della condizione di crisi che ne sta ostacolando il progetto.

Da porre all’ordine del giorno ci sono varie derive rintracciabili:

nel liberalismo di risulta che, nel programma, ha sostituito l’approfondimento delle culture riformiste;
nel mancato rapporto fra coalizione sociale e rappresentanza politica;
nelle forme organizzative di partecipazione, che hanno surrogato una imprecisata identità organizzativa (il 'partito liquido’);

Constatiamo come siano sempre più rari, anche a Bologna, i luoghi dove possano incontrarsi e riflettere sulle problematiche strategiche molteplici esperienze di iniziativa sociale e politica (come nei sindacati e nelle cooperative, ma non solo). Molte persone sono di fatto divenute estranee al processo politico. Al pluralismo delle idee e all’approfondimento delle analisi va sostituendosi un pluralismo di gruppi ‘politici’ perennemente impegnati in dinamiche a breve, fondamentalmente legate a posizionamenti opportunistici. Vorremmo verificare se c’è qualche modo per riprendere il volo.
In particolare se ci sono le condizioni per

attivare una associazione capace di tematizzare in modo agguerrito e originale i temi del lavoro, dell’uguaglianza, del legame politico e dell’appartenenza, della crisi/trasformazione della società


Per questo è convocata una riunione/dibattito il cui invito è esteso a tutti i lettori di questo messaggio per il giorno Mercoledì 13 Maggio 2009, alle ore 20,30 Via Gianbologna n.4, Ex Casa del Popolo Spartaco, Salone grande La serata sarà presieduta da Cesare Minghini e sarà introdotta da una relazione di Fausto Anderlini dal titolo: Cul de Sac Il Pd, il lavoro, la sinistra, la società. Strade smarrite, sentieri inesplorati, vicoli ciechi Vi aspettiamo numerosi!

Come raggiungerci: consulta la mappa

Una lettera a Piero Fassino su Gaza - Di Tommaso Gennari

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera inviata dall'amico Tommaso Gennari a Piero Fassino.


Gentile Piero Fassino,

Le scrivo come sostenitore morale del PD, quale mi considero, non essendo attivamente coinvolto nel Partito ma essendo simpatizzante per motivi culturali, di formazione, e di motivazione.
Negli ultimi tempi ho seguito con strazio e passione le notizie dei massacri di Gaza, e sto cercando di capire di più della situazione, e di come noi Italiani possiamo aiutare ad impedire ulteriori massacri, e, magari, a mettere la parola fine alla tormentata storia recente della Palestina.

Penso che l'attualità di Gaza debba essere distinta su due piani: da una parte la violenta emergenza dell'uccisione di circa 1.400 persone nello spazio di 3 settimane,
dall'altra la strutturale e storica situazione conflittuale della Palestina, nella contrapposizione tra lo Stato di Israele e gli ultimi nativi rimasti sul territorio che fu mandato palestinese della Società delle Nazioni sotto la gestione effettiva dell'Impero Britannico.

Partendo dall'emergenza più attuale.
Quali che siano i motivi e le ragioni, i fatti sono chiari, evidenti,
lapalissiani. Le forze armate israeliane hanno ucciso, nello spazio di 3 settimane, più di 1.300 persone, di cui più di 300 bambini.
I media internazionali hanno parlato di "guerra", di "fieri combattimenti".
Non sono uno specialista di guerre, ma solo un amatore appassionato di storia militare. Queste definizioni mi hanno lasciato stupito, di fronte alla realtà del campo di battaglia.

Come si può parlare di combattimenti, di guerra, quando da una parte ci sono più di 1.300 morti, di cui più di 300 bambini, e 5.000 feriti, e dall'altra, da quello che ho capito, 13 morti, di
cui 6 soldati uccisi dal nemico sul campo, 4 soldati uccisi dal fuoco amico, e 3 civili uccisi dai razzi sparati sulle città israeliane.

Sono questi fatti, queste evidenti verità, che impediscono al buon senso di chiamare guerra un evento del genere. La parola massacro ha più senso.

Anche a prescindere dai precisi eventi quali il bombardamento delle strutture ONU, della Croce Rossa, delle ONG, delle strutture di assistenza umanitaria pagate dai contribuenti europei, della mancanza di assistenza alla popolazione civile, e della fornitura di informazioni inesatte circa la sicurezza degli edifici date alla popolazione civile, i fatti che citavo in precedenza sono più che sufficienti per istituire un processo per crimini di guerra contro i decisori del massacro.

Giustamente, la comunità internazionale è stata in grado di portare in tribunale il presidente serbo Milosevic, non si capisce perché i decisori delle stragi di Gaza debbano restare impuniti. E mi riferisco sia ai responsabili politici che a quelli militari.

Certo, si può sostenere, non è la prima volta che le forze armate israeliane compiono simili atti di atrocità, e non è la prima volta che nel mondo ne succedono.
Certo, ma il mondo avanza, la civiltà avanza, la costruzione del
progetto europeo avanza, la costruzione di un mondo migliore avanza. Non possiamo adottare queste scuse per impedire alla civiltà di avanzare, e di rientrare nel medioevo.

Concorderà con me. Mi dirà, anche i responsabili politici e militari di Hamas sono responsabili di omicidi di guerra, verso civili e militari. Certo, concordo, e penso che anche essi vadano giudicati da un tribunale internazionale.
A parte che, probabilmente, la maggior parte di loro sono già stati assassinati dalle forze di sicurezza israeliane. Concordo che i superstiti vadano giudicati.
Ma le colpe di Hamas non devono essere un paravento per le atroci colpe dei decisori di parte israeliana in questi ultimi eventi di Gaza.
Un tribunale internazionale che giudichi i crimini di guerra commessi a Gaza sarebbe una speranza di pace e giustizia per il futuro. Un suo insabbiamento non potrà che portare altri morti e sofferenze in quella regione dilaniata.

Le persone sono sensibili alle giustizie e alle ingiustizie subite. La giustizia è un sentimento universale, che qualsiasi essere umano è in grado di provare.
Lasciamo agli specialisti l'individuare quali precisi crimini di guerra abbiano compiuto le forze armate israeliane, se genocidio, punizione collettiva, mancata assistenza alla popolazione civile, uso di armi al fosforo, o altro.
Importante è che si faccia.

A fronte di un governo italiano senza spina dorsale, per i penosi motivi che tutti sappiamo, è di cruciale importanza il Suo attivo impegno in questo senso. La splendida lettera che il Presidente Napolitano ha inviato nei giorni scorsi al Presidente Egiziano dà lo spazio di azione all'Italia in questo senso.

Ovviamente, essendo il PD all'opposizione, manca dei mezzi sostanziali per poter dispiegare una politica attiva a 360 gradi. Nondimeno, qualsiasi azione formale e informale possa essere fatta in questo senso deve essere tentata.

Sullo sfondo dei tragici eventi di questi primi giorni di gennaio, c'è poi tutta la complessità del conflitto tra lo Stato di Israele e gli ultimi nativi della Palestina non residenti dello Stato israeliano. Le soluzioni sono qui certamente più complesse, e mi permetto solo di avanzare solo un suggerimento.
A monte resta di primaria importanza tenere separati i concetti di giudaismo/ ebraismo come religione e tradizione culturale, del progetto sionista di casa nazionale, e dell'esistenza de facto dello Stato di Israele.
Alcuni commentatori hanno fatto paralleli con la situazione dell'Irlanda del nord. È vero, ci sono analogie, ma trovo che vi siano anche analogie con la colonizzazione del nord America da parte della Francia e dell'Inghilterra.

Non è ormai più possibile mettere in discussione l'esistenza dello stato di Israele, ma questo stato stesso dovrebbe concordare con l'esistenza del suo peccato originale di nascita, così come Canada e USA hanno fatto verso i nativi americani. La grande differenza di situazione è che i tempi sono straordinariamente diversi (e anche gli spazi).
Ma, come dicevo prima, oggi siamo ad uno stadio diverso di civiltà: le violenze che venivano commesse in passato non sono più accettabili, i tempi sono più veloci.
È un fatto che lo stato di Israele è risultato vincitore nella lotta per il possesso del territorio, della sua colonizzazione. Essendo in posizione di vincitore del conflitto, deve riconoscere ora i torti fatti alle popolazioni native, deve compensare i discendenti delle perdite subite, e riconoscere il diritto alla dignità e alla diversità culturale delle popolazioni presenti.

Dal punto di vista culturale è certamente una operazione lunga e complessa, piena di ostacoli. Un avvicinamento di Israele verso i valori fondanti della comunità europea, i valori di coesistenza civile frutto della tormentata storia europea della prima parte del secolo scorso, potrebbe essere utile in questo senso.

La ringrazio dell'attenzione, le invio i più cordiali saluti e tanti auguri per il futuro del PD,

Tommaso Gennari


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Società rotonda, anzi rotatoria

di Ilvo Diamanti

Da Caldogno - dove risiedo e, ogni tanto, vivo - fino a Vicenza ci saranno 5 o 6 chilometri. E 9 o 10 rotatorie.
In linguaggio familiare: rotonde. Il loro numero, peraltro, varia. A seconda del percorso scelto. Nel tempo: nell'ultimo anno ne sono sorte almeno 2. O forse 3, non ne sono certo. E' varia anche la loro forma, la loro dimensione. In alcuni casi si riducono a piccoli oggetti circolari di plastica o di cemento. Talora a cerchi tracciati con la vernice sull'asfalto. Oppure sono rilievi quasi impercettibili. Molto meno evidenti di un dosso. Tanto che ci si può passare sopra con le ruote, senza bisogno di rallentare. Ma in genere le rotonde sono ampie e appariscenti. Parecchi metri di diametro. E non le puoi accostare con le ruote, perché i bordi del perimetro sono ben rialzati rispetto al fondo stradale. In alcuni casi, infine, le rotatorie sono manufatti di grandi e talora grandissime dimensioni, di aspetto monumentale e pittoresco. Al loro interno, infatti, sorgono prati, giardini, alberi tropicali. Sculture ardite. Non manca, in qualche caso, lo sponsor. Le rotonde cambiano aspetto nel corso del tempo. Evolvono, come organismi viventi. Quando nascono sono appena abbozzate, un segno bianco schizzato a mano oppure una specie di puff di plastica rigida, ancorato al fondo della strada. Poi crescono, diventano grandi, assumono forme "rotonde" e si estetizzano.
Le rotatorie sono sorte per ragioni ragionevoli. Regolare e fluidificare il traffico. Affidarne la responsabilità diretta agli automobilisti stessi per non finire imprigionati dai vincoli imposti dai semafori, che non "vedono" i flussi della circolazione nelle strade che si incrociano. Per cui certe volte e a certe ore ci si trova bloccati dal rosso ad attendere il passaggio di vetture da altre strade perennemente vuote. Come il tenente Dogo, in eterna attesa dei Tartari; di un assalto che non avverrà mai. Mentre, altre volte e ad altre ore, l'arbitrario potere dei semafori produce ingorghi biblici. E', dunque, legittimo e comprensibile il fine che ha ispirato l'era delle rotonde. E gli esiti soddisfano le attese. In alcuni casi. Quando la rotatoria fa, effettivamente, scorrere la circolazione stradale molto più rapidamente del semaforo al cui posto è sorta. Lo stesso avviene - a volte - nei crocevia privi di semafori. Dove chi procede dalle vie minori è costretto a lunghe soste, in attesa di una pausa del traffico sulla strada principale. La rotonda: può essere utile. Può. Talora. Non sempre. Non dovunque. Da qualche tempo invece si sta riproducendo dovunque e senza soste. Senza limiti.
Ne sorge una ogni qualche centinaio di metri, nei punti e nei luoghi più impensati. Rotonde "alla francese", le chiamano, evocando un esempio "à la page". Impropriamente, perché in Francia tante rotonde così non le ho mai viste. Da nessuna parte, in nessuna città, in nessun dipartimento. In Italia, invece, sono proliferate dappertutto. E continuano a riprodursi. Organismi autonomi, sfuggiti a ogni controllo e a ogni regola. Riflettono, se vogliamo cercare analogie, l'andamento del fenomeno urbano e immobiliare negli ultimi quindici-vent'anni. Ha mutato il paesaggio sotto i nostri occhi in tempi tanto rapidi e in modo tanto profondo che non ce ne siamo nemmeno accorti. O meglio: prima di percepirne l'impatto era già divenuto "senso comune". Una realtà data per scontata. Di cui è inutile lamentarsi, anche se, ovviamente, crea disagio.
Un po' come le condizioni atmosferiche. Il caldo sempre troppo caldo e il freddo sempre troppo freddo. Così, a dispetto della crisi, sono sorti e continuano a sorgere nuovi agglomerati immobiliari anonimi, come i loro nomi: Villaggio Nordest, Quartiere Miramonti, Résidence Margherita... Per non parlare delle zone artigianali e industriali. Questo fenomeno si è dilatato a prescindere dalla domanda del mercato e dalla pressione sociale. Visto che la stagnazione demografica dura da decenni e negli ultimi anni l'economia non marcia troppo bene. Le rotatorie "seguono" la stessa dinamica. Anzi, la annunciano e la "anticipano".
Quando si incontra una rotonda in apparenza senza significato, lungo una strada che procede diritta, senza incroci, nel vuoto urbano è segno che lì qualcosa sta per capitare. E' probabile - anzi: certo - che intorno sorgerà presto un nuovo quartiere, una nuova zona residenziale. Le rotatorie, come le nuove intrusioni immobiliari, cambiano il paesaggio. Ridisegnano la geografia quotidiana e le mappe della circolazione. Per questo ri-orientano ma al tempo stesso dis-orientano. Cambiano non solo la viabilità, ma il modo stesso di affrontare e di guardare il territorio. Mesi fa, dopo una breve assenza (un paio di settimane), alle porte di Caldogno ho incontrato (mi sono scontrato con) una nuova rotatoria, finalmente conclusa, dopo mesi di lavori che rallentavano il traffico (fino a quel momento, peraltro, del tutto normale). Dopo averla imboccata, mi sono trovato altrove. In mezzo ai campi. Ma mi sono arrestato subito - poco avanti - davanti a una recinzione. Al di là, terreni incolti e - per ora - vuoti. Su cui, però, presto sorgerà - diciamo così - qualcosa. Lo stesso avviene altrove. Penso a Tavullia. Ci passo ogni settimana per andare a Urbino. E mi ci perdo, qualche volta, imboccando l'uscita sbagliata di una doppia rotonda - una specie di otto volante - in cima alla salita, prima di entrare in paese. Ma è la patria di Valentino Rossi, terra di piloti esperti. Mentre io - penseranno molti - sono un "impedito". Anche se in auto percorro almeno 50mila chilometri l'anno. Però lo ammetto: sono un "disadattato". "Non mi adatto" all'estetica del tempo nuovo; all'era immobiliare, che ci ha affogati in un mare di cemento. Non mi oriento in mezzo ai quartieri Miramonti e ai villaggi Margherita. E mi perdo nelle plaghe oscure, punteggiate di capannoni (spesso dismessi), traversate da via dell'Industria che incrocia via dell'Artigianato e corso della Meccanica. Tanto meno mi adatto a questa iperfetazione di rotonde. Immotivata per quantità, qualità e localizzazione.
Tuttavia, pochi oggetti sono in grado di raffigurare la meccanica sociale in modo altrettanto efficace delle rotonde. Dove i pedoni non hanno diritto di cittadinanza. Dove i ciclisti possono circolare solo a loro rischio e pericolo.
Perché la regola delle rotatorie è che passa prima chi entra per primo. Però, spesso prima passano il secondo e anche il terzo. D'altronde, non è sempre facile capire chi è entrato per primo.
E, comunque, presto si capisce che la rotatoria è come la vita: devi farti coraggio ed entrare nel gorgo. Prenderti i tuoi rischi. Sgommando e tamponando, se necessario. La rotonda. La rotatoria.
Difficile trovare una metafora migliore per rappresentare una società che assiste, senza reagire, alla scomparsa del "suo" territorio e, insieme, delle relazioni fra persone. Anche perché stanno scomparendo gli spazi per parlare e perfino camminare. Così per comunicare si usano i cellulari. Naturalmente senza vivavoce, auricolari e quant'altro. Una mano su volante e nell'altra il portatile. Con sprezzo del pericolo. Per sé e, soprattutto, gli altri. Una società dove le regole si interpretano a proprio piacimento, a proprio vantaggio. Dove le persone se ne stanno sempre più sole o in piccoli gruppi di familiari e amici, racchiuse in nicchie, come le automobili, che le allontanano dagli altri e le rendono più aggressive. (Io quando guido sono un mostro).
Non è la società liquida di cui parla Bauman.
Questa è la "società rotonda". O forse: rotatoria.

("La Repubblica", 23 gennaio 2009)